KREATOR + CELTIC FROST + LEGION OF THE DAMNED + WATAIN
27 Marzo 2007
Rolling Stone
Milano


Concerto imperdibile, per il sottoscritto, quello che si è svolto il 27 Marzo al Rolling Stones di Milano. Nonostante avessi gia visto entrambi i gruppi, la possibilità di vederli insieme era più unica che rara, e poi anche i due ospiti erano di ottimo valore.

Tuttavia per ritardi di viaggio mi perdo sia i blackster Watain sia i Legion Of The Damned, che a quanto mi ha detto un mio amico hanno fatto un’ottima prestazione.
Arrivo giusto in tempo per sentire il sound check dei Celtic Frost, sound check che dura una mezzora buona.
Arriva però il momento: le luci si spengono e i quattro svizzeri entrano sul palco sulle note di “Procreation Of The Wicked”, mettendo in soggezione tutto il pubblico presente.
Sul palco ovviamente l’attenzione è catturata tutta da Martin Eric Ain e da Tom Gabriel Warrior, che pur non facendo chissà cosa attirano l’attenzione grazie a un carisma invidiabile.
Dopo “Procreation…” è la volta del classico “Circle Of The Tyrant”, eseguita più lentamente rispetto all’originale.
Poi tutta un’alternanza tra classici come “The Usurper”, “Necromantical Scream” e la grezza “Into The Crypts Of Rays” e i pezzi del recente Monotheist per un’ora di concerto che ha lasciato il segno.
L’impressione che ho avuto è la stessa che ho avuto dopo lo show di Wacken: oramai sono un altro gruppo, potrei azzardarmi a definirli un gruppo doom vista anche la lentezza e la pesantezza con cui eseguono i vecchi classici. Soprattutto sono un gruppo che si è saputo rinnovare invece di voler vivere sulla gloria di due dischi vecchi oramai di venti anni…


Cambio palco più veloce ed è la volta dei Kreator.
Intanto la scaletta:

“The Patriarch/Violent Revolution”
”Pleasure To Kill”
”Enemy Of God”
”People Of The Lie”
”Phobia”
”Suicide Terrorist”
”Extreme Aggression”
”Voices Of The Dead”
”Betrayer”
”Reconquering The Throne”
”Impossible Brutality”
”Flag Of Hate”
”Tormentor”

Il gruppo ‘non sente seghe’, e dopo l’inizio ‘melodico’ con “Violent Revolution” si fa subito sul serio con “Pleasure to Kill”, che scatena l’inferno nel moshpit (pure Italian Moshpit, come dirà Petrozza più volte).
Anche nel loro caso l’alternanza tra pezzi più vecchi e pezzi degli ultimi due album è sapiente, tuttavia non ci sono mai cali di potenza, la ‘melodia’ fa capolino solo con “Voices Of The Dead”.
Tecnicamente non erano in formissima, Ventor ha anche sbagliato diversi attacchi, ma conoscendo il Ventor dei primi due album non possiamo lamentarci. E sia chiaro, nessuno durante il concerto ha sofferto per questo problema!
Dopo una violentissima “Reconquering The Throne” il gruppo lascia il palco per un minutino, poi torna per eseguire il bis: la recente “Impossible Brutalità” seguita da ‘It’s time to fuck all Government, all War, it’s time to - Rise the Flag of Hate’,annunciata da un Petrozza incazzatissimo. Ed è appunto la volta di “Flag Of Hate”, legata a mò di medley con un altro classico, “Tormentor”, che ha definitivamente chiuso il massacro generale del Rolling Stones.

Insomma, concerto perfetto, due leggende europee a dividersi il palco in un Rolling Stones piuttosto pieno. Concerto che a mio avviso verrà ricordato come uno dei migliori del 2007.