HEADWAY FESTIVAL 2004
03 e 04 Aprile 2004
P60
Amstelveen
OLANDA


Introduzione
Questo festival non me lo potevo perdere per nessun motivo, era bastato solo il nome dei WatchTower a convincermi ad andare. Se ci aggiungiamo anche Sieges Even, Death Machine e tutti gli altri allora cadeva ogni minimo dubbio. Gli unici che non hanno influito sulla scelta sono stati gli Ephel Duath, perché me li posso vedere quando voglio qua in Veneto, heheheh.
Prima di tutto voglio ringraziare gli organizzatori del festival per il lavoro perfetto che hanno svolto. Inoltre hanno anche tenuto i prezzi bassi, il biglietto per i due giorni costava 40 euro, molto poco rispetto gli standard italiani.
Il locale
Il P60 è un locale ottimo da tutti i punti di vista. Si trova a pochi chilometri da Amsterdam, ed è a circa 300 metri da una uscita della tangenziale di Amsterdam, quindi facilissimo da raggiungere (io e Melix ce lo siamo trovati di fronte senza manco accorgersene...). E' attaccato ad un parcheggio su più piani, quindi si può lasciare la macchina senza problemi, ed è pure attaccato alla stazione degli autobus, quindi chi ci va coi mezzi pubblici ha tutte le comodità. Dentro è perfetto. Al piano terra c'è la biglietteria ed il bar con cucina. Nel bar c'è un biliardo e 3 postazioni internet gratuite con schermo a cristalli liquidi. Al primo piano c'è una sala con un altro bar e delle sedie (in questa sala faranno i clinic), poi ci sono il guardaroba ed i camerini. Il locale per concerti si trova al secondo piano, ed è un'unica sala di circa 20 metri per 25, più o meno grande come il New Age, solo che il palco è mille volte meglio e non ci sono colonne in mezzo a rompere i coglioni. Il palco è largo come tutta la sala, è rialzato di circa un metro, e c'è un sipario nero che veniva chiuso durante i soundcheck. L'impianto di amplificazione è ottimo, con un mixer a 32 canali e delle enormi casse fisse a fianco del palco, il volume non era mai esagerato come purtroppo accade in vari posti. L'acustica e la visuale sono perfette in ogni punto, senza contare che il soffitto è altissimo e la ventilazione perfetta. Io odio il fumo, ma lì non mi ha mai dato fastidio.
A tutto questo vanno aggiunti un sacco di dettagli che rendono quel locale un posto da fantascienza se paragonato a quelli italiani. Le consumazioni costano 1,80 euro l'una (birre, acqua, panini, patatite...), e va sottolineato che in Olanda il reddito medio è più alto di quello italiano. Tutti gli addetti del locale sono gentilissimi, ogni volta che si prendeva qualcosa sorridevano e ringraziavano, mentre qua in Italia la maggior parte della gente ti tratta come un pezzente se gli compri un panino. Degne di nota le "rastrelliere portabicchieri" appese alle pareti del locale, ossia dei pezzi di plastica con dei fori su cui la gente lasciava i bicchieri vuoti.
Finito il concerto di un gruppo chiudevano il sipario del palco, per fare in modo che il gruppo successivo potesse fare il soundcheck in santa pace. In questi periodi mettevano su della musica per intrattenere gli spettatori, e le scelte erano sempre ottime, sia con gruppi famosi che con roba meno conosciuta (per dire si passava dai Metallica ai Portal), il tutto badando solo alla qualità. Insomma, meglio di così dal punto di vista organizzativo era impossibile fare. Anzi, forse qualcosa sì: potevano esserci più CD in vendita.
Il pubblico
Da quello che ci hanno detto ci sono stati 300 paganti per ogni giorno. Vista la qualità dei gruppi sono molto pochi, io mi aspettavo che saremmo stati almeno 2mila! Amen, ormai si sa che la qualità la cercano sempre meno persone. Ma alla fine questo non è stato un difetto, anzi. Ognuno dei presenti era un grande appassionato, non c'era nessuno che fosse capitato lì per caso o che avesse poca esperienza. Il livello di passione, di competenza e di esperienza lì in mezzo era a livelli altissimi, credo che solo il Keep It True possa fargli concorrenza a riguardo. Tutti quanti erano tranquillissimi, gentili e con una cultura metal clamorosa. In pratica io e Melix eravamo tra i più giovani là in mezzo, visto che c'era un sacco di gente che gira per concerti metal da 20 e passa anni. Il campionario di magliette delle persone era da fantascienza, in pratica c'erano magliette per ogni gruppo di metal tecnico della storia... la vista era impressionante.
Xenobia
Ora passo alla descrizione dei concerti veri e propri, che è la cosa più importante. Il primo gruppo sono stati gli Xenobia, gruppo olandese che non conoscevamo minimamente. Dopo 2 canzoni io e Melix ci guardiamo in faccia e ci diciamo che se tutto il festival sarà così, allora godremo come conigli! Gli Xenobia ci hanno veramente stupito in positivo. Si tratta di un gruppo prog metal un po' atipico. E' composto da un cantante/chitarrista, un bassista, un batterista ed una violinista. Le parti cantate erano poche, come voce siamo su buoni livelli, ma passa sempre in secondo piano. Dal lato chitarristico è stato un concerto praticamente perfetto. Nessun errore esecutivo, e gran gusto nella musica. La scelta e la cura dei suoni era spettacolare (tant'è che il tipo ha cambiato 4 chitarre), gli assoli erano tecnici ma mai sboroni, ma la cosa migliore alla fine erano le ritmiche: al momento giusto partiva sempre un riff cazzuto e con un tiro spaventoso, alcuni erano in pieno stile thrashcore. Le parti di chitarra sono state semplicemente impeccabili. A suo supporto basso e batteria non sono stati da meno, specie il batterista che ha fatto una serie di numeri incredibile, mostrando che anche con un tom e 4 piatti si può fare di tutto. Discorso a parte per la violinista. Prima di tutto abbiamo apprezzato l'aspetto fisico della tipa, faceva la sua figura sul palco, hehehe! Riguardo le sue parti, non mi hanno convinto al 100%, erano un po' elementari e slegate rispetto all'andamento delle canzoni. Da quello che ho capito era appena entrata nel gruppo, dato che metà canzoni non richiedevano il violino. Quindi bisognerà aspettare che entri nello spirito del gruppo. Per dovere di cronaca segnalo che aveva due violini (entrambi elettrici e non acustici), e suonava sia con l'arco che col pizzicato.
Textures
Il secondo gruppo a suonare sono stati i Textures, olandesi pure questi. Per Melix il loro album è un capolavoro, mentre per me si tratta di un buon lavoro ma ancora un po' acerbo, quindi ero un po' titubante sul loro concerto. In 2 minuti hanno letteralmente spazzato via ogni dubbio. Dal vivo hanno reso mille volte meglio rispetto al CD. Sono risultati precisissimi e compatti, fare il classico paragone con un carro armato è la cosa più azzeccata possibile. Dal vivo risultano molto compatti, e non ci sono più gli aloni di già sentito che mi provoca l'album. Ascoltando "Polars" ho sempre la sensazione di essere di fronte ad un puzzle di Meshuggah, Devin Townsend ed altri, ma durante il concerto non ci sono mai state queste sensazioni. Hanno lavorato sulla resa live delle canzoni, ed ora tutto suona in maniera personale, diretta ed incisiva. Il nuovo cantante ha urlato come un pazzo dall'inizio alla fine, lasciando tutti soddisfatti. C'è stato anche un intervento di un clarinettista loro amico, che ha dato un po' di respiro a noi spettatori. Se gli Xenobia ci avevano esaltato, i Textures non sono stati da meno. Nota di merito al batterista mancino.
Mister Kite
E' stato poi il turno dei Mister Kite. Li conoscevo solo di nome, e non mi è venuta voglia di approfondire la loro conoscenza, per il semplice motivo che fanno un genere che non mi ispira. Si tratta di una specie di crossover frutto di un miscuglio tra pop, metal e parti elettroniche. Dal lato strumentale nulla da dire, erano bravi a suonare e gliene va dato atto. Quello che non mi ha convinto è il cantante, che ha stonato in più di una occasione. Comunque non sono la persona adatta ad esprimere un giudizio sul loro concerto, visto che non mi piace il loro genere. E lo stesso valeva per molta altra gente, visto che a vederli eravamo rimasti in pochi. Da segnalare la presenza nel pubblico di un loro fan giapponese. Io e Melix avevamo visto sto tizio giapponese, e volevamo andarci a parlare durante la pausa cena. Ma quando il cantante dei Mister Kite l'ha ringraziato per essere venuto dal Giappone solo per loro ci è passata la voglia, eravamo convinti fosse venuto per i WatchTower, hehehe.
Death Machine
Dopo la pausa cena hanno suonato i Death Machine. In vista dei WatchTower siamo andati in prima fila per restarci fino alla fine, ed è stata una mossa azzeccata! Anche i Death Machine hanno suonato alla grande. Per chi non li conosce, si tratta di un gruppo californiano che vede al suo interno dei membri degli Zero Hour, solo che i Death Machine invece che prog/thrash fanno un death metal strambo, dalle ritmiche sghembe e meccaniche. Molti li paragonano a Soilwork e Meshuggah, ma per me non ci assomigliano molto, anche se devono ancora migliorare qualcosa. Dal lato musicale è stato un ottimo concerto, hanno suonato praticamente tutto l'album omonimo senza tante difficoltà. Ma la parte migliore è stata quella scenica. Hanno suonato vestiti come nelle foto, ossia il bassista diavolo, il chitarrista finto-blackster, il cantante che sembra Eric Cartman da grande (anche col cappello), e così via. L'unica eccezione era il tastierista, che ha indossato la maschera solo durante l'ultima canzone, scatenando l'apoteosi di noi delle prime file. Ma il vero protagonista è stato Evil Devin, il bassista diavolo. E' stato l'ultimo a salire sul palco, e vederlo vestito da diavolo rosso con gli occhialetti ci ha piegati tutti quanti, hahahaha!!! Poi ha suonato in maniera veramente scatenata, non è stato fermo un solo secondo, andando a pogare contro il cantante, saltando di qua e di là... un paio di volte stava pure per fare cascare la testata con tutti i casini che combinava al cavo dell'amplificazione. Dal lato esecutivo poi è stato precisissimo, sia con la tecnica delle tre dita che col tapping ha fatto vedere ottime cose, anche quando il mantello gli ingolfava le mani, hahahah. Ma la sua mossa carattestica è stata quella del "basso-falce": ogni tanto trattava il basso come una falce, e dava delle falciate per aria velocissime, in maniera totalmente selvaggia! Io mi sono visto più volte la paletta del basso rotearmi a 20 cm dal naso, ad un paio di fotografi stava pure per spaccare la macchina, un vero pazzo scatenato! E noi lì ad incitarlo, ahahhaha! Tant'è che alla fine ha gradito, ed ha regalato il mantello al tedesco accanto a me (un personaggio incredibile quel ragazzo), per poi fare stage diving (ci è andata bene perché pesava poco, se si lanciava il cantante eravamo morti!!!).
Laberinto
Il penultimo gruppo del primo giorno erano i Laberinto. Mi ricordavo di aver visto un loro video anni fa, e non mi era piaciuto. Non mi aspettavo molto da loro quindi, invece è stato un concerto piuttosto divertente. Questi 4 ragazzi suonano un crossover nel vero senso della parola, frutto del miscuglio tra thrashcore, musica latina e qualcosa di rap. Essendo in giro da un sacco di anni il gruppo ormai sa tenere il palco e sa come coinvolgere gli spettatori. Non sono un fan di questo tipo di crossover, ma alla fine il loro spettacolo è filato via liscio ed ha fatto presa anche su di me, credo che questo vada a loro merito. Il resto del pubblico era piuttosto esaltato, complice anche il tasso alcoolico che stava diventando bello alto nel sangue di molta gente. Tra di questi va segnalata una tipa che ad un certo punto è salita sul palco e si è messa a saltare dappertutto e a fare stronzate varie, tra cui saltare letteralmente addosso al bassista ciccione (un tipo sferico sui 150 kg, senza esagerare) dicendogli che lo ama, hahahahah! Questo è stato solo il culmine della scena, vederla dal vivo per intero è stata una cosa esilarante. Bravi gli altri membri del gruppo a continuare a suonare, anche se si vedeva che trattenevano a stento le risate.
WatchTower
Era quindi arrivato il turno dei mitici WatchTower. Io e Melix ci eravamo preparati in prima fila centrale per gustarci appieno il loro concerto, poi il tedesco pazzo che avevo a fianco mi ha chiesto di spostarmi un poco per fare spazio ad un suo amico, e così ci siamo spostati sulla sinistra. Visto il clima di generale cortesia ovviamente non abbiamo fatto storie (in Italia avremmo avuto 20 persone dietro che ci menavano per fregarci il posto, lì invece hanno il buon senso di chiedere), anche se un po' mi girava perché ci tenevo a gustarmi il concerto al massimo. Poi piano piano tutta la prima fila ha fatto azione di forza, spostando di peso tutte le transenne fino ad arrivare attaccati al palco, anche qui grazie al clima tranquillo nessuno è venuto a romperci i coglioni (in Italia sarebbero arrivati i tipi della security coi manganelli).
Ma appena si è aperto il sipario ci siamo resi conto che spostarsi era stata una enorme botta di culo: eravamo finiti davanti alla spia di Ron Jarzombek, così ha fatto tutti gli assoli a mezzo metro dal nostro naso... yeaaahhhhh!!! Prima di parlare della musica, va descritto l'aspetto dei 4 ragazzi dei WatchTower. Rick Colaluca è veramente basso, sarà alto un metro e mezzo o poco più, e seduto dietro la batteria sembrava ancora più piccolo, tant'è che suona con uno stile particolare, ad esempio i piatti alti li colpiva quasi sempre da sotto. Nonostante la piccola stazza menava veramente forte, tant'è che dopo due canzoni aveva rotto la pelle del rullante, ed a furia di trim-shot alla fine le bacchette erano quasi tagliate in due. Ron Jarzombek aveva una maglia dei Kiss, ed il suo tipico sguardo semi-assente. Doug Keyser era vestito con un vestito verde con la giacca aperta davanti a mostrare il petto nudo, ed è entrato sul palco col cappello stile giovane marmotta (quello di pelo con la coda), che gli è cascato dopo poco. La sua mimica facciale era clamorosa, quasi peggio di Jeff Waters... si è esibito in una serie di facce da paura, e verso la fine ha pure indossato una testa da alieno, spettacolare! Jason McMaster era quello più metallaro di tutti, talmente metallaro che secondo me al posto del sangue ha mercurio! Al concerto aveva una maglietta originale e vissuta (ormai sfatta) di "We Have Arrived" dei Dark Angel... il giorno dopo l'abbiamo visto con maglietta dei Raven, poi con chiodo e berretto di lana dei Mercyful Fate... poco da dire, quel ragazzo è rimasto fermo agli anni '80 in tutto e per tutto, sprizzava metal da ogni poro.
Dal lato musicale l'unica parola che posso dire è questa: INCREDIBILI. Chi conosce la musica del gruppo ha presente quanto le canzoni siano tecniche e difficili da suonare (non a caso sono stati il primo gruppo metal della storia a fare della tecnica la loro arma vincente), ebbene, questi qua non solo non hanno sbagliato una nota che fosse una, ma mentre suonavano correvano e saltavano come matti, l'unico che si fermava ogni tanto era Jarzombek quando doveva suonare gli assoli, visto che per comodità veniva attaccato alla spia, con nostra somma goduria che ce lo trovavamo sempre davanti al naso. Anzi, a dire la verità uno sbaglio l'hanno fatto, quando Ron si era dimenticato di cambiare effetto tra un assolo ed una strofa, e per questo poi è stato preso abbondantemente per il culo da Doug, che è andato dalla pedaliera a chiedergli se doveva essere lui a premere i pedali. Jason ha cantato da dio, ha migliorato molto come tecnica ed ha urlato dall'inizio alla fine, senza perdere per un attimo il fiato, nonostante abbia fatto continue corse, capriole, flessioni e quant'altro... C'è poco da dire, hanno tenuto il palco come pochi altri sanno fare, ed hanno suonato come nessun altro sa fare, visto che di solito i gruppi tecnici tendono a stare fermi per non sbagliare. E pensare che hanno cominciato vent'anni fa, ed era il primo concerto che facevano dopo il Bang Your Head del 2000...
La scaletta è stata ottima. Nonostante la memoria altalenante posso scriverla in ordine, visto che mi sono preso quella di McMaster e me la sono fatta autografare dal gruppo (in questi casi non posso non tirarmela, hahahaha). Hanno suonato "Asylum", "Instruments Of Random Murder", "Social Fears", uno stacco jazzato, "Control And Resistance", "Mayday In Kiev", "Energetic Disassembly", assolo di batteria, "The Eldritch", "The Fall Of Reason", stacco country, "Tyrants In Distress" (col pubblico in delirio a cantare il ritornello), una cover di "Billie Jean" di Michael Jackson coi testi riadattati agli istinti pedofili del tipo (e con McMaster a simulare una scopata con una spia, hahahhaa), "Meltdown" (qui durante i ritornelli stava per cascare il locale), poi un medley di varie canzoni, tra cui "Hell Bent For Leather" e "Breaking The Law". Poi il gruppo è uscito, ed è stato richiamato a gran voce. Dopo un paio di minuti sono tornati ed hanno suonato tutta "2112" dei Rush (la canzone, non l'album). Appena hanno cominciato ed il pubblico ha capito che canzone era c'è stata un'esplosione generale, esclusi me e Melix: dopo la prima canzone avevo dato un'occhiata alla scaletta, ed avevo visto quale era il bis... quando l'ho fatto notare a Melix è rimasto impietrito per mezzo minuto, hehehe. Anche questa canzone è stata suonata in maniera eccezionale.
Insomma, il concerto dei WatchTower è stato di sicuro il miglior concerto metal che ho visto finora. La mia impressione è stata confermata dagli altri presenti con cui ho parlato. C'erano molte persone che li avevano visti nel tour europeo del 1990, ed appena avevano saputo che tornavano in Europa hanno fatto di tutto per rivederli: tutti dicevano che non hanno mai visto nessun gruppo migliore di loro dal vivo, e là in mezzo c'era gente con esperienza ultradecennale che aveva visto centinaia di concerti. Tra questi il più mitico era un cinquantenne fotografo professionista di una rivista, che si è girato in pratica tutti i concerti metal che ha potuto da quando è nato il genere. Prima di partire avevo dei dubbi, visto che un paio di tizi ci avevano tirato il pacco, visto che ci costava un bel po' di soldi, e visto che avevo gli occhi a puttane. Ma il solo concerto dei WatchTower è valso ampiamente tutto quanto.
Karma
I primi del secondo giorno erano i Karma, un giovane gruppo olandese che dovrebbe fare prog metal. Me ne avevano parlato bene, e in giro si dice che la cantante (per la cronaca sorella di quella degli After Forever) sia la miglior cantante dei gruppi metal olandesi... Ero curioso di vederli, ma quando siamo andati nella hall dell'albergo per uscire ci siamo trovati di fronte i Death Machine ed i WatchTower al completo, un'occasione troppo ghiotta per farcela sfuggire!!! Mi spiace per i Karma, ma abbiamo preferito perdere loro che questi.
Anand
Siamo quindi arrivati in tempo per vederci una parte del concerto degli Anand. Il gruppo ha il nome del chitarrista, un ragazzo di colore (da quel che ne so è nato nel Suriname) che vive in Olanda da quando è piccolo, tant'è che non sapeva l'inglese e parlava solo olandese. Lo stile era una specie di prog metal strumentale, vicino a tratti al Satriani di fine anni '80. Da quello che abbiamo visto Anand è un chitarrista con un'ottima tecnica ed anche un ottimo gusto. Ogni singola nota era messa al punto giusto senza mai fare lo sborone. Erano bastati quei pochi minuti a convincerci a comprargli il CD, peccato che non l'abbiamo trovato... Comunque sia è stata una prova altamente positiva.
Biomechanical
L'ultimo gruppo della prima metà del secondo giorno erano gli inglesi Biomechanical, di cui avevo recensito l'album d'esordio "Eight Moons". Ero curioso di vederli dal vivo, visto che le canzoni avevano tutte le caratteristiche per spaccare di brutto. E così è stato, anche se a tratti i suoni erano un po' impastati mi hanno convinto in pieno. Oltre a qualche canzone dal primo album hanno fatto anche un paio di canzoni nuove (che fanno presagire molto bene) ed una cover di "Creeping Death" resa come si deve. Pollice in su anche per loro, non diranno nulla di veramente nuovo, ma la loro musica ha tiro da vendere. Parole a parte le meritano il cantante John ed uno dei chitarristi (non ricordo il nome). Con John sono in contatto via internet, e mi dava sempre l'impressione di essere un po' di fuori... beh, dal vivo ha superato la mia immaginazione! Quel ragazzo è veramente schizzato!!! Ci siamo fermati un po' a parlare, e metà del tempo l'ha passato a fare versi strani e a sparare frasi che non c'entravano nulla tra di loro... assurdo, hahahahah. Ha guadagnato in simpatia, ed anche come cantante mi ha convinto ancora di più, non ha avuto il minimo cedimento per tutto il concerto, pur sparando degli acuti da paura. Uno dei due chitarristi invece si è distinto per truzzaggine (in senso positivo). Per prima cosa aveva i capelli neri tinti con strisce rosse, e noi da bravi milanisti accaniti abbiamo apprezzato. Inoltre aveva un equalizzatore attaccato sulla maglietta davanti. Non parlo di un disegno, ma di un VERO equalizzatore!!! Quando suonava si vedevano le classiche luci verdi e rosse che si accendevano... una cosa veramente tamarra, ma visto che era attinente alla musica non lo critico di certo, contribuiva a fare spettacolo.
Ephel Duath
Dopo la pausa cena toccava ai nostrani Ephel Duath, così siamo andati ancora in prima fila centrale per vedere loro e prepararci per i Sieges Even. Non avevo mai visto gli Ephel Duath dal vivo, ed ero molto curioso. Come me c'era molta altra gente curiosa, tant'è che era venuta anche della gente dalla Repubblica Ceca (uno di loro aveva la maglia dei Master's Hammer per la cronaca) apposta per rivederli dopo il Brutal Assault dell'anno scorso. Parlando con un po' di gente è emerso che erano uno dei gruppi più attesi del festival, e di sicuro sono stati il gruppo più seguito del secondo giorno (coi gruppi successivi c'era meno pubblico). E' stata una sensazione un po' strana vedere che in Italia non se li caga nessuno ed all'estero ce li invidiano, ma alla fine è meglio così del contrario. Dal vivo ovviamente le canzoni erano tutte riarrangiate, da un lato hanno perso in profondità e in atmosfere (la tromba ha sempre il suo fascino), ma dall'altro ne hanno guadagnato in immediatezza. La sezione ritmica fa semplicemente paura da quanto naturali sono quando suonano, mentre gli altri due fanno paura da quanto sono presi dal concerto. Davide Tiso era veramente estraniato, tant'è che manco si era accorto che eravamo lì di fronte. Luciano è invece un cantante veramente scatenato, sul palco sembra un vero animale, sia per come si comporta che per come urla... ha una presenza scenica veramente forte e coinvolgente. Di loro conoscevo solo Davide Tiso di persona, e poi quando ho parlato con Luciano credevo che sarei finito a parlare con Fred Flintstone, invece è un ragazzo tranquillissimo e gentile... insomma, sul palco si trasforma e diventa un'altra persona. Comunque per altri dettagli sugli Ephel Duath rimando alla rece del concerto al Sottosopra, sennò se scrivo tutto qua poi non so che scrivere di là!
Ice Age
Il penultimo gruppo del festival erano gli americani Ice Age. Il loro stile è un crossover melodico, e vuoi per i gusti, vuoi per la stanchezza, in pratica ho sonnecchiato per metà tempo. Non sono la persona adatta per dare un parere sulla loro musica, visto che seguo poco quel tipo di gruppi. Posso solo dire che dal lato tecnico se la sono cavata, mentre dal lato del coinvolgimento un po' meno. Anche il resto del pubblico non si è fatto coinvolgere troppo ed è rimasto un po' freddo. Insomma, in una ipotetica lotta i Laberinto li hanno demoliti. Non capisco come mai gli organizzatori abbiano scelto di inserire questi gruppi crossover al festival, comunque sia non ci hanno fatto niente di male quindi non c'è motivo per lamentarsi.
Sieges Even
Alla fine è toccato il turno dei Sieges Even, che all'inizio dovevano solo fare una reunion estemporanea per questo concerto, poi invece sulla scia dell'entusiasmo hanno deciso di fare una reunion vera e propria e registrare un live album durante questa esibizione. A differenza dei WatchTower sul palco sono stati molto tranquilli e senza mai correre, anche perché la loro musica è basata su atmosfere introspettive. Anzi, una cosa strana l'ha fatta Alex Holzwarth, che ha cominciato a suonare fumando una sigaretta, e poi se n'è pure fumata un'altra... è stato veramente strano vedere un batterista che mentre suonava quelle parti intricate riusciva anche a fumarsi tranquillamente una sigaretta! Oltre ai fratelli Holzwarth c'era Markus Steffen alla chitarra ed il nuovo cantante Arno Menses, che è salito sul palco con una maglietta di Ritchie ed Eddie, i protagonisti del telefilm di culto Bottom, e quindi mi è andato subito simpatico.
La loro esibizione è stata ottima, hanno suonato in maniera spettacolare e rendendo perfettamente le atmosfere delle canzoni. Tecnicamente hanno suonato in maniera ineccepibile, ed il nuovo cantante ha fatto un concerto spettacolare, è riuscito a rendere bene sia le canzoni vecchie che quelle nuove scritte con lui. In scaletta non c'è stata nessuna canzone da "Sophisticated" ed "Uneven", hanno suonato solo canzoni dell'epoca con Markus Steffen. "A Sense Of Change" l'hanno suonato tutto esclusa "Change Of Seasons", poi hanno fatto anche "Repression And Resistance" e la title-track di "Life Cycle", mentre da "Steps" hanno fatto "Tangerine Windows Of Solace" e la title-track. In mezzo al concerto hanno fatto "The Lonely Views Of Condors" dei Val'Paraiso (per la storia di sto gruppo rimando alla rece del promo che farò a breve) ed un estratto di "The Art Of Navigating By The Stars", ossia quello che sarà il loro prossimo album (un'unica canzone da 45 minuti dicono). Era la prima volta che facevano sentire al pubblico un estratto dal nuovo album, e le reazioni sono state entusiaste, è piaciuto a tutti! Poi nei bis hanno suonato "Where Our Shadows Sleep" e di nuovo "The Lonely Views Of Condors", entrambe dei Val'Paraiso. In totale hanno suonato per due ore, lasciandoci tutti soddisfatti in pieno
Due note tecniche: Oliver ha suonato il basso col plettro per dare più botta al tutto (anche se avrei preferito che avesse usato le dita), mentre Markus ha suonato con una chitarra a 7 corde, che gli era necessaria per una parte dell'estratto del nuovo album.
Tutto il resto
Ed ora spazio alle stronzate di contorno al festival. Di solito sono dell'idea che le rece dei concerti debbano basarsi sul concerto e basta, e così ho fatto finora. Però sono successe un sacco di cose che mi fa piacere raccontare, quindi lo faccio ora. A chi non interessano le stronzate di contorno può pure smettere di leggere sta pagina.
La prima cosa da raccontare è l'esperienza nel primo autogrill tedesco in cui ci siamo fermati. Siccome mi scappava sono andato al cesso, ed ho scoperto che per entrare nei bagni si doveva pagare 50 centesimi (anche solo per lavarsi le mani). La macchinetta dava una tesserina, che dava diritto al rimborso dei 50 centesimi se al bar si prendeva qualcosa. Così vado al cesso, mi siedo, espleto le mie funzioni (per i più ignoranti significa che ho cagato), mi alzo dal water e sento un rumore meccanico... cazzo stava succedendo? Mi giro e vedo un braccio meccanico che esce dallo schienale... al momento penso "che cazzo è, sono contrari ai culi italiani qua???", poi invece dal braccio meccanico scende un tampone che si appoggia alla tavolozza, questa comincia a girare (sì, a girare completamente di 360 gradi!), in modo che il tampone la pulisce ad ogni uso... spettacolare, quasi un'esperienza mistica!!!
Poi alla prima giornata di concerti andiamo a parlare con i Textures, ed il chitarrista è rimasto contentissimo di vederci, visto che Melix era stato uno dei pochi a recensire l'album prima che firmassero per la Listenable. Quel tipo era veramente tranquillo ed alla mano, anche troppo umile! E questa sarà la caratteristica di tutti quelli con cui abbiamo parlato, erano uno più tranquillo e gentile dell'altro! Gruppi italiani prendete esempio! Così ci mettiamo a parlare di come va il gruppo, e Jochem era veramente stupito delle reazioni che stavano ottenendo, andavano ben oltre la sua immaginazione. Poi Melix prende in mano la ristampa della Listenable, su cui c'era un adesivo con scritto "il miglior CD metal mai uscito dall'Olanda". Gliela faccio notare, e Melix dice subito a Jochem: "ahò, che è, ed i Pestilence???"... hahahahah! Jochem, invece di incazzarsi, comincia a scusarsi, dicendo che loro erano contrari a quell'adesivo, ma l'etichetta aveva insistito per vendere di più... spettacolare anche questa scena. Poi ci siamo messi a parlare dei gruppi techno-death olandesi, col Melix che lo prendeva per il culo perché non conosceva i Phlebotomized.
Finito il primo giorno, usciamo per andare a prendere la macchina e tornare in albergo, e fuori dal locale vedo un francese con cui avevo fatto due chiacchiere nel locale. Così gli chiedo se gli erano piaciuti i WatchTower, e che stava a fare là fuori. Abbiamo scoperto che aspettava l'autobus per andare al nostro stesso albergo, così abbiamo dato un passaggio a lui e al suo amico. Arrivati in albergo ci sediamo sulle poltrone nella hall e cominciamo a parlare. Il discorso va quasi subito sui gruppi di metal tecnico, e gli dico che mi piace molto la scena francese, visto che sono usciti vari gruppi fighi. Uno di loro mi chiede qualche nome, ed il primo che gli dico sono i Kalisia. Al che vedo l'altro che fa una faccia strana e comincia a ridacchiare, e quello che mi aveva fatto la domanda è rimasto impietrito e dopo un po' mi fa: "ehi, io sono il batterista dei Kalisia!"...!!! Alla faccia della coincidenza!!! Di tutti i gruppi francesi il primo che mi era venuto in mente sul momento era quello giusto, hahahahah!!! Così ci siamo messi a parlare della scena francese ed italiana e di varie altre cose. Tra l'altro hanno detto che Monika è uscita dagli Atrox, e loro stanno cercando un cantante maschio... questa cosa mi ha lasciato un po' interdetto, non vedo che senso abbiano gli Atrox di esistere senza Monika... bah vedremo. Ma questo spiega come mai non era stata lei a rispondere alla mia intervista.
Il giorno dopo ci alziamo per andare a fare razzia a colazione, e poi torniamo a letto. Alle 14 ci prepariamo per andare alla seconda giornata del festival, e mentre arriviamo nella hall vediamo il bassista dei Death Machine che parla con Ron Jarzombek...!!! Quasi non ci credevamo, cazzo, eravamo finiti allo stesso albergo del gruppo! Qui va dato merito al Melix di aver beccato l'albergo giusto. Così appena Devin ci vede ci saluta e ci chiama, visto che si ricordava di noi per essere stati in prima fila al loro concerto, oltre per averci parlato dalla loro bancarella. Questa cosa ci ha un po' spiazzato, visto che di solito sono i fan ad andare dai gruppi, e non il contrario. Ma questo clima di gentilezza ed affabilità è stato il marchio totale del festival da parte di tutti, ed è stata la cosa che ci ha esaltato più di tutte. Così ci mettiamo là a parlottare, poi i Death Machine salutano perché dovevano andare in città. Così restiamo un po' a parlottare con Ron, un tipo veramente strano. Quando ci parli sembra che pensi ad altro ed abbia la testa tra le nuvole, ha sempre quell'aria da svanito, però è solo l'apparenza. Così gli chiedo se hanno intenzione di ristampare i due lavori degli Slayer di San Antonio, e mi dice che è roba vecchia di cui non gli importa più nulla. Poi andiamo a salutare gli altri 3 componenti dei WatchTower, e lì restiamo ancora più stupiti. Colaluca è talmente umile da mettere in imbarazzo. Ci ha ringraziato per essere andati a vederli e per l'accoglienza, poi quando gli abbiamo detto che siamo italiani ha continuato a ringraziarci per 5 minuti filati!!! Cazzo, alla fine stava quasi rompendo le balle da quanto ringraziava... è assurda sta cosa, per quello che hanno fatto coi WatchTower potrebbero tirarsela da morire, ed avrebbero anche ragione, invece sono dei ragazzi fin troppo umili... una vera lezione di comportamento questa. Così ci siamo messi al tavolo con loro ed i 3 greci matti (a volte erano anche troppo esagerati), e McMaster ci ha stupiti ancora una volta per il suo essere metallaro fino al midollo e per avere una memoria di ferro. In pratica ricordava tutti i concerti che hanno fatto negli anni '80, e tra le altre cose siamo venuti a sapere che all'inizio facevano un sacco di cover degli Accept. Poi, tra una stronzata e l'altra abbiamo anche fatto una foto assieme, ci siamo fatti firmare le scalette, e poi siamo andati coi greci alla seconda giornata del festival.
Finita la seconda giornata siamo tornati in albergo e siamo rimasti nella hall per beccare i vari gruppi. Lì sono successe un po' di cose divertenti. Ad un certo punto arriva Jarzombek con una scatoletta grigia in mano, e lo si vede che comincia a camminare, girarsi su stesso, parlare da solo, andare dalle vetrine a guardare, e via così. Io e Melix ci guardiamo, e cominciamo a prenderlo per il culo, dicendo che era veramente schizzato. Dopo una buona mezz'ora passata così si vede Ron che si toglie delle cuffiette dalle orecchie... in pratica si stava riascoltando una registrazione del loro concerto, e coi capelli lunghi non gli vedevamo le cuffie, hahhahaha. Così andiamo a rompergli le balle, e chiedo a Ron di mostrarmi come aveva fatto a registrare il rumore del PHHHP, visto che c'avevo provato e non ci ero riuscito. Appena gliel'ho chiesto gli si sono illuminati gli occhi e si è esaltato! Così ha cominciato a fare quel rumore in serie, poi ha pure chiamato Jason McMaster a farlo pure lui, e quello si è messo a fare il verso dell'elefante... una scena veramente assurda! Così Ron si è intestardito ed ha voluto insegnarci a farlo... Melix ce l'ha fatta, io dopo 5 minuti no, così alla fine ha desistito.
Mollato Ron siamo andati da Alex Holzwarth a chidergli perché usa i trigger coi Rhapsody. Alla fine non ha voluto rispondere, però ha detto che nel prossimo album non userà i trigger... alleluja!
Dopo un po' arrivano anche i ragazzi dei Death Machine, ed improvvisamente sullo schermo gigante passano da una partita di calcio (o di basket, non ricordo) ad un film porno...! Ebbene sì, in Olanda succede pure questo nelle hall degli alberghi. A quel punto il cantante dei Death Machine prende in mano la situazione e comincia a fare il doppiatore del pornazzo, visto che era in olandese. Descrivere quello che è riuscito a sparare è impossibile, dico solo che eravamo tutti piegati dal ridere!!! Spettacolare la scena quando sono arrivati dei ragazzi campani (almeno dall'accento mi sembravano dalla Campania) in gita scolastica ad Amsterdam... il cantante dei Death Machine si è messo a chiedergli se erano maggiorenni e potevano guardare il pornazzo, e poi si è messo a spiegargli come funzionava tutto... "vedete, per fare sesso servono una ragazza ed un ragazzo; la ragazza è quella a sinistra, il ragazzo quello a destra... poi come vedete bisogna fare così..." e via con le varie descrizioni, hahahahahahha!!!
Poi visto che erano arrivate le 3 di notte siamo andati a dormire, visto che dovevamo sorbirci 12 ore di macchina per tornare in Italia. La mattina dopo stavamo per partire, quando esce Ron Jarzombek dalla stanza, ci vede nella hall e viene verso di noi a chiederci che cazz stavamo facendo. Così siamo stati a parlare un'ora abbondante di varie cazzate. Poco da dire, siamo rimasti veramente impressionati da quanto sia tranquillo ed alla mano quel ragazzo.
Le ultime cose assurde sono successe in autostrada in Germania. Appena passato il confine con l'Olanda ci ha fermato una macchina della polizia tedesca, che ci ha tenuti fermi mezz'ora ed ha ispezionato tutto l'ispezionabile in cerca di droga. Alla fine ci hanno lasciato andare. Dopo due ore, con me alla guida, mi trovo un BMW davanti, il passeggero estrae una paletta e ci invita ad accostare... evvai, secondo controllo in due ore! Ormai eravamo tranquilli, sapevamo già cosa fare ed il poliziotto era un po' sorpreso... così gli abbiamo spiegato che ci avevano controllato 2 ore prima al confine con l'Olanda. Il tipo ci chiede cosa eravamo andati a fare in Olanda, e Melix gli dice per un festival musicale. Quello chiede che tipo di musica, gli diciamo heavy metal e fa un sorrisetto...! Così ci ha chiesto che gruppi c'erano, com'era andata, e poi ci ha trattato bene. Yeah! Passano altre due ore, Melix stava dormendo, e ad un certo punto lo sveglio e gli faccio "ein zwei trei polizei"... era la terza volta che ci fermavano in 4 ore, assurdo!!! Così ormai sapevamo cosa fare a memoria, ed il poliziotto quando ha saputo che era il terzo controllo che ci facevano ha avuto compassione e ci ha lasciati andare dopo pochi minuti. 3 controlli in 4 ore credo siano un record difficilmente battibile.
(teonzo)


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