Graspop Festival 2007
Giugno 2007
Graspop
Belgio


Quest'anno avevo un dilemma:come facevo a fare tutti i festival italiani, a tali prezzi e dilazionati in quel modo?
Considerando che avevo alcuni gruppi imperdibili da vedere, in primis gli Heaven and Hell...
E poi pezzi di storia, come Aerosmith o Ozzy...
Insomma, farsi quattro o cinque giorni diversi, a 500 km da casa mia, era troppo dispendioso. La soluzione l'ha trovata un mio amico: Graspop Metal Meeting a Dessel, in Belgio.
Con 125€ (nel prezzo del biglietto erano inclusi camper gio e viaggi gratis coi treni in Belgio per tutta la durata del festival) mi potevo vedere 70 e più gruppi, e grazie alla Ryanair con 60€ mi sono cavato il viaggio aereo... E vada per il Graspop.

Il festival si svolge a Dessel, un paesino microscopico vicino a Mol,a mezz'ora circa da Anversa (per chi è stato a Wacken, il paese è praticamente identico), e questa era la dodicesima edizione. Come Headliner vedeva gli Aerosmith il venerdì, gli Iron Maiden il sabato e Ozzy la domenica, più tanti gruppi di rilievo come Heaven and Hell, Korn, Blind Guardian,Dimmu Borgir, Cannibal Corpse,Brutal Truth, Cynic, Lamb of God, Celtic Frost, Atheist, Slayer, Hammerfall, Therion, Children of Bodom...

Arriviamo a Dessel nel pomeriggio di venerdì, dopo aver incontrato un'organizzazione paurosa nelle ferrovie belghe (la tratta Bruxelles-Anversa-Mol si è svolta in modo perfetto): tempo di montare le tende e via nell'area concerti.
Quello che ci accoglie è un'area veramente immensa ,in cui si staglia il main stage,palco grande quanto quello dell'Heineken o Wacken, e i due tendoni grossi come palazzetti che ospitano i due Marquee, i palchi 'minori'.
Poi abbiamo altri due tendoni, uno che ospita il Metal Dome, palco minore in cui suonano gruppi meno famosi, e quello che ospita il Metal Market, che non è grande quanto quello di Wacken ma che comunque è sempre un buon attentato alle tasche del povero metallaro medio...
Dappertutto stand con cibo di qualsiasi tipo, panini di dimensioni bibliche e le ottime patatine fritte belghe (le classiche patate fritte sono appunto una specialità belga), per non parlare della birra che come sappiamo trova li il suo paradiso: potevamo trovare dalla Maes, ottima premium, a birre speciali alla ciliegia ,a prezzi davvero vantaggiosi...
Ovviamente non mancava l'ufficio informazione nè bagni puliti continuamente (!)... insomma, organizzazione quasi fantascentifica!
Dopo una doverosa premessa per presentare un festival che non è proprio l'abitudine degli italiani, passo a parlare dei gruppi che ho visto: ovviamente in festival di tali dimensioni non si può vedere tutto, quindi si sacrificano gruppi visti di recente a favore magari di gruppi che non si vedono spesso...

Il venerdì tardiamo per montare la tenda e ci perdiamo i Thin Lizzy, quindi rimaniamo a riposarci fino alle 18, ora in cui suonano i Grave Digger nel Marquee 1: purtroppo l'arrivo traumatico in quell'area enorme,con mancanza di dimestichezza, ci fa perdere tempo e arriviamo nel tendone solo durante “Excalibur”, che seguita da “Silent Revolution” e “Heavy Metal Breakdown” è solo la terzultima canzone. Peccato perchè ci tenevo, ma il gruppo mi è parso in forma.

Da lontano, mentre mi sbrano un panino con wurstel tipico belga (spettacolare!!!) mi vedo i Within Temptation: non capisco tutta l'entusiasmo che ha la gente per un gruppo che, pur non facendo un genere che apprezzo e conosco, mi pare di una pochezza imbarazzante. Molto meglio i nostri Lacuna Coil!

Verso le 21 ci spostiamo nel Marquee 2 dove suonano i Celtic Frost: è la terza volta che li vedevo e ovviamente non mi hanno deluso, facendo un concerto identico agli altri due che ho visto. Per citare un mio amico che era con me, 'i loro concerti non sono piacevoli nè divertenti, oramai fanno una musica così monolitica, oscura e inquietante che vederli non è uno spasso, è un'esperienza mistica'. E con questo posso riassumere tutto.
Aspettando gli Aerosmith mi vedo la prestazione di Chris Cornell: cazzo se ha spaccato!!! Ovviamente i pezzi dei Soundgarden sono stati l'apice del concerto, cantati in modo magistrale da Chris. Davvero una piacevole sorpresa, non pensavo che dopo la parentesi deludente degli Audioslave avesse ancora tutta quella voce!
E' quasi mezzanotte e arriva il momento più atteso della giornata :dalla seconda fila mi gusto l'ingresso sul palco degli Aerosmith!
E' “Love in the Elevator” che ci accoglie,seguita da diversi classici (in ordine sparso) come “Rag Doll”, “Jaded”, “I Don't Want to Miss a Thing”, “Dream 0n”, “Baby Please Don't Go”, un bluesettone da “Honkin' On Bobo” di cui non ricordo il titolo (cantato da Joe), “Eat the Rich”, “Livin' On the Edge”, “Draw the Line”, “Sweet Emotion”, “Same Old Song and Dance”, “Train Kept A Rollin'” e chiusura ovviamente con “Walk This Way”.
La scenografia è affidata solo a un maxischermo dietro la batteria che manda continuamente le immagini del concerto curate da una loro regia personale. Tyler ovviamente grande frontman, ma è Joe Perry il vero mattatore del palcoscenico: prestazione tecnica divina unita ad un carisma unico,da solo tiene un'intero palco.Gli altri tre un pò fermi, ma come si fa a fare qualcosa accanto a due bestie del genere?In poche parole,gli unici veri grandi eredi dei Led Zeppelin,non credo ci siano band rock'n roll in circolazione che possano competere con loro attualmente.Semplicemente incredibili!
Eravamo terribilmente stanchi, ma la botta di adrenalina che ci hanno dato gli Aerosmith ci ha permesso anche di vederci i Blind Guardian nel Maquee 1.
Solita buona prestazione dei cinque tedeschi, con una buona scaletta,ma dal vivo come al solito non sono riusciti a convincermi del tutto.E poi il nuovo batterista non mi è piaciuto per niente. Alle 2 e 30 ci dirigiamo in tenda in condizioni pietose, con una notte insonne e una giornata massacrante alle spalle...

La mattina dopo mi aspettano i Brutal Truth alle 13 nel Marquee 1:arrivo giusto a tempo per vederli iniziare sulle note di “Birth of Ignorance”, seguita da una potentissima “Stench of Profith”. Sul palco non abbiamo quattro musicisti,ma quattro macellai che massacrano i propri strumenti nonchè i padiglioni auricolari dei presenti: Dan Lilker sfoggia un suono di basso micidiale e il batterista si lancia in blast devastanti facendo delle faccie da fotografia... Quarantacinque minuti di concerto,senza la minima pausa,un massacro generale che lascia il Marquee 1 come un campo di battaglia. Mi sa che ci si rivede a Venezia, pazzi!
Unico appunto, la totale assenza di pogo, che si è limitato a un circle pit di 5 ragazzini di 60 kg. Peccato, perchè era difficile stare fermi...
Mi siedo a mangiare e mi ascolto da lontano gli Stone Sour e i Lamb of God,che si esibivano nel main stage: i primi orribili per me,con un Taylor senza un minimo di voce (e lo vorrebbero prendere gli Anthrax? e come cazzo me la canta “I Am the Law” questo???), i secondi buoni se non per un cantante inascoltabile.
E' la volta degli Atheist: ci tenevo a vederli perchè, nonostante li avessi visti già due volte,sapevo che questo sarebbe stato il loro penultimo concerto prima del nuovo, definitivo scioglimento.
E la cosa si fa sentire, visto che il gruppo sul palco non mi è parso molto attivo, pur suonando con la solita classe da far invidia a molti. Complice anche il poco tempo a disposizione, che non ci ha permesso di sentire un cazzo di assolo di basso di Choi (a differenza delle altre due volte) e che comunque li ha resi un pò freddi.
Peccato, preferivo salutarli con una prestazione più memorabile!
Verso le 5 del pomeriggio ci dirigiamo di nuovo al Marquee 1 per assistere ai Cannibal Corpse, che avevo già avuto modo di vedere a Bologna ad Aprile. E anche questa volta,seppur con poco tempo a disposizione, fanno il loro sonoro massacro. Scaletta: “Unleashing the Bloodthirsty”/”Necrosadistic Warning”/”Decency Defied”/”I Cum Blood”/”Fucked With a Knife”/”Vomit the Soul”/”Disposal of the Body”/”Make Them Suffer”/”Hammer Smashed Face”.
Scaletta ottima ma un pò corta per un gruppo di tale caratura, ma credo che nessuno sia rimasto deluso dalla solita, perfetta prestazione di Fisher e co.
Esco dal tendone e corro sotto il main stage ,che dopo pochi minuti uno dei miei gruppi preferiti salirà sul palco: è il momento degli Heaven and Hell.
L'emozione è forte, a breve vedrò Iommi e Butler, due dei miei idoli assoluti, accompagnati dal grande Vinnie Appice e da una delle più grandi (se non la più grande) voci che il metal abbia mai avuto, Ronnie James Dio.
E' l'intro “5150 “che li accoglie, seguita subito da “Mob Rules” e “Children of the Sea”. I suoni sono micidiali, Appice e Butler con i loro bassi rivoltano le budella ,e Iommi oramai lo sappiamo...
Ma è Dio che cattura l'attenzione più di tutti :abbiamo uno scricciolo sul palco, con evidenti i segni dell'età,c he non si risparmia un secondo, sfoggiando un carisma invidiabile e una voce indescrivibile.
Seguono “I”, ”Die Young”, ”Vodoo”, ”Fallin off the Edge of World”, ”Heaven and hell” fino al bis lasciato alla classica “Neon Knights”.
Concerto spettacolare, non mi azzardo a dire che farebbero bene a mandare in culo quel rincoglionito di Ozzy e a portare avanti questo progetto, alla luce anche di quelle tre stupende nuove canzoni pubblicate poco tempo fa.
E' ora il momento del riposo, e da seduto mi ascolto i Korn. Non sono un grande fan del gruppo, anche se ammetto che hanno uno stile davvero particolare e unico, e questa prestazione non mi è parsa assolutamente male, Davis ha cantato abbastanza bene e Joey Jordison alla batteria ha fatto la sua bella figura,anche se in certi momenti si poteva risparmiare certi passaggi tipici degli Slipknot...
Finiscono i Korn e, per la seconda volta nel giro di tre giorni è nuovamente il turno degli Iron Maiden: non mi prolungo oltre perchè la prestazione è stata pressochè identica a quella di Roma, vale a dire perfetta.
E anche questa giornata è passata e ci incamminiamo verso la tenda,ovviamente distrutti.

La mattina dopo (facciamo mezzogiorno, va...) sveglia e corsa al Marquee 2,dove si esibiranno i Cynic.
Un'altro dei gruppi più attesi dell'intero festival e che toccheranno l'italia durante l'Evolution festival il 7 luglio. Questa formazione della reunion vede solo Paul Masvidal e Sean Reinert dei membri originali,accompagnati anche dal mastermind degli Aghora Santiago Dobles alla chitarra.
Apertura da brividi con “Veil of Maia”,veniamo subito catturati dalla tecnica sprigionata dai quattro: questi non sono normali.
Masvidal se ne sta li a centro palco, chitarra ad altezza petto e portamento compostissimo, e anche gli altri non si muovono di un millimetro: sembrava di vedere un quartetto jazz sul palco, eppure l'energia sprigionata è notevole, e il pubblico è ipnotizzato.
Viene eseguito tutto “Focus”, più un pezzo nuovo (paura!!!) e una canzone degli Aghora. Chiusura da brividi affidata a “How Could I”. Unici.
Inizia a piovere di brutto, io me la rido sotto il mio impermeabile militare mentre suonano gli Hammerfall sul Main stage: niente da dire,ottima prestazione. Discutibile la scaletta, che ha tralasciato qualche classico di troppo come “Legacy of Kings” e “Heeding the Call”. Sono le canzoni più nuove a formare gran parte della scaletta, come “Renegade”, “Hearts of Fire”, “Crimson Thunder”, mentre di classici ricordo “Let the Hammer fall” e “Hammerfall”. Ottimo concerto senza dubbio, anche se un pò troppo 'bagnato'.
Mi siedo per mangiare e mi ascolto i Children of Bodom che si esibiscono nel main stage.Non ho molta simpatia per questo gruppo, era la quarta volta che li vedevo e le altre volte mi avevano deluso molto. Invece questa volta devo ammettere che la prestazione è stata stellare da un punto di vista tecnico-esecutivo ,complici anche dei suoni perfetti. E il pubblico non si fa pregare e risponde in modo molto caloroso.
Alternanza tra i pezzi più vecchi e quelli più nuovi,con la maggior parte di estratti dal mediocre “Hate Crew Deathroll”,come al solito invece vengono trascurati i pezzi dai primi due, che per me sono gli album più validi.
Fa ridere come sempre Lahio, che annuncia le canzoni con 12 fuck e 23 shit, per poi partire con le solite pianoline degne di un cartone Disney.
Comunque pur non essendo un fan del gruppo devo ammettere che questo concerto è stato valido.
Ci riposiamo un pò,p erchè a breve il massacro sarebbe arrivato: signori e signori, Slayer!
Anche loro li avevo già visti 4 volte,ma come si fa a perderseli?
Attacco come al solito con “Darkness of Christ/Disciple”, seguite da “War Ensemble” e la seminale “Die By the Sword”. Ovviamente il pogo non si fa attendere nemmeno un secondo, anche se rispetto ai massacri italiani è un pò più contenuto. Pochi minuti e corpi,alcuni privi di sensi (!!!) iniziano a viaggiare sopra le persone,per un crowd surfing continuo.
Segue “Jihad”, dall'ultimo lavoro “Christ Illusion”, “Mandatory Suicide”, “Cult” e “Eyes of the Insane” sempre dall'ultimo lavoro in studio, “Dead Skin Mask”, “Supremist” (dal vivo un vero macello!!!), “Season in the Abyss” , “Raining Blood”, e l'accoppiata finale “South of Heaven”-“Angel of Death”.
Piccola parentesi: la security,nonostante la situazione caldissima, non si è mai scomposta un minimo ,nè ha fatto i tipici 'colpi di testa' della security italiana: ha aiutato qualsiasi ragazzo che faceva surf, assicurandosi che non cadesse in modo molesto o scalciasse le prime file, il tutto accennando anche sorrisi ai ragazzi esaltati dall'essere sotto il palco... Insomma, un dieci e lode anche a loro.
Si rimane sotto il palco, perchè dopo un ora si sarebbe esibita una leggenda: Ozzy Osbourne.
Viene allestito il palco, con un muro di Marshall per Zakk Wilde e la classica p istola dell'acqua con cui Ozzy bagna il pubblico.
E con la solita puntualità, alle 10 e 30, Ozzy sale sul palco dopo un'intro di Carmina Burana (un classico, oramai...). Un boato lo accoglie, lui saluta e Zakk parte col il classico riff di “Bark at the Moon”. Delirio subito. Si segue con “Mister Crowley” e poi “Ozzy” annuncia una Sabbath song: “War Pigs”.
Ero emozionatissimo, una delle mie canzoni preferite in assoluto: dopo un minuto mi trovo silenzioso. Perchè?
Perchè Zakk, con i suoi cazzo di vibrati, l'ha violentata.
Zakk, capisco che sei un guitar hero, sei un grande e si sa tutti, ma “War Pigs” lasciala stare, è più vecchia di te. Come ho detto a un mio amico,'se Iommi suonava quel giorno ed era ancora li saliva sul palco e gli sfasciava la Diavoletto in testa' . Prima delusione del concerto.
Per il resto Ozzy sappiamo come è: non prende una nota bene e si muove come un bambino ritardato, ma fa parte comunque del suo essere da una decina di anni a questa parte, e comunque sia è Ozzy, gli basta un cenno della mano per scatenare una folla oceanica.
Vengono proposti alcuni pezzi del nuovo album, ma sono i classici come “I Don't know”, “Suicide Solution”, “I don't Wanna Change the World”, “Mama i'm Coming Home”, “Crazy Train” e la conclusiva Sabbathiana “Paranoid” che mandano in delirio la folla.
La band sul palco si fa valere: Mike Bordin pesta così tanto che ogni 3 o 4 canzoni butta in mezzo al palco una bacchetta rotta,alle tastiere troviamo il figlio di Rick Wakeman ,e Zakk lo conosciamo tutti, e ovviamente non manca l'assolo.
Tuttavia ha rovinato diversi classici, riproponendoli troppo ribassati e con quel cazzo di vibrato sempre nel mezzo. Capisco finchè si parla dei pezzi nuovi da lui scritti ,ma cazzo, classici come “War Pigs” o “Crazy Train” secondo me non vanno toccati.
Un ora e mezzo di concerto con ritmi tutt'altro che veloci (a differenza di Aerosmith e Iron Maiden) hanno fatto si che la scaletta non si prolungasse per più di 12-13 pezzi, prima di salutare un pubblico tutto sommato soddisfatto.
Felice di aver visto una leggenda, ma comunque più che convinto che la sua prestazione non sia valsa un decimo di quella degli altri due headliner, mi dirigo verso la mia tenda, salutando un festival che non mi ha deluso sotto nessun dettaglio, lasciandomi solo con l'amaro in bocca perchè in Italia non riuscirò mai a vedere una cosa simile.



( DanieleDNR - Luglio 2007 )