GODS OF METAL
01 e 02 Giugno 2006
Idroscalo
Milano


Eccomi qua a fare un veloce resoconto sui primi due giorni dell'edizione 2006 del Gods Of Metal, edizione che verrà ricordata negli anni a venire soprattutto per la sua durata (quattro giorni invece che i soliti due).
Innanzitutto l'idea di quest'anno è stata di dividere le giornate in modo 'tematico': il primo giorno dedicato al metal più pesante (non proprio estremo), il secondo ai gruppi italiani, il terzo al power europeo + hard rock ed il quarto al rock/crossover in generale, con gli attesissimi Guns'n Roses (o sarebbe meglio dire Axl'n Roses?) headliner.
Ma veniamo a parlare direttamente del primo giorno.
Entro verso mezzogiorno e trovo sul palco i Cappanera che hanno appena finito. E' subito il turno degli Amorphis: la loro prestazione mi annoia non poco, anche perché non apprezzo molto la band in questione...
Dopo è il turno dei Caliban: che dire, il trend del metalcore colpisce ancora con una band mediocrissima, tanto statica sul palco quanto nelle composizioni. In questo genere così inflazionato ci sono band di gran lunga migliori di loro, ma tant'è...
Fortunatamente la loro esibizione finisce in fretta ed è il turno dei Satyricon: non sono un grande estimatore della band, ma non mi sono sembrati molto in forma, soprattutto Frost. Peccato!!!
E ora è finalmente il turno delle macchine da guerra: Sodom!!! Sulle note di "Blood On Your Lips", prima canzone dell'ultimo album, salgono sul palco i tre tedeschi, ed il massacro ha inizio! Dopo è la volta di una violentissima "Outbreak Of Evil", seguita da altri classici come "Remember The Fallen", "Sodomized", "Ausgebombt", "The Saw Is The Law", ma anche della recente "Napalm In The Morning", fino alla conclusiva "Bombenhagel", che conclude un'ora di massacro sonoro e pogo sotto il palco (a proposito, ma non si poteva bagnare leggermente la zona sottopalco? Ho sputato terra fino alle 9 di sera). Per me i migliori della giornata!
Altro breve cambio palco e tocca ai Nevermore: mi sono sembrati molto in forma, in particolar modo Warrel Dane, peccato per i suoni non proprio all'altezza, tra i peggiori della giornata! Ottima la scaletta, che ha compreso un po' tutti i periodi della band e alcuni tra i miei pezzi preferiti come "Born", "This Godless Endeavour" e "Narcosyntesis".
Dopo è il turno dei Testament: sempre una garanzia, anche se odio a morte questa reunion. Che senso ha far cantare Chuck Billy come nel 1989, visto che non ce la fa più? A scanso d'equivoci, la voce c'è: quando spinge in growl o comunque sta basso fa spavento, semplicemente non va più alto come nei primi album. E soprattutto, perché ignorare "The Gathering" e "Low"? Mi dispiace, ma dopo averli visti all'opera nel 2004 (prima della reunion) non mi hanno fatto nessuna impressione, anche se li avevo già visti lo scorso anno! Peccato, spero solo che la reunion non li faccia cancellare quei due album, anche se oramai la vedo dura...
Dopo è il turno dei Down: grande errore quello di farli suonare qua al Gods secondo me... Nessuno li conosceva (io e un mio amico e basta!), tutti a chiamare continuamente i Pantera, ai quali Anselmo dopo un po' ha risposto 'oggi è un altro giorno, un'altra stagione, un'altra band'. Boh, non so, la gente si aspettava un gruppo thrash o un clone dei Pantera... chi come me è un fanatico dei Black Sabbath non può non apprezzare la proposta dei nostri, e comunque la band si fa valere, soprattutto basso e batteria sono stati davvero devastanti!
Cambio palco leggermente più lungo e... Opeth on stage! La band di Akerfeldt è oramai una garanzia, un'ora e dieci perfetta, sia tecnicamente che scenicamente. Peccato che dopo i massacri dei gruppi precedenti la loro musica mi ha coinvolto un po' meno, ma non li si può dire nulla, anzi...
Ed eccoci al momento più atteso della giornata: un muro di Marshall si innalza sul palco, ed è il ritorno dei Venom!!! La band apre subito in leggero, con "Black Metal" seguita da "Welcome To Hell"! Per il resto è un massacro, in tre riempiono il palco a perfezione, e Cronos è apparso in gran forma, anche fisicamente nonostante l'età! Per il resto l'esibizione è ottima, non priva di sbavature tecniche (meglio così, sono i Venom!!!), anche la scaletta pesca a piene mani da tutto il loro repertorio. Grande esibizione, insomma, per una grande band!!!
Secondo giorno.
Entro durante l'esibizione degli Infernal Poetry: non li conoscevo ma mi sono sembrati ottimi, pesanti e compatti. Ottimo il finale con la cover di "Fear Of The Dark"! Dopo tocca ai romani Stormlord, autori a mio parere della peggior prestazione della giornata, complici anche i suoni impastati.
Sempre da Roma, ecco i Novembre: amo molto la band dei fratelli Orlando, e mi è parsa migliorata rispetto alle precedenti esibizioni a cui avevo assistito, soprattutto dal lato scenico!
A seguire i toscani Domine: si confermano una delle migliori realtà italiane, con un Morby sempre mostruoso nonostante l'età che avanza. Hanno anche presentato un pezzo nuovo che promette bene!
Dopo si torna in territori più estremi con i Necrodeath! Anche loro sono sempre una garanzia, peccato i suoni non all'altezza. Da segnalare la presenza di Claudio, lo storico axeman, in veste di secondo chitarrista ospite!
Ecco salire sul palco i Vision Divine, accolti calorosamente dal pubblico. Che dire, prestazione perfetta da un punto di vista scenico e soprattutto tecnico, ma come al solito non mi hanno convinto per nulla, sarà che non sono un'amante delle loro sonorità.
Ora è il turno degli Extrema: si può dire quello che si vuole, si possono odiare sul disco, ma quando salgono sul palco non ce ne sono per nessuno. E' rarissimo, anche all'estero, trovare una band così perfetta e compatta on-stage, in tutti i sensi!!!
Inizia a calare il sole ed è il turno dei Fire Trails: che dire, l'esperienza di Pino e dei singoli musicisti si fa sentire, e abbiamo un'ora e quindici di sano heavy ottantiano, con un Pino Scotto in gran forma anche se leggermente sottotono come voce. Gran concerto!
Al buio, il frate Cesare ci introduce il ritorno della Strana Officina!!! L'immenso (in tutti i sensi) Bud è in formissima, anche come voce, e tutti i classici della band vengono eseguiti in un'ora e mezza di concerto. Grandissimi pezzi per una grandissima band un po' troppo spesso dimenticata!
(DanieleDNR)




Visto quanto ha scritto DanieleDNR, non posso che aggiungere brevemente qualche mia piccola riflessione sul primo giorno del Gods, l'unico al quale abbia assistito. Innanzitutto, ottima la scelta dell'Idroscalo: mi è piaciuto come posto, ricco com'è di parti al sole ed all'ombra, ampio e bene organizzato come spazi. Un po' meno buona la lunga attesa prima di entrare. Anziché alle 9, come previsto da programma, i cancelli si sono aperti verso le 11. Ma si sa che questo succede sempre ai grossi concerti.
I Cappanera hanno aperto la manifestazione senza sbavature, proponendo una musica moderna e compatta. Aggressivi quanto basta, discretamente tecnici, mi sono piaciuti. Insomma, una buona prova per la band meno blasonata dell'intera giornata. Ovviamente era troppo presto perché mi facessi prendere al punto di saltellare. Anzi, ero già andato a prendermi una birra per rinfrancare la mia lingua secca a causa del sole cocente. Inoltre, a differenza del mio solito modo di essere schivo ed asociale, stavo miracolosamente socializzando con un sacco di persone. La maggior parte di essi mi avvicinava a causa della mia maglietta dei Nanowar! Insomma, non pensavo che tale maglietta avesse questo potere d'attrazione!
Comunque sia, presto sono saliti sul palco gli Amorphis, con una bellissima prestazione. Li ho visti in gran forma, col nuovo cantante Tomi Joutsen perfettamente a suo agio. Beh, la voce è molto diversa da quella del cantante precedente, e difatti sui brani di "Elegy" ha un po' arrancato. Bisogna però entrare nell'ottica di una differenza timbrica consistente, e l'arrivo di Tomi ha permesso agli Amorphis di tornare ad essere più rabbiosi ed aggressivi. Bella prova, tra canzoni vecchie e nuove: mi hanno convinto tantissimo.
I Caliban... beh, ero curioso di sentirli. Hanno sostituito i Dimmu Borgir all'ultimo minuto (tra l'altro, che facce deluse... non ci crederete, ma c'erano un sacco di blackster venuti solo per i Dimmu!), cambiando quindi anche la scaletta della prima giornata. Comunque sia, non mi hanno per nulla impressionato. Anzi, credo che l'unico merito dei Caliban sia stato quello di allungare l'esibizione dei Sodom! Li ho trovati ripetitivi, anonimi, probabilmente sopravvalutati. A parer mio, i Cappanera sono molto più convincenti. Se i Caliban avessero suonato in apertura ed i Cappanera al loro posto, il Gods ci avrebbe guadagnato.
Aspettavo i Satyricon con ansia: sapete quanto ami il black! E invece, altra delusione! Formazione allargata, stendardo alle spalle, tutti in corpsepaint... e beh, l'esibizione è finita lì. Allora, non so se non si sentissero i musicisti o che altro, se non funzionasse la spia della batteria, o se il tizio dietro al mixer si fosse tirato giù una bella sfilza di acidi. Fatto sta che tutte le canzoni, tratte da tutti gli album dei Satyricon tranne il primo (forse, non ricordo bene), erano difficilmente ascoltabili. Frost poi, ahimè, non ha azzeccato una canzone che fosse una. Tutte le partenze in ritardo: delusione massima. E Satyr? Senza voce, quando dialogava col pubblico tra una canzone e l'altra, pareva più spompo di un cavallo bolso! Spero di rivederli in condizioni migliori!
Arrivati i Sodom, beh, signori miei, giù il cappello! Tom Angelripper e soci hanno dato vita ad uno show stupendo, potente, tirato e coinvolgente! Gran parte delle canzoni le ha già citate DanieleDNR. I Sodom hanno preso a piene mani dalla loro lunga carriera, tanto che è più facile dire quali siano state le canzoni che non hanno fatto, ma che mi sarebbe piaciuto ascoltare: "Agent Orange", "Sodomy And Lust", "M-16" e "Stalinorgel" (parere mio personale, eheh!). La loro esibizione mi ha preso, ho cantato a pieni polmoni! Peccato che non sia durata di più! Ho visto i Sodom in gran forma: vi vogliamo di nuovo in Italia, al più presto!!
Dopo i Sodom, è stato il turno dei Nevermore, ma ammetto di non averli seguiti più di tanto. E' la terza volta che li vedo, e non mi hanno mai detto molto. Cioè, rispetto la band, riconosco la qualità della loro musica ma semplicemente non fanno per me. Quindi mi sono distratto, cercando di stare un po' all'ombra sul mio poncho-telo da sopravvivenza. Ah, dimenticavo, prima che suonassero i Nevermore ho avuto la fortuna di fare due chiacchiere col cantante degli Amorphis, seduto su un muretto a cazzeggiare. Abbiamo parlato di tutto meno che di musica, e tra l'altro anche lui mi ha fatto i complimenti per i Nanowar sulla maglietta. Ahah!
I Testament, beh, è difficile che falliscano un concerto! Li ho visti parecchie volte, ed il più delle volte (al Gods soprattutto) vengono penalizzati da un suono secco e privo di bassi... chissà perché! La formazione rivede Alex Skolnick, e proprio il rientro del chitarrista ha fatto sì che i Testament si buttassero sul repertorio vecchio. La scelta non mi è dispiaciuta, nonostante Chuck Billy le interpretasse alla "nuova" maniera. Sono rimasto soddisfatto perché, le ultime due volte che li ho ascoltati, avevano proposto scalette che prendevano a piene mani dai nuovi album. In questa occasione, invece, hanno stuzzicato un po' la mia nostalgia da vecchio. Forse non è stata una prova superlativa, ma i Testament ce la mettono sempre tutta sul palco, e di questo gli va dato atto. Una garanzia!
I Down, beh, li aspettavo da tempo! Ho sempre amato il loro sludge, come lo sludge in generale, e l'idea di vederli mi stuzzicava parecchio. Peccato che Phil Anselmo fosse in vena polemica ed a corto di voce. E' entrato come per spaccare il mondo, ha gigioneggiato col pubblico rubando un sacco di spazio alle canzoni. Alla fine, è semplicemente impazzito (e giù microfoni!), vuoi perché i coglionazzi del pubblico invocavano i Pantera, vuoi perché gli stava arrivando sul palco di tutto, vuoi perché... boh... spesso il bassista andava a tenerlo, ed a riportarlo alla calma. I Down hanno suonato le loro canzoni professionalmente e con un buon tiro, peccato che Phil fosse completamente deconcentrato. Sono contento di averli visti... anche se a volte le reazioni del pubblico fanno vergognare.
E' arrivato quindi il turno degli Opeth. Io cominciavo ad essere stanco, ma il gruppo era pronto ad un'esibizione lunga e complessa. Anche gli Opeth mi hanno un po' deluso, e vi spiego il perché. Tecnicamente ineccepibili, ed anche il suono era buono. Ma il cuore, dov'era? La loro è stata un'esibizione di maniera, anche qui condita da qualche punta polemica che non sono riuscito bene ad inquadrare. Le canzoni, tutte molto lunghe, hanno fatto la gioia dei loro fan, ed un po' meno quella dei fan dei Venom. Cioè, Opeth e Venom è proprio un bel quadretto... i concetti opposti di musica metal. Comunque, non me la sento di commentare più approfonditamente la prova degli Opeth. Mi hanno deluso per questa prova di mestiere, ma svogliata. Ed allora anche il mio commento è pura cronaca, e basta.
Alla fine, ecco i Venom. La band inglese è quella che ha goduto della scenografia migliore e la sua prova è stata molto divertente! Colgo l'occasione per puntualizzare due cose. La prima è questa: qualcuno ha biasimato i Venom per i banali errori di esecuzione. Ma cazzo! Stiamo parlando dei Venom, mica degli Opeth! I Venom non sono mai stati tecnici, non hanno mai suonato alla perfezione! Chi ama i Venom, quelli veri, li ama con i propri difetti! Accusarli di poca perizia tecnica è come sputare sui Sex Pistols perché non sono virtuosi! La tecnica non c'entra nulla con i Venom e, a parer mio, preferisco musicisti che suonino alla cazzo ma col cuore, che un'esibizione di tecnica fine a se stessa. Il metal deve gasare, deve tirare! Se no, piuttosto, ascolto musica classica e posso godermi tutte le perfezioni formali di questo mondo! Seconda cosa: tutti a parlare male di "Metal Black", l'ultimo album dei Venom. Io l'ho ascoltato, ed è puro Venom. Molto più Venom di altri lavori usciti negli anni '90. Cronos ha deciso di suonare come agli inizi della sua carriera (il titolo non è casuale), magari con qualche raffinatezza in più, ed ha dato vita ad un album di sano heavy metal alla Venom. Punto e basta. Volevate i Venom? Questi sono i Venom! E allora perché recriminare? Certe mode di parlare male di un gruppo a prescindere sono noiose, e la dicono lunga sull'intelligenza dei critici musicali d'Italia e dell'estero.
Comunque sia, i Venom mi sono piaciuti. Cronos mi ha fatto divertire, sclerato com'era. Tra cavalcate metal, vecchi classici (oltre a quelli citati da DanieleDNR, ci aggiungerei almeno "Countess Bathory", "Bloodlust", "In League With Satan" e "Witching Hour") e nuovi cavalli di battaglia ("Antechrist", "Burn In Hell", "Maleficarvm" e "Metal Black"), lo show si è svolto in scioltezza ed in maniera molto simpatica. Il pubblico era stanco, ma il cuore bruciava di fiamma nera!
Una chicca, il duetto con Phil Anselmo: più spompo lui che il buon vecchio Cronos!
Alla fin fine, mi sono divertito, nella solita semplicità. Al ritorno, dopo la consueta pausa al casello di Novara, mi sono chiesto se ne fosse valsa la pena di una giornata così. Sì, certamente, e credo che la Live abbia fatto un buon lavoro. L'avrebbe fatto ancora migliore se mi avesse concesso un accredito, ahah! Ma si sa, non si può avere tutto dalla vita! Quaranta euro ben spesi, almeno!
(Hellvis)