G3
Robert Fripp + Steve Vai + Joe Satriani

08 Luglio 2004
Villa Pisani
Stra (VE)


È da circa un anno che Villa Pisani, una delle più note ville venete della riviera del Brenta, ospita importanti manifestazioni live; quando ho saputo che il G3 si sarebbe svolto nella splendida cornice della villa settecentesca di Stra (VE) sono rimasto veramente molto soddisfatto in quanto sapevo che anche l'occhio avrebbe avuto la sua parte.
Un evento del genere non poteva non richiamare un afflusso di gente notevole e da ogni parte del triveneto e così è stato; d'altra parte, per quei pochi che non lo sapessero, il G3 non è altro che un progetto partito nel 1996 che vede insieme sullo stesso palco 3 chitarristi d'eccezione. Ma quali? Beh, l'elemento costante è sempre stato Joe Satriani a cui, fatta eccezione per il 1998, si è sempre affiancato Steve Vai. Satriani e Vai sono quindi i punti costanti di questa manifestazione, a cui si sono aggiunti negli anni altrettanto blasonati chitarristi tra cui Eric Johnson, Robert Fripp, Michael Schenker, Uli John Roth, John Petrucci ed Yngwie Malmsteen. Quest'edizione vede insieme Fripp, Satriani e Vai.
Ma cominciamo col racconto della serata. L'arrivo non è stato assolutamente problematico, la viabilità era piuttosto fluida, non ho avuto grosse difficoltà a trovare parcheggio. L'ingresso è stato diviso in due sezioni per cui la reale sensazione non era tanto quella di andare ad un concerto ma di fare il turista che visitava la villa! L'unico vero problema era il tempo, infatti verso le 20.30 ha cominciato a piovere, ma per fortuna dopo poco la situazione si è stabilizzata, anche se qualche nuvola minacciosa restava sempre presente nel cielo (ma sarà una fortuna e poi vi spiego perché).
Apre il concerto Robert Fripp, come sempre seduto e alla sinistra del palco vicino al suo rack. Mi è difficile poter descrivere in cosa consiste l'esibizione di questo maestro e precursore della 6 corde (ogni tanto è bene ricordarlo): sostanzialmente si va a parlare di Frippertronics, cioè un sistema di interazione tra musicista, effettistica e due registratori. Con parole molto semplici, il musicista suona delle note che vengono mandate in loop (ripetizioni). Superfluo dire che più che suonare si sta parlando di una vera e propria disciplina che richiede una preparazione, sia tecnica che mentale, non indifferente. Una spiegazione un po' più dettagliata si trova in questa pagina:
http://utenti.quipo.it/berny/Frippertronics.htm
Quello che è riuscito a creare Fripp in questi 20 minuti scarsi non si può spiegare perché è un'esperienza che semplicemente va vissuta; mi limito a dire che parlare di musica diventa riduttivo: Fripp ha fatto Arte a 360 gradi, interagendo con tutto l'ambiente circostante (villa, parco, cielo, luci, pubblico). E paradossalmente la grandiosità di quello che ha fatto l'ho percepita di più a mente fredda, come se fosse una specie di contagio che si sviluppa piano piano nelle componenti emotive più profonde della persona.
A questo punto però devo scendere sulla terra e parlare dell'esibizione chitarristica degli altri due. Tocca a Steve Vai: supportato da una band che vede nelle sue file Billy Sheehan al basso e Tony Macalpine alle tastiere/chitarra, il Jack Butler di "Crossroads" (1986... chi se lo ricorda?), ci offre un'esibizione veramente ad altissimi livelli. Era la prima volta che avevo la possibilità di assistere ad uno show di Vai e, a prescindere dai gusti personali, non si può che restare a bocca aperta per cosa riesce a fare quest'uomo con la sua chitarra. Nel complesso l'esibizione mi è piaciuta anche se, vista la caratura della band, mi sarei aspettato qualcosina in più. Vai ha riproposto anche alcuni classici del suo repertorio rendendoli comunque in maniera esemplare.
Infine tocca a Joe Satriani: supportato da una sezione ritmica semplicemente devastante, Jeff Campitelli alla batteria e Matt Bissonette al basso, anche Joe riesce ad infiammare il pubblico col carisma che lo contraddistingue da sempre. Sinceramente avrei preferito un repertorio basato di più sui classici che non sui brani degli ultimi lavori, in particolare da "Is There Love In Space?". Vale comunque il discorso fatto per Vai, tecnicamente ineccepibile ma in generale mi aspettavo qualcosina in più, visto anche che ho avuto modo di vedere Satriani in occasione delle due date a Milano del "The Extremist" tour e del "Joe Satriani" tour, situazioni in cui la sua esibizione l'ho trovata più coinvolgente.
Gli ultimi 3 brani (in cui Joe rispolvera la bellissima "War" da "The Extremist") vedono il prezioso supporto di Fripp, dopodiché ecco la tanto attesa session finale. Beh, che dire? Inizia con "Ice 9" (da "Surfing With The Alien" di Satriani) per poi passare a "Red" dei King Crimson, poi un altro brano di cui non ricordo il titolo ed infine "Rockin' In The Free World" di Neil Young.
Dunque, in conclusione è stato un buon concerto che però secondo me poteva essere gestito meglio: innanzitutto lo spazio dedicato a Fripp è stato troppo poco rispetto agli altri due che complessivamente hanno suonato per oltre 2 ore. Anche la session finale lo vede decisamente in ombra ed è un vero peccato.
Un po' per la scelta del repertorio, un po' per una certa ripetitività dei brani, sia Vai che Satriani mi hanno strappato qualche sbadiglio; per fare un esempio, nella conclusiva cover del brano di Neil Young i due hanno prodotto una serie di assoli talmente lunga che piuttosto avrebbero potuto fare un'altra canzone! Fermo restando che il breve solo che produce Fripp su questo brano letteralmente spazza via i numeri da circo prodotti dai due guitar hero. So di andare controcorrente ma, oltre all'indiscusso carisma di tutti i musicisti che prendono parte a quest'edizione del G3, il punto di forza è proprio l'esibizione di Robert Fripp che apre nuovi sentieri e possibilità nell'utilizzo della chitarra.
L'organizzazione è stata perfetta prima, durante e dopo lo show. Unico neo: la mancanza di maxischermi che sicuramente avrebbero permesso di apprezzare di più tutta l'esibizione. In generale posso dire che è stato un evento che merita di esistere e che spero continui ad essere riproposto nel tempo.
(Disconnected)




Concordo in pieno con Disconnected, tranne che ho fatto ben più fatica di lui per trovare un parcheggio, essendo arrivato in ritardo.
Nulla da dire sull'organizzazione locale del concerto, era tutto curato nei minimi dettagli, c'era addirittura una hostess che ci ha accompagnato alle nostre sedie! Nulla da dire nemmeno sul posto in cui si è svolto lo spettacolo: Villa Pisani è un posto magnifico, difficile trovare posti migliori.
Abbiamo anche avuto fortuna, perché durante l'esibizione di Fripp coi suoi soundscape c'è stata una scenografia semplicemente perfetta. Il sole era tramontato da poco, e stava imbrunendo. Dietro al palco ed alla villa c'era un cielo scuro pieno di nuvole minacciose (che per fortuna si sono limitate a minacciare e non a far piovere sul serio). Tra la musica di Fripp, le luci sul palco, la villa dietro il palco, e quel cielo particolare sopra di loro, si è creata una scenografia semplicemente spettacolare, unica e direi irripetibile. Poco da dire, l'esibizione di Fripp è stata una delle migliori manifestazioni artistiche a cui ho assistito negli ultimi tempi.
Ci tengo però a muovere qualche critica sia al modo in cui è stato strutturato il set del concerto sia al pubblico presente.
Il G3 è uno spettacolo organizzato da Joe Satriani in cui si esibiscono 3 chitarristi di caratura superiore. Satriani sa bene che Fripp ha un peso importantissimo nella storia della chitarra, ed ha fatto bene a chiamarlo, perché Fripp rientra sicuramente tra i Grandi. Però sapeva già prima di chiamarlo che si tratta di una persona con un carattere tutt'altro che egocentrico, e con uno stile tutt'altro che esibizionista ed appariscente. Non ho capito perché abbia chiamato Fripp per poi relegarlo a pochi minuti in apertura. Non ho capito perché nella jam finale Satriani e Vai non abbiano dato a Fripp lo spazio che meritava, ed anzi si siano pure messi a sovrastarlo nel finale di "Red". Un minimo di rispetto in più nei confronti di un vero Artista del livello di Fripp era dovuto.
Riguardo il pubblico, purtroppo c'era molta gente che alla fine parlava di G2 e non di G3, e riempiva di male parole l'incompreso Fripp. Questa gente ha frainteso completamente la proposta di Fripp. Il fatto che il concerto si chiamasse G3 non significa che ci si debba aspettare da tutti i chitarristi presenti una esibizione di atletica spinta sulla tastiera della chitarra. Satriani e Vai la interpretano così, e lo fanno in maniera veramente allucinante, nulla da dire. Ma non è l'unico modo di interpretare la chitarra, per fortuna! Chi va ad un concerto chiamato G3 dovrebbe aspettarsi 3 grandi chitarristi in senso generale, non 3 grandi chitarristi sboroni! E' stato veramente triste sentire certi tipi di commenti su Fripp. Buona parte del pubblico mancava di educazione e di apertura mentale. Bisogna ricordarsi che sta al pubblico sforzarsi di capire gli artisti, non agli artisti prostituirsi per fare quello che comanda il pubblico.
(teonzo)