ENSLAVED + VREID
03 Marzo 2005
Antidox
Torino


Torino è una gran bella città, ma i suoi abitanti devono essere veramente pigri se bastano quattro fiocchi di neve per tenerli a casa! Una questione psicologica, a mio modo di vedere, anche perché per le strade di neve non ce n'era affatto! E' ironico pensare a quante persone abbiano esultato della tappa degli Enslaved all'Antidox per poi restarsene a casa in pantofole! Vergogna! Meno male che almeno un'ottantina (forse più) di persone intelligenti ha deciso di non perdersi una serata di buona musica.
I Vreid sono saliti sul palco mentre stavo ancora sorseggiando un Black Russian relativamente carico. Per chi non lo sapesse, i Vreid sono composti per tre quarti da ex-membri dei Windir. La loro prestazione è stata soddisfacente, anche se sono stati penalizzati eccessivamente dal volume troppo basso della voce. Inoltre Hváll aveva problemi al basso, tanto che ad un certo punto è stato costretto a cambiarlo. Aldilà di questo, il quartetto si è esibito in maniera dignitosa. La partenza è stata forse un po' fredda ma, canzone dopo canzone, i Vreid si sono sciolti. Credo che molta gente sia rimasta incuriosita dal black atipico di questa band. A parer mio il gruppo deve ancora definire il proprio stile, attualmente ancora dispersivo. E' però indubbio che i brani che hanno suonato, tutti tratti dal loro unico album "Kraft", siano ricchi di spunti interessanti. Due curiosità. Quando il bassista si è allontanato per sostituire lo strumento, i restanti membri hanno improvvisato una discreta versione di "Troops Of Doom" dei Sepultura. Inoltre, sempre il bassista ha accennato il tema di "Oppi Fjellet" tra una canzone e l'altra.
Quando gli Enslaved sono saliti sul palco, il pubblico ha dato sfogo a tutto il suo entusiasmo. Il gruppo norvegese non ha fatto il prezioso, anzi, si è lanciato in una prestazione di tutto cuore. Durante la loro esibizione i norvegesi hanno sapientemente mescolato tracce vecchie e nuove. Il maggior numero di canzoni è stato tratto giustamente da "Isa", il loro ultimo album. Non sono mancati però excursus nel passato recente di "Below The Lights" o in quello più lontano di "Frost" ed "Eld", ad esempio. Ogni brano è stato suonato con l'atteggiamento giusto: selvaggi nelle vecchie "Fenris" ed "Eld", precisi ed evocativi in "Violet Drawing" e "As Fire Swept Clean The Earth". Fortunatamente i volumi, semidisastrosi durante il concerto dei Vreid, sono stati regolati a puntino. Ottima la prestazione dei musicisti: grande precisione ed una notevole espressività musicale che ha supplito ad una presenza scenica non spettacolare. E' stato bello notare come rendano bene dal vivo le composizioni più recenti. Gli Enslaved hanno compiuto passi da gigante dal punto di vista tecnico. Tra un bicchiere di birra ed una chiacchiera col pubblico, gli Enslaved hanno condotto in porto la loro prova con professionalità. Non si segnalano episodi bizzarri, se non la scelta di inserire nella scaletta uno strumentale come "Mardraum". Peccato che il loro concerto sia durato così poco. Un'ora o poco più. Questo ha tinteggiato un po' d'amaro l'entusiasmo degli ascoltatori.
Terminato il concerto, la folla è scivolata via ad una velocità impressionante. Io sono rimasto ancora un po' a girovagare per il locale nonostante il giorno dopo dovessi svegliarmi alle 4:50. Giusto il tempo per un'altra birra e qualche chiacchiera con gli artisti.
Complimenti alla Gram e all'Antidox per aver portato queste band nella mia città. Spero vivamente che, in futuro, il pubblico torinese accolga con maggior entusiasmo eventi di questo tipo. Se vogliamo che Torino venga considerata, dobbiamo meritarcelo. Non lamentiamoci poi se le band che contano suonano sempre a Milano o a Roma...
(Hellvis)