DEATH SS + ENSOPH
27 Novembre 2004
Faster
Torino


Devo dire che mi sono recato a questo concerto più per gli Ensoph che per i Death SS. In fondo Steve Sylvester e soci si erano già esibiti al Faster di Torino in occasione del tour di "Humanomalies". Seppur ben fatto e spettacolare, quel concerto non era certo stato epocale. Le mie aspettative nei loro confronti erano molto tiepide. Ben maggiore era la mia curiosità per il gruppo veneto. Già altre volte mi ero deciso a vederli dal vivo ma sfighe varie me l'avevano sempre impedito.
Sono stato tra i primi ad entrare al Faster. Si tratta di un locale piuttosto bello, a due piani. La sala principale è molto spaziosa con divanetti ai lati, due bar ed un'ampia pista al centro. Attualmente il locale è diviso in tre sale. Nella principale viene passata musica heavy o rock a 360°, sempre vigorosa. C'è ne poi una più piccola al piano inferiore, una sorta di privè per gli amanti della musica estrema. Il piano superiore è dedicato al gothic / darkwave.
Giusto il tempo di allontanarmi di quattro passi dalla lunga scalinata d'ingresso ed ecco che gli Ensoph hanno iniziato a suonare. Loro malgrado, ancora tanta gente stava aspettando fuori il proprio turno d'entrata... L'esibizione del gruppo veneto si è dimostrata subito efficace. Nonostante lo sparuto pubblico i musicisti ce l'hanno messa tutta. Il mixaggio sull'immediato è stato un po' caotico, ma la situazione è stata risolta in breve. Come c'era da aspettarsi, rispetto alle prove su disco gli Ensoph hanno tirato molto di più. Il suono si è rivelato molto sanguigno. Nicola è un cantante istrionico e sicuro di sé. La sua interpretazione è stata convincente sotto tutti i punti di vista. Anche il resto della band si è comportata egregiamente. Solo Zenone, il batterista, ha fatto qualche piccolo errore: probabilmente dalla sua posizione non riusciva a sentire bene gli altri. I musicisti si sono mossi sul palco in maniera vuoi languida, vuoi aggressiva. Tra tessuti neri e maschere a gas, la musica degli Ensoph ha coinvolto i pochi spettatori intirizziti dal freddo. Forse gli applausi non sono stati molto sonori: di sicuro sono stati sinceri e sentiti. La band veneta ha regalato al pubblico anche una cover di "Personal Jesus" dei Depeche Mode. Una sorpresa gradita... Purtroppo l'esibizione di questo talentuoso sestetto è durata veramente poco. Il tempo, tiranno, ha obbligato i musicisti a dileguarsi velocemente dal palco. Occorreva lasciar posto ai Death SS.
Contrariamente alle mie aspettative, la storica band pesarese si è presentata sul palco con i costumi di una volta, più o meno fedeli agli originali. Steve Sylvester stava assiso su un trono con il vecchio make-up da vampiro con la frangetta. Sin dalla prima canzone, "Chains Of Death", si è capito che questo concerto sarebbe stato estremamente diverso da quello a supporto di "Humanomalies". Ecco infatti i Death SS snocciolare tutta una serie di classici dal periodo Paul Chain sino a "Heavy Demons", passando per "In Death Of Steve Sylvester" e "Black Mass". Insomma, tutta la produzione più strettamente heavy metal. Una gioia per il sottoscritto che non ha mai apprezzato più di tanto i Death SS da "Do What Thou Wilt" in poi. Cosa non indifferente, questa volta il gruppo ha lasciato da parte le scenografie spettacolari a favore di uno show sì teatrale, ma abbastanza composto. Tra i momenti più interessanti, le esibizioni della ballerina nuda e il volteggio di una croce fiammeggiante. Una buona prova, nonostante il signor Sylvester fosse un po' giù di voce. Naturalmente, il concerto si è interrotto all'improvviso senza bis.
A conti fatti, questo sabato al Faster è stato abbastanza soddisfacente. Mi sono rammaricato per il poco spazio concesso agli Ensoph, mentre mi ha rallegrato la carrellata di classici dei Death SS. Se questi ultimi si fossero dedicati alla loro produzione più recente, forse ci sarebbe stato una maggiore coerenza stilistica tra le due band. Credo comunque che vada bene così. In fondo sono questi i Death SS che la gente vuole sentire.
(Hellvis)