BOLT THROWER + MALEVOLENT CREATION + NIGHTRAGE + NECROPHAGIST
19 Gennaio 2006
La Gabbia
Pove del Grappa (VI)


Vista la presenza di quattro gruppi e la data infrasettimanale, il locale aveva deciso di aprire i cancelli alle 20:00 e far iniziare i concerti alle 20:45. E invece ci siamo trovati ad attendere fuori per una ventina di minuti abbondante, ingannando il freddo con qualche simpatico siparietto improvvisato al momento. Alla fine, comunque, è andato tutto liscio e non si sono presentati gli inconvenienti della serata prima (il concerto che si doveva tenere a Prato, infatti, è stato annullato per motivi indipendenti dalla volontà delle band) (a sentire la campana degli organizzatori sembra il contrario - nd teonzo). Per una volta, la mia attuale condizione di disoccupato non mi è dispiaciuta, dal momento che i concerti sono terminati quando ormai si era fatta l'una. Almeno non avevo l'incubo di alzarmi presto per andare al lavoro la mattina successiva, hehe.
I Necrophagist (http://www.necrophagist.de/) hanno aperto la serata con un set piuttosto breve, sulla mezzora circa, eppure ci sarebbero da spendere molte parole sulla loro performance. Francamente non saprei che valutazione dargli: la loro apparizione è scivolata via senza che me ne accorgessi. L'esecuzione è stata impeccabile: i quattro si sono dimostrati delle macchine con i loro strumenti ed hanno incantato con assoli tecnicissimi. In pratica è stato come sentirli su CD: i suoni erano assai puliti, a parte il basso non sempre all'altezza, loro non hanno sbagliato una virgola e hanno infilato un pezzo dietro l'altro, privilegiando principalmente il nuovo repertorio ("Starbound", "The Stillborn One" e così via). Insomma, sotto questo punto di vista, nulla da eccepire. Il rovescio della medaglia ha invece messo a nudo la loro incapacità di dialogare col pubblico: hanno suonato ininterrottamente, senza introdurre le canzoni e fare un minimo di scena. D'accordo, il pubblico non era partecipe, molti dovevano ancora arrivare e quelli davanti erano più che altro presi ad ammirare le loro doti tecniche, però da parte loro c'è stato un totale distacco. Sembrava avessero fretta di scendere dal palco, visto che neanche al termine dell'ultima canzone hanno cambiato atteggiamento. Boh, francamente non so proprio che dire. Non è stata una delusione, anzi, però non li avrei immaginati così freddi.
E' stata quindi la volta dei Nightrage (http://nightrage.com/). Purtroppo, aggiungerei. Francamente la loro prestazione mi ha annoiato come poche, nonostante molte persone si siano riversate a ridosso del palco e abbiano iniziato a scaldarsi. Un atteggiamento che sinceramente non ho capito, e lo stesso mi han detto gli amici che erano con me. Innanzitutto il loro death svedese centrava poco con quanto proposto dagli altri gruppi, ma questo non possiamo considerarlo un demerito. Avevo sentito qualche loro canzone e su disco non mi dispiacevano, anche se non è il mio genere. Invece dal vivo mi son parsi mosci e banalissimi, anche perché hanno eseguito solo uno o due pezzi con qualche parte veloce. I suoni erano abbastanza schifosi, le chitarre grezze e il basso confuso a manetta. A questo aggiungiamoci un'esecuzione non impeccabile che ha reso il tutto ancor più difficile da sopportare. Salverei solo la prestazione del cantante Jimmie Strimell, seppur non sia affatto un singer fuori dal comune. Scandaloso che abbiano suonato dopo i Necrophagist, comunque!
Di ben altro spessore è stata la prova dei Malevolent Creation (http://malevolentcreation.cjb.net/). Questi deathster veterani hanno letteralmente spaccato il culo. Già dalle prime note di "Multiple Stab Wounds" (se non ricordo male), il pubblico ha iniziato a pogare, e la situazione sarebbe di lì a poco degenerata, con un bel po' di fan che si sono riversati sul palco. A mio avviso è stato soprattutto nei mid tempo che il quintetto di Buffalo ha impressionato, forte di una sezione ritmica decisamente sugli scudi. C'è poco da fare, le loro canzoni dal vivo sono da puro mosh e la gente sotto il palco non si è risparmiata. Brani come "Blood Brothers", "Slaughter Of Innocence", "Dead March", la classica "Malevolent Creation" e la conclusiva "The Will To Kill" hanno fatto la loro porca figura, non me li sarei figurati così trascinanti. Phil Fasciana ha tenuto bene il palco, assieme al frontman Brett Hoffman (cantante nella formazione originale, riunitosi alla band per rimpiazzare un indisponibile Kyle Symons proprio per questo tour europeo, iniziato i primi di gennaio), mentre gli altri erano un po' troppo statici. Ad ogni modo è stato un concerto dannatamente coinvolgente, il migliore della serata per il sottoscritto.
E' stata quindi la volta degli storici Bolt Thrower (http://www.boltthrower.com/) recentemente tornati alla ribalta con l'album "Those Once Loyal". Anche loro hanno fornito una prestazione generosa e coinvolgente, a discapito degli anni che passano. Era soprattutto il vocalist Karl Willetts ad intrattenere il pubblico, anche perché il palco relativamente piccolo non permetteva agli altri di muoversi più di tanto. Peccato che un problema ad una chitarra (al radiojack, mi han detto), che si è protratto per numerose canzoni, macchiando la prestazione del gruppo. La band comunque non si è lasciata innervosire ed ha continuato imperterrita. Quelli che per me sono i loro limiti su disco si sono però dimostrati esserlo anche dal vivo. Dopo un po' di canzoni, infatti, i Bolt Thrower tendono a diventare ripetitivi, ed è quello che è successo giovedì. Vuoi per la stanchezza (erano ormai passate quattro ore da quando erano saliti sul palco i Necrophagist), vuoi per la tanta gente che se ne era andata anzitempo perché il giorno dopo doveva recarsi al lavoro, sta di fatto che il finale del concerto non mi ha scosso più di tanto. La band non ha tradito le attese, per carità, ma non mi ha neppure particolarmente impressionato. Va comunque lodata la loro passione e la tenacia con cui continuano a portare avanti il loro discorso musicale. Sono sicuro che i fan presenti, soprattutto quelli - e ce n'erano tanti - non più giovanissimi, che sono cresciuti ascoltando dischi quali "War Master", "Realm Of Chaos" e "The IVth Crusade", saranno stati appagati dalla performance dei Bolt Thrower.
In definitiva è stata una serata positiva, anche se non è stato un evento imperdibile. I Nightrage sono stati deludenti, mentre gli altri gruppi si sono dimostrati validi. D'altronde, chi ne dubitava? Nonostante fosse un giovedì, il pubblico era abbastanza numeroso. Tanti nomi famosi in un colpo solo hanno attirato gente anche da parecchio lontano. I volumi erano altissimi, come capita spesso alla Gabbia, soprattutto quelli degli ultimi due gruppi. Senza indugiare troppo mi sono diretto verso l'auto, un po' stanco e con le orecchie che fischiavano, ma decisamente soddisfatto.
(BRN)