Angelcorpse + Arkhon Infaustus + Revenge + Imposer
2 Maggio 2008
Country Star
Albignasego (Pd)
Quando sono arrivato, poco prima delle 22:00, fuori dal Country Star c'era già un sacco di gente, più di quanto mi sarei aspettato. D'altronde, il ritorno sulle scene di un gruppo di culto come gli Angelcorpse ha acceso gli animi di tanti metallari, e la possibilità di vederli dal vivo accompagnati da altri gruppi di una certa caratura ha fatto il resto. Un rapido saluto agli Imposer, che stavano sistemando qualche problema che, come al solito, sorge proprio mentre si sta salendo sul palco, e poi mi sono messo a spulciare le bancarelle di CD e vinili. C'erano un mare di titoli interessanti, e così, nonostante gli acquisti fatti a due fiere del disco nel giro di un mese, mi sono concesso qualche altro sfizio, anche perché prezzi erano vantaggiosi.
Gli Imposer (http://www.myspace.com/imposer) iniziano il loro show con qualche intoppo, visto che per le prime due canzoni la chitarra non era neanche microfonata, la si sentiva soltanto direttamente dall'amplificatore. In generale, tutta l'esibizione è stata penalizzata da suoni sbilanciati e confusi. Peccato, perché con l'arrivo del nuovo batterista Janko il gruppo ha velocizzato ulteriormente le proprie canzoni ed ero curioso di sentirli. In quest'occasione, però, non sono riusciti a dimostrare tutto il loro potenziale, pur scaricando un bel po' di adrenalina on stage. In scaletta hanno proposto cinque-sei canzoni loro e una cover di "Black Magic", molto accorciata e accelerata a tal punto da renderla irriconoscibile, non fosse stato per il riff iniziale.
Dopo un breve cambio di palco, Pete Helmkamp si è scaldato le corde vocali con i Revenge. E' stato lui il leader della serata. Il pubblico si è scatenato fin dalle prime note, le prime file sembravano letteralmente impazzite. Ancora, i suoni erano caotici e i volumi non altissimi, ma lo show è stato lo stesso energico ed intenso. Hanno sparato canzoni a raffica e non si sono certo fatti problemi per tutta la gente che saliva sul palco per poi tuffarsi sul pubblico, anche se qualche intoppo "comico" l'hanno creato: prima è successo che la chitarra è sparita negli ultimi secondi di una canzone (forse qualcuno ha pestato il cavo, ma da dov'ero non si è capito), poi l'asta del microfono è stata letteralmente abbattuta, così Helmkamp ha cantato l'ultimo pezzo praticamente inginocchiato, con un fan che gliela sorreggeva con la mano e ogni tanto lo incitava. Bella esibizione, comunque, la più selvaggia della serata.
Altro cambio di palco piuttosto rapido, ed ecco presentarsi gli Arkhon Infaustus (http://www.myspace.com/arkhoninfaustusofficial). Sono stati gli unici ad avere dei suoni come si deve, potenti e sufficientemente nitidi. Purtroppo, c'è stato lo stesso qualche disguido, dalla cassa a sinistra del palco il suono andava e veniva. Il quartetto francese ha colpito con una performance sfrontata e spesso provocatoria. Figura dominante è stata quella di Toxik H., un po' per come si muoveva, un po' per lo sguardo stralunato, a volte assente. Anche Azk.6 alla batteria è stato mostruoso, ha suonato l'intero concerto con gli occhiali da sole e non ha sbagliato una virgola.
Il pubblico nei primi minuti ha accolto il gruppo in modo freddo, poi è iniziato il pogo, ma non c'è stato il caos che hanno scatenato i Revenge. D'altra parte, il genere è diverso, gli Arkhon Infaustus sono più cinici e controllati rispetto ai canadesi. A me sono piaciuti molto, hanno spaccato quando c'era da farlo e hanno creato un'atmosfera malata quando arrivavano le parti lente e stranianti. Ottima prestazione, intensissima e coinvolgente.
Da ultimi sono saliti sul palco gli attesissimi Angelcorpse (http://www.geocities.com/angelcorpse2003), con una formazione a tre: Helmkamp al basso e voce, Palubicki alla chitarra e un session alla batteria (forse J.R. Daniels). Durante gli assoli si notava la mancanza di un chitarrista che facesse la parte ritmica, ma nel complesso i pezzi non hanno perso d'impatto. Suoni grezzi, non certo al top, più un serio problema ad una cassa dell'impianto (questa volta quella di destra) non hanno intaccato lo show. Il gruppo ha proposto canzoni devastanti, mescolando vecchie perle (almeno tre da "Exterminate", tra le quali le immancabili "Sons Of Vengeance" e "Phallelujah") e canzoni del nuovo album (se non ricordo male tra queste c'era anche "Antichrist Vanguard"). Mi sarei aspettato qualche brano in più, invece hanno suonato soltanto per 45 minuti. Ovviamente il pubblico ha chiesto un altro brano e il gruppo ha accontentato tutti concedendo il bis con "Wolflust".L'esecuzione non è stata impeccabile, in particolare il batterista non è tra i migliori che hanno suonato con gli Angelcorpse, tuttavia la gente è andata lo stesso in delirio. E' stata una vera tortura non potermi gettare nella mischia, ma il mal di schiena che mi ha bloccato per tutta la settimana si faceva sentire solo stando in piedi, per cui ho preferito lasciare stare.
Al termine, i musicisti si sono dimostrati molto alla mano, facendosi fotografare con i fan e autografando i loro album.
In conclusione, i gruppi hanno onorato al meglio la serata e i soldi del biglietto sono stati spesi più che bene. Come al solito, al Country bisogna sempre trovare un compromesso con i suoni, ma quando sul palco ci sono istituzioni del calibro degli Angelcorpse, tutto questo passa in secondo piano.
( BRN - Maggio 2008 )