AMETHISTA + MOTUS TENEBRAE
28 Aprile 2006
Fabrik
Strada Mongina 9/13
Moncalieri (TO)


Ci sono periodi nei quali non entro per mesi nei locali della mia città, preferendo piuttosto spostarmi nella provincia più distante e montagnosa. Di questi tempi, evitare il traffico, lo stress da parcheggio, ed il risparmio di qualche euro sono diventati un imperativo categorico. Inoltre tra casini col lavoro e gli svariati problemi della vita privata, ritagliarsi uno spazio per ascoltare buona musica è diventata un'impresa da artisti del sotterfugio. In queste settimane, al contrario, sembra che la mia partita a Tetris con la vita sia andata temporaneamente a buon fine, visto che le tessere hanno riempito i vari spazi con successo.
Ragion per cui, eccomi di nuovo al Fabrik di Moncalieri (TO), a meno di una settimana dallo svolgimento del buon Pollution Fest, per godermi il concerto di due band emergenti: Amethista e Motus Tenebrae. I primi sono un astro nascente dell'underground torinese, i secondi un'affermata band toscana.
Purtroppo questo concerto non è stato pubblicizzato bene. Nessun paragone rispetto al Pollution. Ricordo di aver visto l'unica locandina dell'evento proprio al Fabrik, piccola piccola, che quasi scompariva tra i cartelloni del Festival e quelli dell'ultimo album dei Satyricon. Mi è stato poi confermato che la promozione dell'evento ha lasciato piuttosto a desiderare, e questo si è visto dalla misera partecipazione del pubblico. Se si escludono poi alcune persone presenti nel locale per una partita live del gioco "Vampire, The Masquerade", la situazione era abbastanza deprimente.
Quando i Motus Tenebrae (http://www.motustenebrae.com/) sono saliti sul palco, le persone presenti nella stanza saranno state una quindicina (compresi gli addetti al missaggio ed al merchandise). Ciò nonostante, il quartetto ha dato prova di grande umiltà e di cuore esibendosi senza risparmio. Tra le luci scure, su un palco decorato con drappi e croci, i Motus Tenebrae hanno dato espressione a sentimenti di forte tristezza, di disperazione, di tragica rassegnazione. I musicisti, dalle movenze sobrie e severe, hanno suonato con il cuore, noncuranti dei radi applausi e del cattivo missaggio che ha inficiato il risultato della prima canzone. Il volume della voce era infatti troppo basso, mentre quello di una chitarra era sparato a mille. Per fortuna, dal secondo o dal terzo brano i volumi sono stati aggiustati, ed allora il pubblico ha potuto godere della bella voce di Luis McFadden, vero punto di forza della band. Il cantante ha un timbro caldo, capace però di arrabbiarsi quando necessario e, talvolta, di distorcersi. L'esecuzione degli altri strumentisti è stata puntuale, relativamente precisa. Mi è piaciuta molto la naturalezza con la quale i Motus Tenebrae sono passati da momenti molto intropspettivi, con gli strumenti in grado di sussurrare, a verei esibiscono in proprie esplosioni di violenza. Un gruppo senza dubbio maturo, forse ancora un po' troppo legato ai cliché dei suoi modelli di riferimento, ma comunque in grado di proporre delle canzoni validissime. E' vero che nel corso della loro esibizione mi sono venuti in mente i vecchi Anathema (quelli di "The Silent Enigma"), i Sentenced e, qualche volta, addirittura i Type O'Negative. Ma chi se ne frega, dopo tutto? Il loro è un dark/gothic metal d'autore, ricco di espressività e di emozione. Ho un po' di difficoltà a ricordarmi i titoli della canzoni (a parte l'inquietante "Red Flames", bellissima), anche perché si è trattato del mio primo incontro con i Motus Tenebrae. Al termine del concerto ho chiesto al bassista di vendermi una copia del loro album (perché al bassista? semplice, non c'era nessuno al tavolino del merchandise!), ed ora cercherò di conoscere meglio la loro musica. Eh sì, mi sono piaciuti e mi hanno convinto. Mi è spiaciuto che non ci fosse a disposizione il vecchio MCD del gruppo, se no avrei comprato anche quello. Però, basta pensare a se stessi. Mi è spiaciuto soprattutto per i Motus Tenebrae: la scarsa presenza di pubblico ha reso la loro prova abbastanza inutile. Diciamo che questo concerto non ha permesso al gruppo di promuoversi al meglio. Inoltre, non c'è cosa più avvilente che suonare davanti a nessuno. Ma loro hanno dato prova di essere dei professionisti, dei grandi uomini di musica, in grado di dare il meglio anche davanti ad un solo spettatore. Spero quindi che questa mia recensione contribuisca, un minimo, alla diffusione della loro musica. Altri highlight del concerto, dei quali mi ricordi i titoli, sono stati "Someday" e "Mist Of Dawn": tutte canzoni tratte dall'ottimo album "Wayside".
Gli Ametistha (http://www.amethista.com/) sono stati un po' più fortunati: la gente ha cominciato ad entrare nel locale durante la loro esibizione. Oddio, fortunati è un eufemismo, ma almeno si è vista un po' più di gente attorno al palco. I torinesi hanno dato subito dimostrazione di grande grinta, su un palco illuminato da lumini rossi. Nel tempo a loro disposizione, il gruppo ha passato in rassegna quasi tutte le canzoni del loro album di debutto "Realitale", più una cover ed un inedito. La cover è stata "Progenies Of The Great Apocalypse" dei Dimmu Borgir, l'inedito "Augusta Taurinorum", canzone dedicata alla città di Torino. Il gruppo ha cercato di esibirsi al meglio, suonando con grinta e passione, espressività e violenza. Peccato che spesso i suoni non siano stati bilanciati al meglio e, probabilmente, i musicisti hanno anche avuto grosse difficoltà nel sentirsi gli uni con gli altri. Ecco, tanto bene era andato al Pollution Fest, tanti piccoli impacci hanno impedito ai due gruppi di esibirsi al meglio. Vi faccio un esempio. Ho notato che il cantato pulito di Aeretica diventava sicuro nei momenti più atmosferici, quando i volumi erano al minimo, o quando era accompagnata dalla semplice tastiera. Quando invece il gruppo tirava al massimo, non sempre i passaggi puliti della cantante si sono dimostrati impeccabili. Avendola già sentita al Puget, dove la sua prova è stata priva di sbavature, beh, in questa serata al Fabrik mi è sembrata effettivamente in difficoltà. Ma solo in questi frangenti, in quanto per il resto si è lanciata in vocalizzi distorti di tutto rispetto, sia strillati che in gutturale. Inoltre, il suo carisma sul palco è innegabile. Comunque, tutta la band si è esibita con passione, e nei momenti più tirati ha veramente fatto sfracelli. Atmosfera sì, ma stiamo parlando comunque di black metal! La sezione ritmica ha picchiato duro, e Victor (chitarra) ed Alexandros (tastiere) hanno arricchito il tutto con buoni interventi solisti. I musicisti hanno dimostrato una sensibile compattezza, tipica di un collettivo affiatato e maturo. Tra i momenti più emozionanti, ho gradito particolarmente "Lights In The Abyss", "Invisible Queen" e la conclusiva "The Whim Of Rha". Belle, tutte potenziali singoli. Ovviamente, molto più aggressive che sul CD! Ma anche la nuova "Augusta Taurinorum" mi è piaciuta particolarmente. Alexandros me ne aveva parlato come di una specie di "Funeral In Carpathia" (canzone dei Cradle Of Filth, per chi non lo sapesse), e non posso che dargli ragione. Soprattutto per quanto riguarda la sua prima parte, con quella melodia ariosa su una ritmica furente, le similitudini sono tante. Ovviamente, il tutto va letto in chiave Amethista. Mi rammarico un po' all'idea di quanto dovrò aspettare prima di avere a disposizione "Augusta Taurinorum" su CD, per potermela ascoltare tutte le volte che vorrò, eheh!
Il gruppo comunque c'è, questa è la mia idea. In occasione del mio report sul Black Celtic Summit, avevo accennato al loro potenziale commerciale. Credo che questo sia indubbio, e ne ho avuto la riconferma anche questa volta. In più, ho visto anche dei musicisti veri e con i controcoglioni, passatemi il termine. Nei loro occhi ho letto passione, fiducia in ciò che stanno facendo ed anche un bel po' di rabbia per non aver potuto esprimersi al meglio. Sono stato quindi contento nel vedere che qualcuno, almeno, si sia recato al banchetto del merchandise per comprare il loro album. Evidentemente hanno convinto i presenti, e questa è la prova migliore delle loro qualità.
Il concerto si è concluso tardi, più tardi di quanto immaginassi. Avevo con me un amico che avrebbe dovuto alzarsi presto il mattino successivo, quindi sono dovuto fuggire quasi subito, senza poter parlare più di tanto con gli artisti. Sono stato soddisfatto di aver visto due ottime band e di averne acquistato i CD. Mi rammarico invece dell'organizzazione, che questa volta non è riuscita ad essere molto efficace. Forse il Pollution Fest, con tutte le defezioni da sistemare all'ultimo minuto, ha tolto agli organizzatori il tempo di promuovere in maniera più capillare ed efficace questo evento. Un vero peccato, perché questi due gruppi vanno sostenuti al meglio, se si vuole che emergano. Speriamo che in futuro Torino riesca a dar loro migliori soddisfazioni!
(Hellvis)