KEVIN ZUGSCHWERT
Over The Limit

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2004
Durata: 39 min
Genere: guitar hero


Bisogna essere sinceri: non tutti amano alla follia i chitarristi solisti, virtuosi delle sei corde. Tutti hanno un difetto, alla lunga annoiano soprattutto perché se non si suona la chitarra dopo un po' l'ascolto perde di interesse (parere strettamente personale!!!).
L'errore che i virtuosi fanno è, secondo me, scrivere il pezzo troppo in funzione dell'aspetto solista della chitarra, tralasciando basso, batteria ed arrangiamenti vari. Nelle prime due tracce del CD di Kevin (tralascerò il cognome poiché è veramente difficile da scrivere), "Into The Night" e "Love Hate", questo sfortunatamente accade. La chitarra è padrona dei due pezzi in questione e, a parte facili parti arrangiate in funzione della chitarra, Kevin si sbizzarrisce in molti esercizi di stile.
Già abbastanza affranto da questo fatto proseguo con l'ascolto del CD e di colpo qualcosa cambia. "Fire Dance", terzo pezzo, abbatte le barriere del solismo fine a sé stesso. Ottimo il riff di chitarra iniziale "panterizzato", buoni gli stop and go di batteria e soprattutto l'arrangiamento del piano, molto malinconico, giocato su accordi minori (quindi tristi!) che incupiscono il pezzo. Non troppi orpelli e buone melodie fanno in modo che il pezzo scorra agilmente nei suoi quattro minuti.
"Chasing A Dream", con un intro di tastiera e chitarra, impazzisce nella strofa con una batteria campionata con ecessivi stacchi, controstacchi e una doppia cassa un po' troppo confusionaria. Sembra un collage di tante microparti di varie canzoni, insomma "spunti" ed idee che siluppate da sole avrebbero potuto costruire almeno altre due canzoni. Suonata bene ma non mi convince appieno.
La quinta traccia, "Evil Man", è bella e scorrevole. E' caratterizzata da una super strofa con un ottimo riff compresso in stile Annihilator, con grandi melodie molto maideniane. Rallenta nella parte centrale, servendosi di un riff cadenzato e un accompagnamento monolitico di doppia cassa. Un bel pezzo di heavy metal intricato con un accompagnamento articolato di basso che accende la voglia nell'ascoltatore di sentire il pezzo successivo.
"Pearl In The Sky" è soave, malinconica e onirica. Un pianoforte introduce la canzone, l'atmosfera è soft e rilassata: il titolo presagiva qualcosa di lento e le aspettative sono mantenute. La canzone, quasi new age nella parte acustica iniziale con un pianoforte sempre di spicco nella seconda parte, divide ipoteticamente il CD in due parti.
Dopo un momento di respiro si riparte con "Champion Synthesis". L'intro è affidato a dei sintetizzatori che fanno da base ad un assolo iniziale. Anche questo pezzo non scherza: violento in alcuni passaggi e controllato in altri, dove il piano compare sempre per attutire l'impatto metal a cui il pezzo tende ad avvicinarsi. Anche qui Kevin riesce ad arrangiare il pezzo in modo tale da creare dinamismo e orecchiabilità in modo intelligente. Bellissima la salita sul finale affidata al piano che, con la batteria, cresce fino all'esplosione conclusiva.
"Protecting The Mirror" è un'altra traccia di heavy metal strumentale. Gli Annihilator sono sempre i primi che mi vengono in mente per descrivere gli intricati passaggi che sono sia struttura portante che tema del pezzo. Diciamo che gli assoli di Kevin non sono così "rockeggianti" come quelli di Jeff Waters (leader degli Annihilator). Kevin preferisce un stile più neoclassico che secondo me tende un attimo ad annoiare poiché legato a diteggiature e scale più "forzate" e troppo sfruttate.
"Sandra's Song" non delude le aspettative del titolo: una canzone dedicata ad una donna. Come sarà? Lenta e soave, bella e semplice. Un'altra traccia gradevole ma questa volta suonata solo con il piano, strumento in questo CD che spicca molto più degli altri (chitarra a parte!!); le tastiere sono sempre arrangiato in modo magistrale e diciamo che danno quel "quid" all'album di Kevin, differenziandolo dal resto dei vari guitar hero che ci sono in circolazione. "Eroi" che peraltro utilizzano al 90% la chitarra per far "suonare" il pezzo.
"Black Rose", ultima canzone, inizia come una ballad ed esplode nella seconda parte nel già un po' troppo sfruttato metal-style; pregevole anch'essa sia nelle melodie, sempre presenti per arruffianarsi l'ascoltatore di turno, sia nella struttura che cambia passando da lenta e acustica a metallica e virtuosa.
Concludendo l'analisi del CD si può tranquillamente affermare che l'album in questione, come dicevo, sarà sicuramente più interessante per i chitarristi che per gli altri. Purtroppo ci sono due limiti che non favoriranno certamente l'acquisto del CD. Il primo è la copertina; bruttina e insignificante: immaginate il CD sullo scaffale del negozio di turno, sotto l'effige del settore "guitar hero". Non conoscete nulla dell'artista e tra i tanti e vari chitarristi ve ne capita uno sott'occhio: si, lui, Kevin Zugschwert. Cosa vi farà allungare la mano verso il dischetto? Un'immagine intrigante e sofisticata? O un'immagine in negativo del chitarrista, in posa, con una donna che mostra due chiappe divise da un perizoma su di uno sfondo verde? Il retro del dischetto sfoggia il nostro Kevin con una buona riga in mezzo ad un caschetto biondo con in mano una chitarra Jackson rossa! Fate voi, i soldi sono i vostri (in fondo anche l'occhio vuole la sua parte, o no?)!! Scherzi a parte: sorpassato il lato estetico, ininfluente sull'opera del musicista di turno, veniamo alla produzione che non vanta, secondo me, dei suoni "eclatanti". La chitarra ha una distorsione molto nasale che va bene per gli assoli ma meno per le ritmiche; la batteria è poco "reale" sia per il modo in cui è programmata, sia per i suoni anch'essi troppo campionati. Per le idee e la tecnica, tutto gira a favore del buon Kevin quindi, se le recensioni servono a qualcosa in questo mondo di musica dove solo le prime tre canzoni di ogni CD sono pensate, potete tranquillamente accostarvi a lui: un musicista che va controtendenza, lasciandosi sempre più apprezzare man mano si procede nell'ascolto del suo lavoro.
(Hellcat - Febbraio 2005)

Voto: 7


Contatti:
Kevin Zugschwert
1691 S. Idalia
Circle Unit M.
Aurora, CO 80017
USA
Mail: kevinz@kevinzugschwert.com
Sito Internet: http://www.kevinzugschwert.com/