ZORGLÜB
Things Are Pickin' Up
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 50 min
Genere: industrial metal
Nella homepage di Shapeless è ben visibile un monito inequivocabile per
tutti i lettori, o casuali avventori, della webzine: 'Posers Advisory -
Keep Away'. Chiaro. Semplice.
Bene, questa recensione inizia così: 'Defenders Advisory - Keep Away'.
Già, perché questo è un album che non ha niente da spartire con il
sacro fuoco del vero metal: è un lavoro che trae la sua forza
dall'elettronica, dai ritmi ossessivi e sintetici. È uno di quei CD che
sembrano fatti apposta per essere sparati a volume disumano contro una
bolgia di gente urlante e danzante, in un delirio di luci
stroboscopiche di qualche discoteca poco convenzionale.
Ci appiccichiamo il termine metal giusto per la costante presenza
di chitarre distorte e pesanti che, però, fanno da supporto, da tappeto
ai loop elettronici.
Traditori!! Poser!! Bestemmiatori del Sacro Verbo!!
Sarà, ma resta il fatto che questo "Things Are Pickin' Up" sia un bel disco. Niente di trascendentale, magari, ma un bel disco.
La band, composta da Togk (basso, voce e programmazione), Ozed
(chitarra) e Mr. Loop (tastiere e diavolerie varie), nasce nel 2001 in
Francia e, dopo aver dato alle stampe un paio di EP, arriva oggi alla
pubblicazione del primo album.
Gli Zorglüb si accodano a quel filone di band che cercano di unire
la pesantezza dell'heavy metal a campionamenti elettronici dal sapore
gotico: parlo di gruppi come Ministry, Nine Inch Nails, Oomph!,
qualcosa dei Tool e Rammstein.
L'apertura del CD è davvero su altissimi livelli: "Just Do It" è
un pezzo dalla carica impressionante, grazie a dei loop davvero
azzeccati e alla voce filtrata di Togk che rende il tutto inumano e
cibernetico.
Anche "In A Box" si rivela essere uno degli episodi migliori del
disco, anche se per motivazioni opposte: si tratta, infatti, di un
pezzo più 'convenzionale', dove l'elettronica fa solo da sfondo a un
possente brano metal, cadenzato e ritmato da una batteria elettronica
vagamente tribale e impreziosito da maestose tastiere gotiche, che
accompagnano la voce melodica di Togk. C'è addirittura spazio per degli
arpeggi acustici, ad accentuare quell'atmosfera malinconica che pervade
tutto il disco.
Sintesi dei due brani precedenti è "Sandmen", dove campionamenti e
parti suonate trovano un buon equilibrio fino alla chiusura, affidata
al pianoforte, che accompagna delle strane ed inquietanti voci in
lontananza.
La successiva "The Man Without" è un brano lento, che inizia
esattamente come finisce "Sandmen": un triste pianoforte, su una base
elettronica, accompagna i versi di Togk, mentre in sottofondo
continuano a sentirsi voci ovattate, come se provenissero da vecchi
film.
Sfortunatamente la qualità inizia a calare in questo punto
dell'album, con una serie di brani di buona fattura che, però, non
riescono a catturare l'attenzione dell'ascoltatore, come nel caso di
"Into The Circle", un pezzo lento e monotono che risulta essere la
composizione peggiore del disco. Si migliora, invece, con "A Big Tape
On Your Face" che, con la sua carica elettronica e il cantato
aggressivo, riporta in carreggiata il disco.
L'album si conclude con "What's The Matter With Me", "Human Tool"
e "Nothing", tre pezzi di buona fattura che, pur non raggiungendo il
livello delle prime composizioni, risultano piacevoli ed efficaci.
Un buon lavoro, in definitiva, con alcuni momenti davvero degni di
grande attenzione, che consiglio a tutti gli amanti di sonorità di
confine e moderne.
Un'ultima considerazione: il sito ufficiale della band è
incomprensibile. Non ci sono informazioni, notizie, samples... niente.
Solo alcune fotografie, accompagnate da qualche didascalia in francese.
(Danny Boodman - Aprile 2005)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail: systemzorglub@wanadoo.fr
Sito internet: http://www.zorglub-music.fr.fm/