ZIPPO
Ode To Maximum
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 45 min
Genere: stoner rock
"Gli Zippo giungono alla formazione definitiva nell'estate 2004
grazie all'arrivo del singer Davide Straccione. Il genere proposto è
uno stoner rock dalle mille sfaccettature. Parti iper-distorte e
pachidermiche si alternano a momenti di insana tranquillità e di pura
schizofrenia dai risvolti psichedelici, dove melodie oniriche e
talvolta malinconiche ben si amalgamo al groove della sezione ritmica -
Tonino Bosco al basso e Federico Sergente alla batteria - e all'estrema
compattezza delle chitarre, ad opera di Silvio Spina al basso ed
Alessandro Sergente. Le influenze dei cinque pescaresi spaziano dai
Kyuss ai Black Sabbath, dai Pelican agli Sleep, dai Clutch ai
Cathedral, fino ad arrivare ai Candlemass , etc..."
Le poche righe riportate sopra sono tratte dalla biografia degli Zippo,
stoner rock band di Pescara che ha da poco rilasciato questo "Ode To
Maximum". Che aggiungere... hanno detto tutto loro! In effetti i
riferimenti che emergono ascoltando questo ottimo CD sono quelli citati
sopra. Durante l'ascolto mi sono venuti in mente anche altri gruppi, a
tratti, ad esempio Hangnail, Orange Goblin, Vortice Cremisi, Iron Man.
Ma insomma, sempre in campo stoner/doom/(hard) rock siamo.
Passo quindi ad analizzare più in dettaglio questo "Ode To
Maximum", che nei suoi quarantasei minuti di durata regala diverse
sorprese e soprattutto pone gli Zippo già nelle condizioni di aspirare
a qualcosa di più che non a una semplice, per quanto dignitosa,
autoproduzione.
Il breve strumentale "Alpha" ci introduce al primo vero pezzo
dell'album, ovvero "Tsunami Dust", che vede gli Zippo alle prese con
tempi lentissimi, chitarre sature e voce tra il declamatorio e il
sofferente. E visto che ho accennato alla voce voglio subito spendere
due parole per il cantante e per la band. Giustissima è stata la scelta
di assumere un cantante a tempo pieno, invece di relegare la voce, come
purtroppo spesso avviene nel genere, a mero contorno, magari ricorrendo
alla soluzione di affidare il microfono al "meno peggio" del gruppo.
Davide "Dave" Straccione si rivela un ottimo cantante per il genere,
per quanto magari da affinare in alcuni punti. Per il resto la sua
prova è molto buona e valorizza in pieno le composizioni dei suoi
compagni. Nella successiva "S.N.A.P.R.S.T.", ad esempio, mi viene in
mente, per metriche ed interpretazione, il compianto Demetrio Stratos
degli Area. La voce ovviamente non è la stessa, ma il piglio sì e
qualche inflessione lo ricorda, per quanto ci troviamo in tutt'altro
territorio musicale. Grandissimo il riff effettato di "Forgotten
Season", parente di primo grado dei Black Sabbath dell'epoca di
"Sabbath Bloody Sabbath"! La canzone in sostanza è una sorta di
blues/doom con tanto di accelerazione finale.
"Night Jam" dice tutto già dal titolo. Un suono pacato, notturno, con
chitarre che sussurrano piuttosto che sparare. Certe dissonanze mi
ricordano alcune cose dei Marlene Kuntz dei primi dischi. Gli Zippo,
come tante stoner band, spesso usano titoli molto "descrittivi" di
quella che sarà la musica. A tal proposito vi invito ad ascoltare la
penultima traccia del CD, che si intitola "The Elephant March": un
titolo che è tutto un programma!
Grande impatto anche per "Kid In The Desert" (è possibile suonare
stoner senza usare almeno una volta la parola deserto?). Piace molto
anche il break dopo la prima strofa, assolutamente inaspettato, così
come piacciono le rifiniture liquide e blueseggianti che accompagnano
il cantato; un grande pezzo per una band assolutamente pronta, lo
ripeto, per un esordio discografico vero e proprio. A seguire troviamo
"Crazy Forest". Beh, non so cosa abbiano trovato questi ragazzi nella
foresta, probabilmente più funghi che asparagi visto che l'andatura,
almeno nella prima parte, è scandita da riff sbilenchi e quasi allegri,
una sorta di danza spensierata e saltellante per chi si è preso un po'
di pausa dalla vita terrena- Poi si torna sul massiccio, comunque. Bel
brano. Con "Tukay's Fury" si viaggia invece su tempi veloci; bel tiro,
tanta grinta e anche un bel "Figli di troia" che esce dalla bocca del cantante... La già citata "The Elephant march" è pesante, marziale, gonfia, dilatata...
A chiudere "Omega", breve-jam a base di stoner-doom.
Concludo rinnovando i complimenti agli ottimi Zippo. "Ode To Maximum",
racchiuso in una busta cartonata dalle tinte psichedeliche (bellissima
la serigrafia sul CD a base di scarpe da ginnastica e... ma chi cazz'è
che s'è messo le ciabatte!?!?!?), è un disco decisamente convincente. I
pescaresi riescono a mettere del loro in un contesto musicale
apparentemente già sfruttato e riescono anche a suonare piuttosto
personali, per quanto derivativi. Se vi piacciono i nomi citati e se a
un gruppo chiedete suoni potenti, riff chitarre-basso all'unisono, note
basse, vago feeling blueseggiante, batteria potente e comunque
creativa, suoni effettati e atmosfere dilatate, cantante urlatore ma
espressivo... beh, contattateli!
(Linho - Giugno 2006)
Voto: 8
Contatti:
Mail: the-suicider@libero.it
Sito internet: http://www.zippoband.it/