ZIMMER'S HOLE
Legion Of Flames
Etichetta: Hevydevy Records
Anno: 2001
Durata: 50 min
Genere: Metal demenziale
Nella formazione del gruppo (alla seconda uscita) troviamo chitarrista
e bassista degli Strapping Young Lad di Devin Townsend, che qui è in
veste di produttore, anche se più di una volta "Legion of Flames" mi
ha ricordato lo stile e la "pazzia" tipica del canadese, anche per
alcune melodie e armonie.
Si è di fronte ad un pastone metallico di Power, Thrash, Death (e non
solo, Punk, Rock 'n Roll...), il tutto pervaso da uno spassoso
umorismo americano, senza troppi freni.
In giro per il disco vengono anche citate "Back in Black", "Hell
Awaits" e "Master of Puppets", quest'ultima in un'esilarante "Evil
Robots" dove si fa il verso prima ai Kiss e poi ai Metallica a suon di
"Napster, napster, where's the cash that I've been after?". Queste
sono solo le citazioni chiaramente esplicite, ma tutto il disco è un
rivedere e mettere insieme i clichè del Metallo in molte delle sue
forme. Si crea così un'ironia dettata non solo dai testi assolutamente
deliranti (e meglio ancora sono i titoli!), ma anche dalla musica:
questo disco è come se prendesse per il culo l'amato Metal, ma
dall'interno, un po' come Gli Atroci, sebbene gli Zimmer's Hole
abbraccino molti più stili (fondendoli bene insieme, anche se non
perfettamente) e siano decisamente più orientati verso la violenza o
quantomeno l'agitazione ritmica.
Penso che riportare ciò che c'è scritto nel libretto sia utile per
farsi un'idea del gruppo: "cominciamo dicendo questo... amiamo il
metal... tutti i tipi di metal... tranne per quella roba
'rap-metal'!!! Abbiamo fatto quest'album tanto per noi stessi quanto
per voi... forse di più. Quindi quando senti un riff che ti sembra
familiare e non riesci a riconoscerlo bene... o quando senti un riff
che conosci e ti piace, sappi questo... è perché piace anche a noi
[...]" (traduzione alla buona).
Certe canzoni sono davvero da pisciarsi addosso dal ridere, c'è
qualche ottima trovata che non svelo, per non rovinarvi la sorpresa.
Il cantante è un camaleonte che ben si adatta al mischione sonoro
degli Zimmer's Hole, usa growl, scream, voce pulita, voce roca, fa acuti
strazianti, usa il falsetto, canta anche come Paperino eheheh, insomma
altamente versatile, anche se alcuni passaggi melodici mi ricordano
veramente tanto quelli di Townsend.
Gli altri suonano bene senza sbavature, non eccelle nessuno in
particolare ma fanno bene il proprio lavoro.
I pezzi sono di uno, due, massimo tre minuti, la conclusiva "The Death
of Resurrection of the Death of Metal" è lunga poco meno di 9 min, ma
in realtà sono diversi spezzoni in un'unica traccia.
La produzione è molto accurata e bilanciata, anche se non mi va molto
giù il suono delle chitarre, per mio gusto personale.
Non conosco il disco precedente quindi non posso fare confronti.
"Legions of Flames" ha il solo difetto di non decollare mai veramente,
si sente la voglia di far divertire l'ascoltatore ma la cosa non
riesce completamente in alcuni pezzi, e buona parte dei riff sanno di
già sentito (cosa voluta, ma che dopo un po' può stancare). Ah, ovviamente
sconsigliato a chi non ha senso dell'umorismo!
(bist - Agosto 2002)
Voto: 7.5