ZAMUNDRA
Songs After Death
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 44 min
Genere: thrash/metal moderno
Ho ricevuto questo CD come omaggio a seguito di un mio ordine presso un
distributore underground. Gli Zamundra sono una band del novarese,
formatasi nel 1995 col nome di Cripta. Il nome Zamundra è stato
adottato nel 2000, dopo che Putre (basso) e Joe Mussi (chitarra), si
sono uniti ai fondatori Macina (batteria) e Bogdan (voce). Il gruppo ha
suonato parecchio dal vivo, producendosi più che altro in cover di
gruppi quali Pantera, Slayer, Sepultura, eccetera. Il repertorio era
però arricchito anche da canzoni originali.
Nel 2006 Joe Mussi (che tra l'altro è il padre di Macina e Putre)
ha lasciato il gruppo, e di conseguenza Putre è passato alla chitarra e
Bogdan ha imbracciato il basso. Da questo momento i Zamundra hanno
deciso di fare sul serio, ed ecco quindi che il CD "Songs After Death"
viene registrato.
Tra le notizie più recenti, c'è da segnalare l'arrivo di Manoval
all'altra chitarra, con il conseguente ritorno di una formazione a
quattro.
"Songs After Death" è decorato da una copertina che fa molto
underground, con un braccio che esce dalla terra di un cimitero. La
mano è impegnata a rivolgere un gestaccio agli ammiratori di questa
copertina. Il libretto, di due pagine, raccoglie i testi (tutti in
inglese, salvo uno in italiano). La grafica è curata da M, già noto
come mente dei The True Endless e cantante degli Opera IX.
Che musica propongono gli Zamundra? Beh, si tratta essenzialmente
di un thrash moderno e potenziato, che mescola con un giusto equilibrio
tradizione ed innovazione. Prima ho citato tre gruppi, in riferimento
alle cover proposte dal gruppo in passato. Ebbene, questi nomi che ho
trovato anche nella loro biografia, sono significativi. Infatti, la
musica degli Zamundra tradisce tutte queste influenze. Il loro sound
mescola i riffoni ed il groove dei Pantera, con l'aggressività
essenziale e ragionata degli ultimi Slayer (da "Diabolus In Musica" in
poi). Anche il modo di cantare di Bogdan ricorda più volte gli strilli
di Tom Araya. Inoltre, c'è una componente moderna che ci porta vicini,
se non proprio all'interno del thrashcore. Infatti gli Zamundra non
guardano solo al passato. Se ad esempio si desse un'occhiata alla foto
del gruppo, si vedrebbero i musicisti indossare magliette di Brujeria e
Slipknot.
Ecco, tutto l'insieme di questi elementi ci porta ad un
thrash/metal moderno, in cui ho volutamente staccato i termini "thrash"
e "metal". Di thrash rimangono i riff ed una certa impostazione
musicale; la musica però è abbastanza libera dai vincoli di questo
genere, ed ecco che una definizione più generica di "metal" può venirmi
incontro, se legata con l'aggettivo "moderno", che vale anche per la
parola "thrash".
Che giudizio dare a questo CD? Beh, "Songs After Death" è un
dischetto interessante, che si lascia ascoltare con piacere. Talvolta
le soluzioni musicali del gruppo tendono ad essere un po' ripetitive, e
non ho riscontrato un sound molto personale. Secondo me il gruppo è in
possesso di ottime basi, tra cui un vero affiatamento ed una buona
capacità di creare trame ritmiche trascinante e ben realizzate. Manca
ancora la capacità di scrivere un brano killer, anche se canzoni come
"Venom", "Incubus", "Only The End" e "The Well Of Abyss" (che però fa
molto Exhorder) sono a parer mio piuttosto accattivanti.
Dunque, una discreta partenza per il gruppo che però ha il dovere di
presentarsi al bis con una maggiore convinzione nei propri mezzi, e con
canzoni più agguerrite e particolari.
(Hellvis - Gennaio 2008)
Voto: 6.5
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