YAYETH CORPSE
Revere The Unholy

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 47 min
Genere: death/black metal


I musicisti che compongono questi Yayeth Corpse non sono certo dei bambini: il più giovane, il chitarrista Darknitter, ha già ventinove anni. Gli altri membri della band, Excruciate (voce e basso), Tourment (chitarra) e Impeltor (batteria), hanno età comprese fra i trenta ed i trentasei anni. Già questi dati anagrafici dovrebbero suggerire un certo equilibrio nel songwriting, figlio dell'esperienza ed esente da eccessivi entusiasmi adolescenziali.
Questa band francese è sulle scene dal 1999, e con "Revere The Unholy" prova ad affacciarsi alla scena internazionale. L'album è stato registrato nel luglio 2004 e mixato nel gennaio 2005 allo Studio MP, sotto la supervisione di M. Pelforth (autore dell'introduzione di questo CD).
Copertina e libretto sono molto professionali. Dietro l'inquietante fotografia di due teschi, si aprono ben dodici pagine contenenti i testi e le foto dei musicisti. I colori sono tutti molto scuri. Sul CD è stampata l'immagine di un mostro trionfante, sopra una pila di teschi.
"Revere The Unholy" è un concept album, ispirato alla figura fantastica di Yayeth, il dio dei cadaveri. Attraverso i testi ne seguiamo l'evocazione, il risveglio e la vittoria sui viventi di questo mondo. E' inoltre onnipresente un'accusa contro la chiesa cristiana.
Dopo una breve introduzione ("What Bred The Despitable"), costituita da suoni ed effetti sonori in perfetto stile horror, ecco partire "The Book". Il testo di questa canzone altro non è che il primo sonetto della nota raccolta poetica di H.P. Lovecraft "Fungi From Yuggoth". Sin dalle prime battute, si capisce che la musica di questi Yayeth Corpse è un riuscito ibrido tra death e black metal. Tipica del primo genere è l'impostazione vocale di Excruciate, il cui gutturale è profondo ma non potentissimo. Il suo timbro è ben amalgamato col suono possente della band (purtroppo non sostenuto da una produzione eccezionale), che non si risparmia né in energia brutale, né in potenza evocativa tipica del black. Molte soluzioni sonore, alcune successioni armoniche, portano indelebile il marchio dei Satyricon e dei Thorns. Nel suo insieme, "The Book" funziona piuttosto bene.
"Monastic Pain Experimentra" è un brano di un'oscurità strisciante. Il suono delle chitarre è cupo come non mai. Di black non c'è quasi nulla, anzi. Si tratta di una valida canzone brutal, dalla struttura semplice e ripetitiva. Come nel brano precedente, si segnala un assolo atonale di chitarra.
La fiamma nera torna a crepitare in "Malignant Symbol Of Unlife". Dall'introduzione all'apertura in blast-beat, la canzone sfodera tutta una serie di buoni riff. Gli strilli di Darknitter si uniscono al growling di Excruciate. L'esecuzione è molto intensa. Nonostante le varie accelerazioni, "Malignant Symbol Of Unlife" è assestata, per tutta la prima parte, su una ritmica in mid-tempo piuttosto insistente e decisa. In questo caso, la fusione tra death e black (preponderante) è particolarmente riuscita. La seconda parte è più energica, ed incorpora elementi thrash. Mano a mano che la traccia procede, la tensione sale alle stelle. A concludere il tutto, una coda melodica tanto inaspettata quanto azzeccata.
"Morbid Catacombs" è una traccia che alterna sezioni furiose ad altre fangose e malsane. Il suono compresso, ribassato degli Yayeth Corpse fa il suo effetto, grazie anche ai riff azzeccati e ad una melodia cattiva, anche un po' epica. Il testo tratta della discesa di tre individui in catacombe dimenticate dal tempo, allo scopo di risvegliare la divintà Yayeth. La musica segue la narrazione, in un susseguirsi eroico di malvagità.
"Awareness" è un breve intermezzo parlato, a mio avviso inutile. Il testo, un'invettiva contro la religione cristiana, è di una banalità raggelante.
Con "From Lamb To Snake" i francesi non fanno altro che rimescolare gli elementi che hanno reso così interessanti le tracce precedenti. Grande oscurità, riff brutali e un'ispirazione melodica che li vedrebbe bene sotto contratto con la Moonfog.
"Far Beyond The Horny Mount" è sicuramente superiore alla traccia precedente. Il riffing è deciso, e l'ibrido death/black è più riuscito. Come descrivere la musica? Immaginatevi cosa potrebbe succedere se Satyr si unisse ai Morbid Angel, o agli Immolation. Ci avete provato? Ecco, l'effetto sarebbe questo, grosso modo. Bella canzone.
L'elemento death torna a farsi preponderante nella possente "Unholy Army Of Death". Il quartetto ha grinta da vendere ed una potenza d'esecuzione invidiabile. L'esperienza dei musicisti è evidente nell'equilibrio del songwriting e dell'arrangiamento. Un solido brano di death metal.
"City Of Perennial Death" segue le coordinate stilistiche della canzone precedente, ma ponendo un accento sulla pesantezza grazie ad una ritmica lenta e tesa. Il suono è molto cupo, e comunica all'ascoltatore sensazioni di forte negatività. La struttura della composizione è relativamente semplice, ma ben equilibrata. Chiude il CD nel modo più opportuno.
"Revere The Unholy" è un disco valido. Il suo punto di forza sta nell'originalità di alcune soluzioni sonore, che lo distinguono tra la massa di uscite tutte uguali. C'è ancora qualcosa da rivedere, ad esempio i passaggi eccessivamente derivativi o qualche calo di tono. E anche la grammatica di titoli e testi. Globalmente, però, non c'è da lamentarsi. E' un album coerente e coeso, e non annoia.
Consiglio ai nostri lettori di supportare questo gruppo. Il prezzo del CD è di 15,00 euro, comprese le spese postali. Ah, la band è attualmente alla ricerca di un contratto. In caso foste interessati, a seguire ne trovate i contatti.
(Hellvis - Luglio 2005)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail: yayeth@aol.com
Sito internet:http://www.yayethcorpse.free.fr/