XENOBIA
Live

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2003
Durata: 40 min
Genere: progressive


Ho avuto modo di acquistare questo disco dopo aver visto gli Xenobia dal vivo all'Headway Festival, performance che il teonzo ha già avuto modo di descrivere nel report dedicato; le capacità del gruppo in quel contesto furono davvero ottime e sperai vivamente di ottenere un qualsivoglia supporto audio per potermi ascoltare in un momento successivo la loro musica.
Per fortuna il gruppo olandese aveva avuto la buona pensata di registrarsi un concerto precedente (nel 2003) al De Boerderij e di trasferirlo in un CD, con l'aggiunta di tre brani registrati in studio. Il prodotto finale si chiama semplicemente "Live" e mò son qua a descrivervelo.
La musica degli Xenobia è quasi interamente strumentale, il che porta a focalizzare l'attenzione del songwriting sulla capacità di esprimersi (ed in secondo luogo intrattenere) facendo leva solo sulle proprie capacità strumentali e sulle idee trasferibili sullo spartito. Il quartetto ha scelto di puntare su dinamica compositiva, tecnica strumentale e una discreta varietà di soluzioni melodiche, che assemblate ed arrangiate ottimamente, consentono di realizzare una proposta davvero interessante.
Lo stile può essere definito, a grandi linee, come un incrocio tra Rush, Ozric Tentacles e il progressive metal attuale tipico di Dream Theater e compagnia bella, privo però di inutili tecnicismi e focalizzato sulla riuscita complessiva del brano. Composizioni molto dinamiche, dalla struttura in continua evoluzione capace di inglobare armonie, sezioni dal buon tasso tecnico, riffoni belli pesanti ma anche parti dalle forti tinte atmosferiche, mentre l'ingresso di Tessa come violino elettrico nell'impianto già collaudato di chitarra, basso e batteria permette ulteriori evoluzioni dell'impianto melodico. In "Live" il violino è presente solo in una manciata degli 8 brani complessivi e si dimostra piuttosto acerbo ed elementare nell'integrazione, probabilmente proprio per la sua recente inclusione, ma la resa finale di "Desillusions" fa ben sperare per gli sviluppi futuri.
Diciamo che complessivamente il dischetto si rivela un riuscito assemblaggio dei punti cardine che ho citato prima, più opera del desiderio di divertirsi che per spirito emotivo o volontà di esprimersi, mentre i due brani con parte cantata ("Shadow Of The Sun" e "Desillusion") sono l'esatto contrario, permeati da introspettività, atmosfera e dalla profondità espressiva che li porta su un altro livello rispetto al resto dei brani. All'Headway mi erano parsi davvero ottimi, mentre quello che ascolto comodamente in casa, anche perché limitato da una registrazione povera e frettolosa, non riesce a mostrare degnamente il feeling e la resa del gruppo. In ogni caso si tratta di ottimo materiale, che giudico in parametri relativi dopo un concerto pressoché perfetto, mentre sarebbe opportuno evidenziare le grandi capacità complessive della band, rese imperfettamente in un album dal sicuro interesse.
(Melix - Maggio 2004)

Voto: 8


Contatti:
Sito internet: http://www.xenobia.tk/