WYTCHFYNDE
The Awakening

Etichetta: Demolition
Anno: 2001
Durata: 56 min
Genere: NWOBHM


Ricordo che quando ero a naja un commilitone siciliano non perdeva occasione di parlarmi dell'attivita' che con lo zio avrebbe cominciato una volta terminato il servizio militare: un locale tutto dedicato ai panini imbottiti. Il nome del locale, un noto personaggio dei fumetti. Quando gli feci notale la piccola questione dei diritti che avrebbe dovuto pagare, la risposta dell'astuto siciliano fu: "Ma mica lo scrivo uguale! Io ci cambio una lettera, cosi' non devo pagare niente a nessuno!"
Sulle orme del militare siciliano ecco Luther Beltz, un tempo cantante dei Witchfynde, che approfitta biecamente del rinnovato interesse per la Nwobhm ripresentandosi con una sua band solista chiamata... Wytchfynde! Con una Y al posto della I ;)
Montalo, Scoresby e Surgey (i veri Witchfynde) stanno preparando il ritorno sulle scene del leggendario gruppo da parecchio tempo, pero' a oggi non si e' ancora visto nulla. Cosi' il loro ex-singer ha messo insieme una sua band (tra cui un paio di membri degli Stormwatch) e ha buttato fuori un disco che sembra uscito da una macchina del tempo. Il sound e' quello tipico dei primi anni '80... un po' troppo forse. Mi spiego meglio: questo e' un album che non ha senso presentare oggi, perche' tutto quanto di questo disco sa di vecchio: il sound, la cover, le linee compositive, il cantato. L'intento di questo disco e' solo di saltare sul vagone del revival e vendere qualche copia prima che il pubblico si stufi di nuovo e l'attimo passi, cosi' come l'ondata originale della Nwobhm passo' in breve tempo lasciando in vita solo una manciata di band (Maiden, Def Leppard, e poche altre).
Siccome Montalo & c. ci stavano mettendo troppo a concretizzare una vera reunion, Luther Beltz li ha mandati a quel paese e ha messo su un gruppo farlocco per raccattare qualche soldo. E devo dire che per chi come me ama il sound originale dei Witchfynde qui c'e' veramente di che stare allegri ;) . 10 canzoni che riportano indietro ai quattro lavori della vera band, con tanto di testi horror-satanici-pulp nel perfetto stile Metal Hurlant, con il pacchiano Beltz a evocare demoni venuti a prendere la fanciulla indifesa, o il vampiro che ti segue fino a casa, o ancora le tentazioni dell'angelo caduto...
Insomma, quest'album e' bello oppure e' una ciofeca? Direi tutte e due le cose. Artisticamente il suo valore e' intorno al 5, forse addirittura meno vista la squallida operazione commerciale che sta dietro. Eppure soggettivamente questo disco mi prende un casino.. forse perche' se fosse uscito vent'anni fa avrebbe dato la paga ai dischi originali dei Witchfynde (che a essere sinceri NON sono invecchiati tanto bene...), visto che quasi tutti i pezzi sono di piacevole ascolto e addirittura ce ne sono due o tre notevoli. In particolare l'opener HELL HATH NO FURY, che e' heavy metal di pura forgia; ma anche BLESSED BE, dall'inizio lento e dal finale in piena galoppata metal; e la magnifica UNKNOWN SOLDIER, che mi ha fatto rimpiangere i tempi d'oro di Saxon e Judas...
Insomma, questo e' un album da prendere con le molle, ma se chi legge queste righe ama come me i vinili metal inglesi dei primi '80 allora un ascolto a questo disco conviene che glielo dia. Soprattutto trovera' canzoni che se le ascolti una volta ti rimangono in testa a lungo (cosa che oggi e' piuttosto rara nel metal) e soprattutto vagonate di riff suonati a ritmi scatenati, che e' proprio quello che io cerco dal metal.
(Mork - Gennaio 2002)

Voto: 7