WRECKAGE OF THE MODERN CITY
Singularity

Etichetta: Neotone Records
Anno: 2005
Durata: 45 min
Genere: alternative


Il titolo di quest'opera riflette perfettamente una caratteristica dei Wreckage Of The Modern City, una band originaria dell'Iowa che si propone con un interessante e singolare (appunto!) CD. Il gruppo è composto da quattro elementi - Mark Schultz (voce e chitarra), Lemon (voce e percussioni), Dustin Oliverson (batteria, programmazione e voce) e Thom Ancell (tastiere, programmazione, basso e voce) - e con "Singularity" raggiunge il traguardo del primo full-length ufficiale, pubblicato dopo un EP del 2001 intitolato "Identify.Destroy.Evolve.Adapt".
È difficile cercare di spiegare a parole una proposta così sfaccettata e caleidoscopica come quella dei Wreckage Of The Modern City, ma in generale la loro musica può essere accostata ad un misto tra A Perfect Circle, qualcosa dei Tool, un intelligente uso dell'elettronica, gli ultimi lavori di Peter Gabriel e un pizzico di industrial sullo stile dei Nine Inch Nails, il tutto senza mai eccedere in sonorità estreme e rimanendo sempre melodici e diretti.
Le canzoni, tutte molto varie, riprendono questo stile, mostrando di volta in volta le varie sfaccettature della band e ponendo accenti e colori sulle sensazioni più disparate. I quarantacinque minuti che compongono il disco scorrono senza intoppi con fluidità, catturando l'attenzione dell'ascoltatore che magari, come nel caso del sottoscritto, può non rimanere folgorato dalla proposta del gruppo, ma di certo resterà intrigato dalle sue trame musicali. Si parte con lo space rock di "Bold Era", scandito dal pulsare ipnotico di leggeri loop elettronici, poi ci si ritrova catapultati in "Greek Thing", a mio parere il capolavoro dell'album. Questo affascinante brano rilegge tutte le influenze della band in una chiave malinconica che ricorda alcuni episodi dei Porcupine Tree, poi però impazzisce e si lancia in un folle intermezzo dal sapore funky che farebbe invidia ai Red Hot Chili Peppers. Da sentire.
Con "Hurt" e "Inside" i ritmi si fanno più lenti ed avvolgenti, mostrando un nuovo lato della band: il primo è un brano leggero ed elegante in cui la voce, molto simile a quella dell'ultimo Peter Gabriel, affascina e ammalia, lasciando comunque molto spazio a scariche elettriche di adrenalina; il secondo invece è un pezzo in cui si fa sentire il pianoforte e un uso intelligente dell'elettronica a fare da tappeto. Un curioso miscuglio di A Perfect Circle e R.E.M.
Un altro paio di pezzi degni di nota, poi, sono sicuramente "Piece", un breve brano di poco più di due minuti in cui domina l'elettronica minimalista mischiata a momenti elettrici nervosi e schizzati, così come anche "Systematic Malfunction", ipnotica e ossessiva con le sue atmosfere spaziali e i suoi vocalizzi così particolari, vicini a certi stili orientali.
Insomma, il debutto dei Wreckage Of The Modern City non è certo uno di quei lavori che passa inosservato. Certo, nel CD c'è qualche brano che si lascia ascoltare senza lasciare il segno ("Mindtrap" e "Restless", per esempio) e personalmente credo che la band possa ancora dare di più, creando brani con una tensione e una profondità ancora maggiore. Ciononostante questi quattro ragazzi hanno tutte le carte in regola per creare della musica di qualità molto elevata. Ricordatevi il loro nome perché ne sentiremo parlare ancora.
(Danny Boodman - Marzo 2007)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Wreckage Of The Modern City: wreckage@neotonerecords.com
Sito Wreckage Of The Modern City: http://www.wreckageofthemoderncity.com/

Sito Neotone Records: http://www.neotonerecords.com/