WORSHIP
Dooom
Etichetta: Endzeit Elegies
Anno: 2007
Durata: 72 min
Genere: funeral doom metal
Ci sono generi musicali restinati a rimanere di culto. Il funeral doom
è uno di questi, e difficilmente riuscirà a cambiare la sua situazione.
Questo per via della sua natura intransigente e totalmente
anticommerciale, e per la connaturata tendenza a dilatare i ritmi (e di
conseguenza i minutaggi) allo spasimo.
Il funeral doom è stato, ed è, un genere di nicchia. Una musica per
anime depresse, che riescono a viverne ogni sfumatura e a farsi
coinvolgere dalle sue atmosfere opprimenti e soffocanti. Date le sue
caratteristiche, è un genere quasi antitetico al metal propriamente
detto. Per tutti questi motivi, è difficile che il funeral doom possa
lasciare, in futuro, l'underground.
Un genere di culto quindi, suonato da gruppi di culto. Alcuni più
di culto degli altri, come questi tedeschi, dal nome abbastanza
azzeccato di Worship. Questa band, per chi non lo sapesse, per anni non
ha fatto altro che pubblicare cassette o vinili. Niente CD. Tutto è
iniziato con la cassetta "Last Tape Before Doomsday", del 1999, poi
ripubblicata in svariati formati. Ad essa è seguito lo split con i
mitici grinders Agathocles (che strano connubio!) intitolato "Kicked
and Whipped/Keep On Selling Cocaine to Angels". La leggenda vuole che
ne esistano circa 80 copie, visto che tutte le altre sono state
distrutte da un incendio. Gli Agathocles hanno poi ripubblicato le loro
traccie in un EP del 2004 con i Mucus, mentre la traccia dei Worship è
entrata a far parte delle bonus-tracks delle riedizioni di "Last Tape
Before Doomsday". C'è poi un'altra leggenda legata a questo split che
vi racconterò più avanti...
E' poi stata la volta di uno split 7" con gli Stabat Mater nel
2002, al quale ha fatto seguito un'uscita dello stesso formato, sempre
uno split ma questa volta con i Mournful Congregation.
Tre anni di silenzio, poi i Worship sono tornati con un nuovo
split: i partner questa volta sono gli americani Loss. In questo
vinile, compare la canzone "Devived" che sarà ripubblicata anni più
tardi nel primo CD originale della band, ovvero l'oggetto di questa
recensione. Questo a dimostrazione di come il concept che sta dietro
alla musica (ed ai testi) dei Worship non sia mutato negli anni (si
pensi che la parola "Moonkult", presente nel CD uscito quest'anno, è
apparsa per la prima volta proprio in una canzone del demo d'esordio
dei Worship!).
"Dooom", del quale scriverò in questa recensione, è apparso sul
mercato nel 2007. Ad esso è seguito l'ennesimo split, questa volta con
gli austriaci Wither.
Ho scritto di leggende, ma la storia dei Worship è costituita
anche da eventi, uno dei quali è avvolto dalle fosche tinte della
tragedia. Si tratta dell'accadimento che ha fatto sospendere per alcuni
anni l'attività del gruppo, poi ripresa nel 2004. Bisogna sapere che il
gruppo era composto originariamente da Daniel Pharos, detto The
Doommonger, Martin Tapparo, detto Satachrist e da Max Marnier, detto
Fucked Up Mad Max. Proprio quest'ultimo, cantante e batterista, già nei
francesi Kult e Beer Vomit, si è suicidato nel 2001, buttandosi da un
ponte mentre era in vacanza in Canada. Una tragedia che ha colpito gli
altri membri del gruppo, che per un po' di anni non hanno più potuto
continuare a portare avanti i Worship. La perdita dell'amico si è
riflessa in tante loro scelte, e solo dopo un lungo periodo di
riflessione si è deciso che la sua memoria sarebbe stata onorata meglio
continuando a suonare e a far vivere i Worship. E qui ritorno alla
leggenda che ho citato poco prima, riguardo allo split con gli
Agathocles. A fianco alla versione dell'incendio, si dice anche che i
genitori del defunto cantante abbiano distrutto le copie rimanenti del
vinile, in quanto hanno accusato la musica di aver condotto il figlio
al suicidio. Non so se questo sia vero, e comunque rientra nella sfera
del privato. Personalmente, non ho mai creduto al fatto che la musica
possa condurre una persona ad un'azione estrema: è probabile invece che
certe persone, con particolari situazioni psicologiche, siano più
attratti da un genere di musica rispetto ad un'altra. E' difficile che
il funeral doom parli al cuore di persone gioviali ed esuberanti, no?
Comunque, penso di essermi dilungato pure troppo sulle note
biografiche della band. Devo darmi una mossa, altrimenti questa
recensione rischia di diventare lunghissima, una recensione in pure
stile funeral doom, eheh!
"Dooom" è il titolo del primo CD vero e proprio dei Worship. Doom
con tre "o", come ad allungarne le suggestioni, a dilatarne il
riverbero... oppure, come se fosse il lungo boato di un'esplosione, che
distrugge vita e colori di un pianeta. L'artwork e la confezione del CD
sono spettacolari, veramente bellissimi. Cito l'autore dell'opera:
Gustavo "Artgod" Sazes (http://www.Abstrata.net/).
Ho messo anche il link al suo sito perchè ha svolto un lavoro davvero
notevole! La confezione, in digipack, si apre a croce, ed ogni
"braccio" è arricchito da illustrazioni di grande pregio, ognuna delle
quali può essere legata ad una canzone del CD. Troviamo una città
ridotta in macerie, delle campane, l'interno di una cattedrale nella
quale volano dei corvi, il ritaglio di un giornale con scritto a nove
colonne "Goodbye Man", quello che sembra un vampiro urlante che
legge il giornale, una persona addormentata in un cimitero, il volto di
un uomo che guarda verso l'alto ed infine un uomo crocifisso. La
copertina, visionaria, ci mostra la medesima città nella distanza, col
mare davanti, sulle cui onde sta camminando un uomo. Foglie di quercia
stanno cadendo in primo piano. I colori sono tutti sul marroncino.
Il libretto, di sedici facciate, contiene tutti i testi, le foto
dei musicisti, le note relative alla registrazione: il tutto realizzato
con la consueta professionalità.
Leggendo i testi, scopriamo una storia. La storia di un uomo che
si risveglia in un mondo ormai morto, una Terra desolata più simile
alla Luna che al pianeta ricco di vita che era in precedenza. Vagando
per le strade di una città in rovina, scopre di non essere l'unico
superstite, ma viene avvicinato da un gruppo di persone incappucciate,
che si dichiarano seguaci del "Kulto della Luna" (il già citato
"Moonkult"). Alle loro proposte, il protagonista fugge, spaventato da
un sensazione di paura irrazionale, come se qualcosa di sinistro si
nascondesse dietro quelle figure. Inizia allora una caccia all'uomo,
perchè il gran capo di questi incappucciati ha compreso che il
protagonista del concept dovrà essere l'agnello sacrificale per placare
l'ira di Dio. Secondo lui, infatti, nonostante la crocefissione di Gesù
Cristo, il mondo è caduto sempre più in basso per colpa dell'uomo,
tanto che Dio ha deciso di distruggere tutta la vita. La vita potrà
tornare solo quando un altro uomo potrà essere sacrificato, lavando col
suo sangue i mali dell'uomo. Come se il tutto fosse scritto da un
destino crudele, il protagonista comprende l'inevitabilità della sua
situazione. Quasi lasciandosi prendere, viene presto crocifisso. Dopo
la sua morte, qualcosa sembra cambiare nel mondo morto...
Una storia tragica, ma affascinante ed evocativa. Credo che il
funeral doom sia proprio il genere adatto a scandire i quadri attraveso
i quali si sviluppa la vicenda, divisi nella tracklist in "Book One" e
"Book Two". Quattro canzoni per "libro".
Arriviamo quindi al succo della recensione, cioè alla musica.
Finalmente, eh? La musica è legatissima ai canoni tradizionali del
genere, sanciti da mostri sacri dell'underground quali Thergothon e
Disembowelment (e portata avanti da nomi quali Skepticism, Shape Of
Despair, eccetera). Ogni traccia è una piccola sinfonia di depressione
e desolazione, resa affascinante però da arrangiamenti sopraffini e da
un'innegabile efficacia atmosferica. Testo e musica si abbracciano in
un amplesso teatrale, nel quale ogni frase è sottolineata da un
passaggio musicale che ne enfatizza lo stato d'animo. Prese una per
una, le canzoni qui presenti sono pienamente godibili, poichè la loro
lunghezza non è esagerata. Sì, i tempi non sono corti, ma non ci sono
nemmeno traccie di venti minuti! Inoltre, la qualità di registrazione è
ottima: buono il lavoro svolto negli studi Nachtalb in Germania, ed
Electric Chambers, in Francia.
Commentare traccia per traccia sarebbe controproducente, ed
infatti per i dischi di funeral doom non lo faccio quasi mai. Questo
perchè, nonostante la mole di tali lavori, le canzoni non possono
essere intese come brani costruiti per "prendere" al primo ascolto.
Questi CD hanno durate epiche e, come ho scritto più volte e non mi
stancherò mai di ribadire, vanno "vissuti" per essere apprezzati a
fondo.
Mi è piaciuto molto il carattere di tante traccie, ed i loro riff ben
definiti e di buona fattura. L'arrangiamento è sempre ricco ed
espressivo, capace di molte soluzioni, comprese trovate teatrali tipo
rintocchi di campane o lunghi passaggi narrati. Il cantato in genere è
in growling, anche se non mancano passaggi puliti (ad esempio, in
"Graveyard Horizon"). Lo stile ha una sua personalità ben definita, in
grado di lasciare un'impressione duratura al termine dell'ascolto.
Per gli appassionati del doom tradizionale, poi, c'è una sorprendente
versione di "Mirror Of Sorrow" dei Solitude Aeternus (apparsa
originariamente nell'esordio su Roadrunner del 1990 "Into The Depths Of
Sorrow"). Ovviamente, l'interpretazione vocale è totalmente diversa,
così come lo spirito stesso che muove la traccia, perfettamente
inserita nel concept, parte integrante della storia.
"Dooom" è stato registrato tra il 2000 ed il 2007. Visto che al
microfono appare quasi sempre Fucked Up Mad Max, deduco che gran parte
del lavoro sia antecedente al 2001. Il volto del cantante non compare
nella foto al centro del libretto, e questo rende il tutto più
struggente. Il gruppo, a quanto leggo su internet, ha pubblicato una
foto del ponte dal quale si è buttato il cantante sulla versione in
cassetta di "Dooom", mentre nella versione in vinile compaiono invece
delle foto chiare di Mad Max.
Credo però che sia inutile continuare a citare il povero vocalist.
La musica dei Worship è comunque un tributo alla sua memoria, che verrà
perpetuata ogni volta che una vecchia canzone verrà suonata. La band
guarda comunque avanti. Ora The Doommonger è passato alla voce, mentre
alla batteria ed al basso è arrivato Kuolema. Inoltre, i Worship hanno
assunto dei musicisti per suonare dal vivo: si tratta di Torsten
(basso) e Stiff Old (chitarra).
Guardiamo avanti quindi, nell'attesa che i Worship ci regalino
sempre dischi di questo livello, ma anche di migliori! E non è un male
"concedersi" in versione CD, anzi. La loro musica non sarà mai
commerciale, e non si svenderà mai. Renderla disponibile a più persone,
è un regalo che sarebbe gradito a molti amanti del funeral doom.
Forza ragazzi, avanti così!
(Hellvis - Febbraio 2008)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito Worship: http://www.myspace.com/worshipdoom
Sito Endzeit Elegies: http://www.endzeitelegies.com/