WOLFSWINTER
Gestrandet In Nastrand + Der Tag Vergeht

Etichetta: Christhunt Productions
Anno: 2005
Durata: 64 min
Genere: black metal


Il CD in questione raccoglie due lavori del gruppo, ovvero le cinque canzoni del MCD "Gestrandet In Nastrand", risalente al 2000, e le otto del demo "Der Tag Vergeht", originariamente pubblicato nel 1998 in tiratura limitata a 250 copie. In totale fa tredici, mentre il CD comprende quattordici canzoni, ma sinceramente non so cosa sia stato aggiunto, dal momento che il libretto non dice nulla a riguardo (neanche il titolo della quattordicesima).
Stando a quanto riportato sul sito della Christhunt Productions, il CD dovrebbe essere limitato a 1000 copie.
Le canzoni del mini richiamano apertamente i Gorgoroth degli esordi, soprattutto per lo screaming acidissimo del cantante. Stiamo parlando di un black metal freddo e crudo come da copione.
Si inizia con "Geborgenheit". Le chitarre non tradiscono alcuni rallentamenti cupi, al limite del doom, seguiti prontamente da ripartenze veloci. Il continuo alternarsi di ritmiche serrate e altre assai lente genera un'atmosfera claustrofobica e soffocante. La canzone è penalizzata da alcuni errori in fase esecutiva, con chitarre e batteria non a tempo, e da un paio di giri con una sezione ritmica elementare, quasi assente. Nonostante questo, "Geborgenheit" è forse il miglior brano del lotto, visto che anche le successive riservano alcune banalità di troppo. La doppia cassa va un po' dove le pare, anche se la registrazione tende a mascherare questo inconveniente. Effettivamente le doti tecniche sembrano scarseggiare in casa Wolfswinter, così come le idee in fase di composizione. I riff non si possono certo considerare geniali, ed è questa la causa principale per cui le canzoni non riescono a comunicare molto. Non dimostano un minimo di personalità ed appaiono sovente statiche e monotone. In secondo luogo, ci sono molti passaggi superflui che vanno ad appesantire la proposta del gruppo. Al di là della buona prestazione vocale, carica di odio e frustrazione, il resto denota ampi margini di miglioramento. In particolare sembra che la band stessa non abbia la giusta attitudine. Mancano quella carica, quella malvagità, quel sentimento di avversione che pervade in genere le uscite di questo tipo.
Per quanto riguarda la registrazione di "Gestrandet In Nastrand", si può dire che i suoni sono ben bilanciati e riescono a mettere in risalto il basso. Pur trattandosi di una produzione grezza e adatta al genere, le chitarre potevano essere molto più taglienti.
Seguono quindi le canzoni del demo "Der Tag Vergeht" e, inaspettatamente, il gruppo in parte si riscatta. Dopo l'intro "War To The Holy Whore", esplode la furiosa "Tempel Der Uralten Mythen". Lo stile non differisce di molto rispetto a quanto già sentito in precedenza, tuttavia il gruppo sembra più convincente. La voce è meno acuta e straziante, ma comunque si adatta bene al contesto. In alcuni frangenti si sovrappone un growl rabbioso. Il basso è sempre in evidenza, ed anzi è presente come solista in alcuni stacchi.
Nell'introdurre "Wolfszeit", il gruppo gioca la carta dell'atmosfera, sovrapponendo un cantato basso e pulito ad un arpeggio. La stessa soluzione viene ripresa più avanti, con l'aggiunta della distorsione. Il risultato complessivo non è comunque degno di nota, i Dimmu Borgir degli esordi lo facevano molto meglio. I Wolfswinter si esprimono su livelli discreti quando scelgono la via del black ortodosso. Quando provano a sperimentare qualcosa con la voce, invece, i risultati sono abbastanza deludenti.
Che dire, i Wolfswinter mi sono parsi un gruppo abbastanza anonimo, che per ora non sembra avere i requisiti necessari per farsi conoscere. Purtroppo tanti riff sono scadenti e insulsi e un'ora abbondante di questa roba è decisamente pallosa. Le canzoni del demo sono lì a lottare per una sufficienza risicata, quelle più recenti non denotano alcun miglioramento. Anzi, il gruppo sembra aver fatto un mezzo passo indietro. Inutile aggiungere che questo CD troverà pochi consensi anche tra i seguaci del black. Spiacente, ma il pollice è verso.
(BRN - Febbraio 2005)

Voto: 5


Contatti:
Mail Christhunt Productions: info@christhuntproductions.com
Sito Christhunt Productions: http://www.christhuntproductions.com/