WITCHUNTERS
...And It's Storming Outside

Etichetta: Underground Symphony
Anno: 1994
Durata: 48 min
Genere: heavy metal


Sulla storia dei Witchunters penso di aver detto tutto nelle precedenti recensioni dei demotape rilasciati dai modenesi negli anni precedenti, quindi vengo subito al dunque.
"...And It's Storming Outside" è il primo disco del gruppo e fu anche la prima uscita vera e propria (se si esclude la valida omonima compilation di gruppi italiani) dell'etichetta Underground Symphony che, con quest'album, dichiarò fin da subito il proprio intento: produrre gruppi heavy metal. Come ho già scritto nella recensione dell'"Advanced Tape 93" (vedi Archivio - Recensioni Demo), i responsabili dell'etichetta piemontese contattarono il gruppo per sondarne volontà e disponibilità in vista di una partecipazione alla compilation, e furono colpiti da tutto il master tanto che decisero di proporre al gruppo un contratto per un album intero.
Come consuetudine della Underground Sympnony, la grafica del CD è molto curata, con un bel disegno di Francesco Gaballo in copertina (tempesta di neve, lame, capelli lunghi... e scritta metallica) e una caricatura del gruppo nel retro del booklet e del CD (ma non sarebbe stato meglio riportare anche i titoli delle canzoni?!?!). L'album uscì anche in una particolarissima versione sempre in CD ma con una copertina formato vinile, che faceva risaltare ancor di più la grafica (e magari oggi ha un valore ben maggiore dal punto di vista collezionistico...).
Il compito di aprire l'album spetta a "The Secret", già inclusa nell'"Advanced Tape" citato in precedenza. La versione è pressoché identica, anche se le parti vocali, se non ricordo male, furono ricantate. Ho già parlato di quel brano e confermo quanto detto; pezzo veloce e diretto senza troppi fronzoli, dotato di discreto tiro ma... a mio avviso la chitarra è un po' bassa nel mixaggio finale. Forse, considerato anche che nel gruppo c'è una chitarra sola, con un volume leggermente superiore il brano avrebbe avuto più "botta". L'album scorre poi piacevolmente offrendoci un metal classico di chiara, a mio avviso, ispirazione inglese, anche se non mancano riferimenti a band d'oltreoceano o tedesche.
Uno dei pezzi forti dell'album è sicuramente "In Borrowed Time", anch'essa già presente nell'"Advanced Tape"... L'alternanza tra strofa arpeggiata (con chitarra distorta) e ritornello in crescendo è risolta con gran gusto e capacità.
Altro bel brano è sicuramente "In The Line Of Fire", aperto da un roccioso riff iniziale e sostenuto da un incedere piuttosto trascinante. Molto particolare il lavoro del bravo chitarrista Renzo Dirozzi sul ritornello e negli arrangiamenti in generale. Certamente la produzione, sicuramente buona e "pulita" nel complesso, priva i Witchunters dell'impatto che invece canzoni così dovrebbero avere. Forse è solo un problema di miraggio, perché il suono della batteria è buono ed il basso doppia bene la cassa.
A mio parere, il miglior pezzo del disco è "A New Hope", brano dalla ritmica trascinante e dal cantato convincente. In effetti nei quasi sette minuti di durata la canzone non accusa cedimenti e risulta molto curata anche nelle rifiniture (vedi la doppia voce, usata peraltro con parsimonia). Molto bello il rallentamento finale, con un cantato evocativo e sentito - bella la voce sulle note basse! - e un testo pieno di speranza. Renzo Dirozzi si conferma un chitarrista veramente valido ed abile nel costruire gli assoli. Altro bel brano infine risulta essere la conclusiva "Waiting For The Stars", ballad giocata su una chitarra "leggerissima" che si indurisce solo al momento del ritornello.
La chiusura vera e propria dell'album spetta a una riuscita cover di "Strange Kind Of Woman", suonata con piglio e rispetto.
"...And It's Storming Outside" non è certamente un album che ha cambiato le sorti del metal italiano, però è un album sincero e sentito che anche oggi risulta gradevole all'ascolto. Gli manca un po' di spinta, soprattutto nei suoni. L'insieme a volte risulta frenato quando invece dovrebbe essere dirompente. Ma il gruppo c'è(ra)...
L'album ottenne critiche discrete e fu pubblicizzato negli immancabili concerto del dopo-album. Parallelamente il gruppo continuò a comporre nuovo materiale per dare prontamente un seguito a questo disco che, è bene ricordarlo, conteneva materiale registrato più di un anno prima.
Peccato che ad oggi questa è l'ultima testimonianza discografica dei cacciatori di streghe.
Il master del secondo album infatti non fu mai pubblicato e... ve ne parlerò la prossima volta, magari scambiando qualche parola anche con qualcuno del gruppo.
(Linho - Gennaio 2006)

Voto: 7


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