WITCHFYNDE
Stagefright
Etichetta: Rondelet
Anno: 1980
Durata: 38 min
Genere: NWOBHM
Questo e' il secondo lavoro dei Witchfynde, che personalmente preferisco
di poco al loro debut album. La formazione cambia per la prima volta
introducendo Pete Surgey al basso, al posto di Andro Coulton, ma
ci saranno altri cambiamenti d'organico anche negli album a venire,
al ritmo di uno per disco.
Sin dalle prime note si torna al sound vecchio stile NWOBHM, con la
canzone che da' il titolo all'album: piuttosto lenta nel suo incedere,
"Stagefright" non e' certo un'opener di quelle che fanno storia, e infatti
scorre via senza lasciarmi particolare voglia di riascoltarla. E' un
dark sound che non aggiunge nulla di particolare a quanto gia' sentito,
un altro di quei pezzi che e' meglio lasciare in pace sepolti nel passato.
"Doing The Right Thing" e' un hard rock che riporta alla mente i Demon,
una canzone che mi piace abbastanza come anche la successiva "Would Not Be
Seen Dead In Heaven", un pezzo che sembra quasi scritto da Phil Lynott tanto
e' nello stile dei Thin Lizzy. Chiude la side A un pezzo metal senza infamia
ne' lode, "Wake Up Screaming", con la chitarra di Montalo in evidenza.
La seconda facciata parte con "Big Deal", un pezzo rock easy-listening che
col metal c'entra poco o nulla ma almeno e' simpatico e si lascia ascoltare.
"Moon Magic" e' il pezzo che preferisco dell'album: una classica song da
45 giri, molto ruffiana lo ammetto, ma in qualche modo e' anche l'unica
canzone che se dovessi fare una compilatio del gruppo tirerei fuori da
questo disco, in quanto gli altri pezzi, pur essendo gradevoli, non sono certo
dei motivi che ti rimangono in testa se non dopo svariati ascolti. Le
successive tre canzoni, "In The Stars" (irritante), "Trick Or Treat"
(insignificante), e "Madeleine" (sembra uscita da un baule degli anni '50
pieno di canfora), mi fanno solo venire voglia di alzare la puntina
e interrompere l'ascolto del disco.
Un prodotto di qualita' altalenante, obbligatorio per i tuttologi che
vogliono avere ogni singola uscita della NWOBHM e anche per chi come
me ama il sound vecchio (pur con riserve: se un pezzo fa pena, quando
sa pure di vecchio fa pena il triplo), da evitare come la peste per
chiunque altro perche' gli verrebbe solo voglia di spaccare il disco.
(Mork - Ottobre 2002)
Voto: 6.5