WINTERFELL
The Veil Of Summer
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 54 min
Genere: heavy metal
Gli statunitensi Winterfell, composti da Greg Weitknecht (basso), Robb
Graves (voce), Andy Craven (chitarra), Eddie Van Silva (batteria) e
Jason Nadeau (chitarra), arrivano con questo "The Veil Of Summer" al
sospirato traguardo del primo full-length autoprodotto, dopo il demo
del 2002 intitolato "Winter Is Coming".
La band si presenta molto bene, grazie ad un artwork curato e completo,
per quanto realizzato in maniera amatoriale dallo stesso Robb Graves,
che rappresenta un cavaliere solitario, stanco e chino sul proprio
destriero che, avvolto dalla calda luce del tramonto estivo, sta
tornando a casa dopo una battaglia. Il paesaggio attorno alla figura è
pacifico, bucolico, con un mulino a vento sullo sfondo, che aumenta
ancor di più il senso di familiarità e tranquillità che traspaiono dal
disegno. All'interno del libretto, invece, lo stesso disegno appare
immutato ma in bianco e nero e trasposto nel tempo: il paesaggio questa
volta è innevato, con la luce della luna riflessa sul ghiaccio a
illuminare la via del cavaliere. Insomma proprio un bel lavoro,
semplice ma efficace.
Allo stesso modo mi ha fatto piacere leggere che la band si
ispira, per la sua musica, all'opera di George R. R. Martin, forse il
più abile autore moderno di fantasy, che ha ammaliato gli amanti del
genere con la sua splendida saga, "A Song Of Fire And Ice". Nei suoi
libri, infatti, Martin riesce a dare di nuovo vita a un genere
inflazionato, creando una saga che, sebbene non priva di elementi
fantastici, brilla per il suo realismo e per la totale assenza di
quegli elementi fiabeschi e stucchevoli che hanno condannato il fantasy
come genere per adolescenti. Facendo le dovute trasposizioni in campo
musicale, possiamo dire che anche i Winterfell cercano di seguire le
impronte del loro maestro ispiratore, dando vita ad un album che evita
ogni tipo di pacchianeria orchestrale/sinfonico/fintoepico così diffuso
in tutto quel metal che sembra la colonna sonora di "Fantaghirò". Al
contrario la band si impegna a creare comunque delle atmosfere
evocative, affidandosi solo all'uso degli strumenti classici del metal
(chitarre, basso e batteria) e ad un maggiore utilizzo delle chitarre
acustiche.
Sfortunatamente, però, i nostri non riescono a toccare gli stessi
livelli eccelsi che George R.R. Martin raggiunge nella scrittura: le
composizioni, infatti, improntate su un metal di stampo classicissimo
con qualche venatura progressive, non riescono sempre a decollare
(nonostante la preparazione tecnica più che buona di tutti i musicisti
e, in particolare, della coppia di chitarristi) forse a causa di un
songwriting non eccelso che tende ad appiattire diverse parti.
"Threnody", il brano di apertura dell'album, mi aveva fatto ben
sperare, grazie alla sua struttura che mescolava sapientemente la
potenza del metal tradizionale, una certa articolazione nel riffing che
poteva richiamare un certo prog metal e, soprattutto, delle ottime
partiture acustiche a dare un tocco di epicità a tutto il lavoro. Mi è
dispiaciuto, dunque, constatare come i Winterfell non abbiano saputo
sfruttare al meglio questa loro peculiarità, limitandosi ad usare le
chitarre acustiche in brevissimi passaggi, solitamente come
introduzione ai brani, come in "Legacy" e "Once Again". Il risultato
finale, di conseguenza, non è all'altezza delle aspettative, dato che
si riduce ad un onesto lavoro di metal classico leggermente più
intricato della media ma, tutto sommato, nei limiti della norma.
Ciononostante vale la pena di nominare i brani più riusciti del lotto,
ovvero, oltre all'opener, la bella "Autumn Knight", che brilla per il
suo intermezzo lento e melodico; "Asatru", epica ed aggressiva al punto
giusto; e "The Beggar King", un pezzo articolato e potente che si
ispira proprio alla saga di Martin.
Che dire, dunque? A me questi ragazzi stanno simpatici: hanno gusto,
sono tutti padroni del proprio strumento e dunque hanno le capacità e
le potenzialità per fare molto meglio. Per ora non me la sento di
andare oltre la sufficienza abbondante, dato che ci sono ancora diversi
aspetti da smussare, ma sono certo che la band continuerà a crescere,
magari valorizzando al meglio la loro caratteristica peculiare, le
chitarre acustiche, in modo da creare atmosfere più evocative.
Teniamoli d'occhio.
(Danny Boodman - Novembre 2005)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail: contact@winterfell.org
Sito internet: http://www.winterfell.org/