WILL 'O' WISP
Unseen

Etichetta: Beyond... Prod.
Anno: 2002
Durata: 39 min
Genere: death sperimentale


Dopo vari casini, 5 anni di attesa ed un cambio di cantante, tornano i genovesi Will 'O' Wisp con il loro secondo album "Unseen" e riprendono il discorso da dove finiva il precedente "Enchiridion". Lo stile musicale è sempre quello: una musica molto personale, con radici nel death metal, ma che si spinge oltre, creando un qualcosa di molto atmosferico ed evocativo. Le differenze principali secondo me tra questo album ed il precedente stanno nel fatto che ora si sente meno l'influenza della musica araba, e che in questo "Unseen" c'è una cantante ospite (Micaela Gotelli), che alterna la sua voce leggiadra col vocione cupo del nuovo entrato Ermanno.
In generale secondo me questo album risulta più pensato rispetto ad "Enchiridion", nel senso che tutto è stato curato nei minimi particolari, tutto risulta perfezionato: le parti atmosferiche riescono a farmi viaggiare mentalmente ancora più distante, la tecnica di questi ragazzi è migliorata ancora (basta sentire il lavoro del batterista Giancarlo per prendere paura, certo non tiene velocità pazzesche ma dà lezioni sul tocco e sull'uso dei controtempi), i suoni delle tastiere risultano ancora più ricercati e vari... insomma, ogni singola parte è "più" rispetto ad "Enchiridion". Il rovescio della medaglia è che il risultato finale perde in spontaneità, a me sembra che sia fatto un po' meno col cuore e un po' più con la testa, e questo come sempre può essere un difetto o un pregio, dipende dai gusti dell'ascoltatore.
Le canzoni restano sempre su tempi medi, quindi leggendo "death sperimentale" non andate a pensare ad una musica pestata e violenta. Il death si sente principalmente nello stile dei riff, ma oltre a questi ci sono parti arpeggiate, assoli lenti ed evocativi, parti in cui sono le tastiere a tenere il ruolo principale. Insomma, nessuno dei componenti del gruppo prende mai il sopravvento, si alternano sempre tutti a seconda di cosa richieda quello specifico momento della canzone.
I testi sono sempre delle invocazioni a divinità varie, stavolta mi hanno colto nella mia ignoranza in materia e non so se siano divinità egizie, sumere, assire o altro, la zona geografica di sicuro è quella. Non sono nemmeno un grande conoscitore di Lovecraft, ma credo che ascoltare questo album leggendo le sue opere dia delle sensazioni molto forti.
La confezione è molto bella e curata, ed anche stavolta la copertina è azzeccatissima. La produzione (ad opera di Tommy dei Sadist presso i suoi Nadir Studios) è perfetta, i suoni sono puliti e potenti, il risultato finale è di alta qualità, come tutte le ultime cose uscite dai Nadir Studios. La cosa migliore in assoluto dell'album però credo siano gli arrangiamenti, curatissimi e riuscitissimi.
Quest'album non mi fa ancora gridare al capolavoro, ma poco ci manca. Quindi consiglio a tutti gli interessati a questo genere di musica (metal estremo, atmosferico, sperimentale, ricercato e quant'altro) di comprare quest'album. Se contattate direttamente il gruppo credo che possiate risparmiare un po' di soldi.
(teonzo - Luglio 2002)

Voto: 8.5


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