WILL 'O' WISP
Enchiridion

Etichetta: Pick Up Records
Anno: 1997
Durata: 34 min
Genere: death sperimentale


"Enchiridion" è il primo album dei genovesi Will 'O' Wisp, e ci troviamo di fronte all'ennesimo gruppo italiano che suona un metal molto personale senza ottenere il meritato riscontro dalle riviste e dal pubblico. L'ho definito come death sperimentale, non è forse l'etichetta più corretta, ma non mi veniva di meglio visto che i WOW hanno uno stile unico. Quindi li ho buttati nel calderone del death sperimentale...
Descrivere la musica di "Enchiridion" è piuttosto difficile, in quanto io non saprei a chi paragonarli, l'unico nome che mi è venuto in mente sono gli svedesi Crypt Of Kerberos, ma solo per le atmosfere evocate, quindi questo paragone serve a poco, anche perché quel gruppo non è certo tra i più conosciuti. E senza termini di paragone diventa un bel casino per noi recensori sfigati, hahahaha!
Allora, dicevo death sperimentale... death perché il punto di partenza dei Will 'O' Wisp è il death, sperimentale perché si allontanano per bene dai canoni del death aggiungendoci molto altro ed arricchendo il proprio stile. Le canzoni non viaggiano mai a velocità tirate, anzi, siamo sempre su tempi medi. Come base delle canzoni quasi sempre abbiamo dei riff di ispirazione death metal, a cui vanno aggiunti degli assoli ragionati ed atmosferici, che non hanno nulla di violento. La caratteristica che distingue maggiormente lo stile di questo gruppo è la presenza delle tastiere e l'uso che ne viene fatto: la tastierista Loredana non si mette mai a fare degli svolazzi assurdi suonando scale su scale, ma si mette a disposizione del gruppo, usando il suo strumento per dare alla musica le atmosfere volute.
Sono proprio le atmosfere mistiche ed oniriche a rendere unici i Will 'O' Wisp. Ascoltando questo album si ha la sensazione di essere rapiti e trovarsi in un sogno strano, un sogno in cui la musica ti accompagna ad un incontro con qualcosa di soprannaturale. E credo sia proprio lo scopo del gruppo, vista l'influenza della musica araba nella musica, e visto che tutti i testi sono delle invocazioni agli dei dell'antico Egitto.
Il cantato non è molto presente su questo album, e si divide tra un growl ed un vocione sussurrato, proprio per esaltare ancora di più i testi. Le capacità tecniche di questi 5 ragazzi sono molto alte, anche se non si perdono in esercizi di tecnica, ma cercano sempre di restare al servizio delle canzoni.
La produzione è buona, nulla di miracoloso ma non ci sono nemmeno grandi pecche, l'unico appunto che posso fare è che il risultato finale manca un po' di potenza. La confezione è molto bella ed adatta ai temi dell'album. In particolare è stata ottima la scelta di un quadro di Ernst per la copertina.
In conclusione questo è un album molto buono, l'unico motivo per cui non gli do un voto più alto è perché la mia impressione finale è che manchi ancora un briciolo di maturità al gruppo. Ora purtroppo è fuori stampa, quindi è molto difficile procurarselo, però consiglio a tutti gli amanti della musica estrema, personale e ricercata di segnarsi questo titolo. Se mai vi capita di fronte allora compratelo, vale la pena.
(teonzo - Luglio 2002)

Voto: 8


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