WIDOW
On Fire

Etichetta: Cruz Del Sur Music
Anno: 2005
Durata: 44 min
Genere: heavy metal


Dunque, diamo un'occhiata a questo promo che mi è stato inviato dall'italiana Cruz Del Sur Music, un'etichetta che si sta distinguendo per il buon livello delle band del suo catalogo. Il nome della band è Widow, il titolo "On Fire" e in copertina troviamo una foto dei musicisti, in pose classicissime, circondati da una vera esplosione di fiamme. Cosa mai suoneranno questi cinque ragazzi statunitensi? Ma puro e classico heavy metal anni '80, ovviamente! E ben venga, ogni tanto, un sano disco vecchio stampo, soprattutto se ben fatto e pieno di entusiasmo come questo "On Fire".
La band nasce nel 2000 dall'unione dei due chitarristi, Cristof e John E., ai quali poi si aggiungono Lili (voce solista), Joshua (basso) e Marc Anthony (batteria). Dopo la consueta gavetta, i Widow si accasano presso la Tribunal Records che, nel 2004, pubblica il loro debutto, "Midnight Strikes".
La proposta del gruppo statunitense, sebbene classica sotto ogni aspetto, presenta comunque alcune caratteristiche peculiari, che potrebbero renderla appetibile a diversi ascoltatori. A livello vocale, infatti, la band riesce ad essere molto varia, grazie alla voce femminile di Lili, potente e mai sdolcinata, che si incastra con le seconde voci di Cristof, abile nell'alternare sia parti in screaming (molto simile allo stile di Alexi Laiho dei Children Of Bodom), sia parti in voce pulita. Il risultato è una musica che potrebbe accontentare non solo gli estimatori della N.W.O.B.H.M., ma anche chi apprezza il death metal melodico dei vecchi In Flames e Dark Tranquillity.
La coesione dei musicisti, così come la loro preparazione tecnica, è molto buona per tutta la durata dell'album: la sezione ritmica è sempre precisa, con il drumming di Marc Anthony che dà una marcia in più alle composizione con il suo stile alla Nicko McBrain; le chitarre dialogano ottimamente, riuscendo a creare trame intrecciate senza mai sovrapporsi l'un l'altra; e le due voci risultano adatte alle tematiche horror dei testi.
I pezzi risultano piuttosto omogenei tra di loro, senza presentare eccessivi cambi di stile: si tratta di brani fortemente influenzati dagli Iron Maiden più classici, con qualche accelerazione in più nelle parti urlate.
Ottima, in particolare, l'iniziale "An American Werewolf In Raleigh", dove la band, giocando sul titolo del quasi omonimo film del 1981, sostituisce a Londra il loro paese d'origine. Molto buone anche "The Preacher's Daughter", brano più melodico e quasi catchy, la classicissima "Sinderella", "Not Alone", con la sua introduzione arpeggiata, e l'ultima "I'll Bury You Alive", potente e grintosa, con un ottimo intreccio finale tra le due chitarre.
Certo, non stiamo parlando di un capolavoro, come buona parte delle produzioni di questo tipo. Forse se questo lavoro fosse uscito vent'anni fa, avrebbe potuto lasciare il segno, grazie all'alternanza tra voce femminile e screaming, invece adesso l'ascoltatore metal è ormai abituato alle fusioni tra sonorità classiche e voci aggressive. Tuttavia mi sento di dare un giudizio positivo a questi Widow: forse non hanno creato un lavoro che passerà alla storia, ma si tratta di un album onesto, suonato da ragazzi cresciuti con le grandi band del passato (soprattutto Iron Maiden, Judas Priest, Warlord, King Diamond e Malmsteen), che cercano di emulare le loro band ispiratrici. Ben vengano, dunque, band di questo tipo, capaci di ricordarci cosa voglia dire suonare con passione.
(Danny Boodman - Ottobre 2005)

Voto: 7


Contatti:
Mail Widow: widow@burning-village.com
Sito Widow: http://www.burning-village.com/

Sito Cruz Del Sur Music: http://www.cruzdelsurmusic.com/