WETWORK
Synod
Etichetta: Krankenhaus Records
Anno: 2005
Durata: 38 min
Genere: death oscuro
Terzo album per i canadesi Wetwork, dopo "New Start Human" e "Temple Of
Red". "Synod" si presenta con un artwork a mio avviso fantastico,
sicuramente il migliore che mi sia capitato di ammirare negli ultimi
mesi.
Il gruppo è fautore di un death metal oscuro, malsano, tenebroso.
Le canzoni non sono mai veloci: le ritmiche del batterista Chris
Mezzabozza sono infatti sofferte, cadenzate, striscianti, incentrate
soprattutto sulla doppia cassa. C'è qualche passaggio tecnico ed
incalzante, come ad esempio su "Heavens Advocate". Ma ciò che
caratterizza il loro stile è soprattutto il cantato: ad occuparsene è
una ragazza, l'eclettica Kristen Parker, dotata di una timbrica a dir
poco maligna, che potrebbe essere adattissima anche in un contesto
black. Il suo screaming è malatissimo e non ha nulla da invidiare alla
maggior parte dei colleghi maschi. E' proprio questo elemento che tinge
di nero la musica dei Wetwork e permette al disco di fare un salto di
qualità notevole. Le voci pulite, invece, sono stranianti, quasi
aliene, tanto risultano fredde e distaccate. Anch'esse, dunque,
contribuiscono ad accrescere quel senso di inquietudine che traspare da
ogni singola nota di "Synod".
Le canzoni sono criptiche, pesanti e cerebrali, complici dei riff
talvolta complessi ma per nulla diretti, che puntano piuttosto a
destabilizzare l'ascoltatore. A tratti si rifanno al vecchio
death/thrash, altre volte risultano più moderni, ma sempre e comunque
tendono ad evitare la melodia. Una delle tante fonti di ispirazione
potrebbero essere i Carcass. Sono presenti anche alcuni richiami ai
Meshuggah, ben amalgamati con il resto. Numerosi sono i tempi dispari,
che contribuiscono a rendere "Synod" ancor più complicato e meno
immediato. L'incedere si fa talvolta ossessivo, specie quando i Wetwork
insistono ostinatamente sugli stessi schemi.
Il chitarrista Bryan Mallon, fondatore del gruppo, dimostra buone
doti tecniche soprattutto negli assoli, per la verità non frequenti.
Il gruppo si destreggia bene anche in altri territori: "Nature Of
Repention", ad esempio, contiene alcuni passaggi prog/death degni di
nota, personali ed azzeccati, che sicuramente aiutano il gruppo a
ricrearsi un proprio stile. Anche le conclusive "Pontius Pilate" e "The
Servants Of Twilights" sono canzoni molto ben studiate. Altro elemento
che balza all'orecchio è l'importante ruolo rivestito dal basso del non
più giovanissimo Chay McMullen, un musicista esperto e dotato di
notevole personalità. Questo strumento non è rilegato in secondo piano,
bensì assume un ruolo centrale in più di un'occasione.
I Wetwork sono dunque un gruppo atipico, ma che non deve essere
sottovalutato. La voce di Kristen è sicuramente la marcia in più per il
gruppo, ma in generale ognuno fa la sua parte. L'idea è che abbiano un
potenziale non ancora sfruttato appieno, ma comunque siamo su livelli
buoni.
Non ho capito esattamente per quale motivo, ma "Synod" è un album
difficile da assimilare. L'ho ascoltato un sacco di volte e ancora non
mi rimane in testa. Forse per la batteria che non si sbilancia
praticamente mai al di là del tupa tupa, forse per i suoni grezzi e
abrasivi delle chitarre, fatto sta che a volte l'ascolto mi risulta
snervante. E chissà che il gruppo non punti proprio a questo. Ad ogni
modo, si tratta di un lavoro che merita senza dubbio una valutazione
largamente positiva per più di un motivo. Consigliato a chi è alla
ricerca di un disco subdolo, sadico, in grado di far male anche senza
pestare il piede sull'acceleratore.
(BRN - Gennaio 2006)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Wetwork: bryanmallon@hotmail.com
Sito Wetwork: http://www.wetwork.ca/
Sito Krankenhaus Records: http://www.krankenhaus.ca/