WAYD
Ghostwalk

Etichetta: HROM Records
Anno: 2007
Durata: 44 min
Genere: death metal/progressive


Dalla Slovacchia, Wayd. Drahos, Milan, Brano, Richard (rispettivamente basso/voce, chitarra/voce, batteria e seconda chitarra) mi hanno divertito e parecchio. C'e' un aria Voivod nell'apertura con "Dead Ravens Blues", c'e' death metal armonico in "Burning Visions", un po' di retrņ in "Underneath The Nails". E potrei continuare. Ogni brano ha una sua dimensione pur rimanendo inequivocabilmente il frutto del lavoro del quartetto dell'Europa dell'est. C'e' ricerca nelle disarmonie, nei coretti punk, nei riff death, nelle ritmiche eclettiche. Senza dubbio influenzate dal folklore locale, con un occhio attento a coloro che in passato hanno offerto tributo al metallo estremo ma con un approccio diverso (thinking outside of the box for a change). Alcune aperture e cori ricordano Amorphis ma sono in ogni caso leggiadre pur sempre ritmicamente sveglie. Gli esperimenti in "Rivers Of The Night" dove il sassofono fa capolino (e non crederete alle vostre orecchie) sono eccellenti, l'innocente "Ghostwalk" dove i nostri si dilettano a rompere i timpani con ritmiche piu' serrate...
"Desires Eternal" ferma il treno e si immette in un tunnel piu' oscuro ed espressivo, acida e tattica al contempo.
"In Hell We Dwell" e' composizione pregevole, variegata, ben eseguita nei cambi di tempo drastici e repentini. Ci sono anche un paio di video per buona misura (che Satana benedica i computer), insomma questo ve lo dovete comprare ed ascoltare. Niente miracoli ma un piccolo prodigio di umilta', conoscenza dello strumento, stesure ampie senza confini, un tocco di futuro, una speranza che il genere non affondi di nuovo nella mediocrita' degli anni novanta. Senza dubbio una sorpresa colta dal cestino di novita' che sembrano non finire mai. La conclusiva "2nd Sunrise" la dice lunga sulle intenzioni del gruppo slovacco, un mix di 70s dance con ritmiche afrodisiache, cantato brutale, chitarrino Alabama, basso funk ... se ora uscissero Starsky & Hutch dallo schermo non mi sorprenderebbe.
Uniche pecche una presentazione molto superficiale, una copertina inguardabile ed un suono che potrebbe essere cento volte meglio, ma talvolta si puo' lasciar perdere tanto e' bello cio' che esce dallo stereo. Un saluto al genio e grazie per aver pensato a Shapeless.
(Max Cottica - Novembre 2007)

Voto: 8


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