WAYD
Decadance

Etichetta: Metal Age Productions
Anno: 2003
Durata: 50 min
Genere: techno-death


Dopo un anno dalla registrazione, ecco che la Metal Age ha stampato "Decadance", il terzo album degli slovacchi Wayd, un nome che non dovrebbe suonarvi nuovo visto che l'anno scorso avevo recensito i primi due album e li avevo anche intervistati. Il secondo album "Barriers" mi era piaciuto un casino, quindi da questo album mi aspettavo molte cose. Devo dire che sono stato in parte deluso, perché reputo questo lavoro inferiore al precedente.
Lo stile è rimasto simile a quello dei lavori precedenti, un techno-death con forti richiami al jazz ed alla fusion, con il gruppo che se ne sbatte altamente della forma canzone. La differenza principale sta nelle ritmiche incazzate: nei lavori precedenti c'erano un sacco di ritmiche belle intricate, con dei riff massicci e cattivi; qui invece le ritmiche sono meno ispirate e più lineari. Una cosa mi aveva fatto storcere il naso appena arrivato il CD: i suoni delle ritmiche stavolta sono moderni, quasi di impostazione crossover, ed anche lo stile dei riff risente un po' di questa influenza... sembra proprio che si siano messi ad ascoltare nu-metal! Così al primo ascolto ero rimasto proprio deluso, ed ho tolto il CD dopo 3 canzoni.
Per fortuna invece quel tipo di ritmiche sono presenti maggiormente all'inizio dell'album, mentre nella seconda parte esce fuori l'anima fusion del gruppo, sia grazie al sax del session Mario "Gapa" Gerba, sia grazie alle aperture strumentali che rendono più eteree le ultime canzoni. Da questo punto di vista gli Wayd si sono spinti oltre: le parti fusion sono più frequenti e sono amalgamate per bene col resto della loro musica. Ci sono anche un po' di esperimenti strani, come ad esempio dei giri jazz accompagnati da una chitarra spagnoleggiante, oppure una parte sempre con un giro jazz di base accoppiato ad un assolo di stile classic metal ed una voce growl. Anche stavolta alla voce si alternano i due chitarristi Milan e Drahos, uno con un growl cavernoso, l'altro con un growl urlato.
La produzione è buona, ma non eccezionale. I suoni sono molto naturali, quasi live, e questo va a favore del gruppo. Quello che non mi piace è la resa sonora delle chitarre distorte: sono poco definite e poco potenti, tanto che alla fine risultano in secondo piano rispetto alle parti con suoni puliti... La confezione è discreta, il disegno in copertina è passabile (meno male, le due copertine precedenti eran proprio brutte!), anche se quella specie di cordone ombelicale rosso fuoco stona col resto. Il libretto è fatto molto bene, stavolta i testi si leggono senza problemi, ed addirittura compare Shapeless Zine nei ringraziamenti, hahahahah!
Che altro dire? L'album alla fine è figo, anche se mi ci sono voluti un po' di ascolti per farmi passare la delusione per le ritmiche di stampo moderno. Comunque gli Wayd hanno dimostrato ancora una volta di avere talento, specie nelle parti più vicine alla fusion. Peccato per il passo indietro compiuto nelle ritmiche, alcune sono proprio banalotte e senza mordente, fosse stato per me la title-track non l'avrei inclusa nell'album. Peccato anche per la produzione, se il produttore avesse fatto più attenzione al lato death del gruppo questo album ne avrebbe guadagnato un bel po', e starebbe senza problemi alla pari di "Barriers". Insomma, da un lato c'è il passo indietro fatto dal gruppo, dall'altro lato "Decadance" resta un album molto buono. A voi la scelta, sul sito della Metal Age trovate un sample di "Velvet Deserts" (l'ottava traccia), che secondo me rappresenta per bene i due volti di questo album.
(teonzo - Settembre 2003)

Voto: 8


Contatti:
Mail Wayd: wayd@pobox.sk
Sito Wayd: http://www.wayd.host.sk/
Sito Metal Age Productions: http://www.metalage.sk/




La prima volta che ho ascoltato un brano dei Wayd è stato qualche tempo fa, recensendo il CD "Metal Age Compilation Vol. 2". La traccia presente in quella selezione era "Mindstorm", tratta dal secondo album degli slovacchi: "Barriers". Ricordo che quello stile schizzato con tanto di assolo di sax mi aveva incuriosito. Tant'è che avevo valutato il brano dei Wayd come uno dei migliori della compilation.
"Decadance" è il primo CD del quartetto che ho avuto la fortuna di ascoltare interamente. Non posso dire pertanto se esso sia più o meno bello rispetto agli album precedenti. Secondo il mio gusto personale "Decadance" è un gran bel lavoro, molto coinvolgente e ricco di spunti interessanti.
Non condivido l'opinione di teonzo riguardo alle ritmiche e ai riff simil-crossover. Non credo di aver rilevato elementi tali da giustificare tale accostamento. E' vero però che le ritmiche sono abbastanza lineari pertanto chi ama le strutture intricate potrebbe rimanerne deluso. Chi invece apprezza il techno-death ma diventa insofferente quando eccedono le divagazioni tecniche, penso che possa trovare in quest'album del buon pane per i propri denti.
"Decadance" è un lavoro maturo. E' potente e ricco di sfaccettature. Le tracce iniziali sono piuttosto dirette mentre quelle finali sono meno potenti e più introspettive. I brani centrali, dal terzo "Dawning" sino al decimo "Dead Gallery", sono invece quelli più tecnici. Le parti jazzate sono sempre presenti. Ho rilevato anche qualche passaggio ispirato alla musica ispanica o mediterranea.
In conclusione, "Decadance" è un acquisto consigliato. Ripeto, non so se sia migliore o peggiore dei lavori che l'hanno preceduto. Posso soltanto affermare che si tratta di un disco di gran valore.
(Hellvis - Maggio 2004)

Voto: 8