WATCHTOWER
Control And Resistence

Etichetta: Noise
Anno: 1989
Durata: 43 min
Genere: techno-metal


"Control And Resistence" è il secondo album dei texani WatchTower, uscito a 3 anni di distanza dal precedente capolavoro "Energetic Disassembly". La creazione di questo album è stata piuttosto travagliata: prima era uscito il chitarrista Billy White, sostituito da Ron Jarzombek (che aveva suonato negli Slayer di San Antonio); poi il gruppo aveva registrato un demo di queste canzoni per cercare un contratto, ma senza esito; dopo vari problemi se ne andò il cantante Jason McMaster, ed il gruppo provò vari sostituti senza trovarne uno adatto. Dopo un po' di tempo i WatchTower firmarono un contratto con la tedesca Noise, e chiamarono in fretta e furia Alan Tecchio degli Hades per le registrazioni dell'album (era stato il primo a cui avevano chiesto di sostituire McMaster, ma all'epoca era impegnato col gruppo principale). Una volta entrati in studio Ron Jarzombek cominciò ad avere seri problemi ai tendini della mano sinistra, tant'è che dovette interrompere le registrazioni. Grazie all'aiuto di un medico riuscì a portarle a termine indossando degli anelli speciali che lenivano il dolore. Insomma, la sfiga era stata compagna del gruppo in quel periodo.
Questo album è piuttosto complesso da descrivere e da apprezzare, e soprattutto è un lavoro molto controverso. C'è chi lo odia letteralmente, chi lo trova una fredda dimostrazione di tecnica, ed anche chi lo adora. Tutto questo, oltre a dipendere dai gusti, dipende anche dal modo in cui ci si avvicina a questo album e dalla costanza che si mette nel cercare di apprezzarlo. Personalmente c'ho messo anni e varie decine di ascolti per digerirlo. All'inizio ci prendevo sonno, poi ho cominciato a riuscire ad ascoltarlo, e dopo varie fatiche sono riuscito a digerirlo completamente. Fino ad un anno fa non lo reputavo un grande album, ma poi ho cambiato idea ed ho cominciato a dargli il peso che merita.
Lo stile di "Control And Resistence" è definibile come techno-metal, e si tratta della prima opera di questo genere, dell'album che ha posto le basi per questo tipo di metal. Dal punto di vista storico quindi tanto di cappello ai WatchTower, con due album hanno creato due generi. Le 8 canzoni sono tutte altamente complesse: basso, batteria e chitarra suonano praticamente delle partiture staccate tra di loro, ognuno dei 3 strumentisti sembra andare per conto proprio, dando un aspetto quasi caotico e staccato alla musica. Rick Colaluca è una macchina dietro la batteria, le sue parti sono ultraincasinate, e nonostante questo mantiene un tocco invidiabile. Doug Keyser al basso non è da meno, ed in pratica sostiene quasi il ruolo di chitarrista comprimario vista l'interpretazione delle sue linee. Ron Jarzombek crea un sacco di riff intricati e di assoli altamente tecnici. Lo scoglio per apprezzare il lavoro strumentale è dato dalla complessità di queste 3 parti sormontate: sembra che ognuno di loro vada per conto proprio fregandosene degli altri. Tutto questo però durante i primi ascolti. Se invece uno perdura allora riesce ad entrare nelle trame intricate della musica dei WatchTower ed a districarle. Ma può non bastare districarle una volta, visto che spesso quando si ha la sensazione di aver capito come interpretare una parte poi si sbatte di nuovo contro un altro muro. Serve una grande perseveranza per apprezzare la musica di questo album, ma alla fine si viene premiati (almeno a me e a molti altri è successo così), e si arriva a trovare anche un livello emotivo sotto tutto questo, quando all'inizio tutto sembrava solo una pura e fredda dimostrazione di tecnica strumentale.
Ma la cosa che fa fuggire un sacco di persone di solito è la voce di Tecchio, che in molti odiano dopo soli 2 minuti. E' una voce forzata sui toni alti, molti la ritengono fastidiosa proprio per come è forzata... personalmente la sopporto, visto che non sono un maniaco delle voci perfettine. Va comunque dato atto a Tecchio che le linee vocali erano state create per la voce di McMaster, ben diversa dalla sua. Tecchio ha cercato di adattarsi e di interpretare i testi. Se si ascolta l'album leggendo i testi, si cerca di dare una chance a Tecchio e a fare caso alla sua interpretazione, allora si possono scovare dei motivi per apprezzare il suo cantato.
La produzione è discreta, i suoni sono puliti e si seguono perfettamente tutti gli strumenti, però il tutto sarebbe potuto essere un po' più pesante, alla fine i suoni sono leggerini. La confezione del CD è sufficiente e niente più: la copertina non è nulla di che, e non ci sono i testi (almeno nella mia versione).
In conclusione questo album è veramente ostico, c'è poco da fare su questo. Praticamente tutti quando lo ascoltano per la prima volta restano freddini. Secondo me vale la pena fare la fatica di cercare di addentrarsi dentro a questa opera: lasciarla in disparte è facile, digerirla è difficile, ma può dare soddisfazione. Consiglio a tutti di dare un ascolto a questo album, fosse solo per cultura visto che ha la sua importanza storica. Poi per digerirlo conviene riascoltarlo di tanto in tanto, prima o poi scatterà la molla che ve lo farà apprezzare. Personalmente continuo a preferire "Energetic Disassembly", e preferisco pure le versioni demo col cantato di Mc Master (presenti sulla compilation "Demonstrations In Chaos"), però anche questo album è di alto valore, tant'è che in seguito verrà idolatrato da molti gruppi: se tra gli ascoltatori questo album non ha riscosso un grande successo, va detto che tra i musicisti ha lasciato il solco, tanto per fare un nome gli Spiral Architect.
(teonzo - Febbraio 2004)

Voto: 9


Contatti:
Sito internet: http://www.marathoncd.com/watchtower/




Questa è la seconda uscita discografica del gruppo statunitense del Texas, che già al primo brano mostra tutti i suoi lati positivi e negativi. Di positivo vi è sicuramente una eccellente tecnica strumentale, il lato negativo personalmente risiede nella voce del cantante che in certi frangenti è troppo acuta e stridula e alla lunga risulta noiosa. I testi si basano su avvenimenti della cronaca mondiale, come il disastro di Chernobyl, riflessioni sulla guerra e la vita sociale, e li troverete nel libretto del CD. Dare un giudizio su questo gruppo è alquanto difficile, il tipo di sound proposto è molto progressivo e tecnico pertanto potrà piacere immensamente o essere odiato, nel disco avrei certamente preferito una buona dose di tastiere che avrebbe migliorato e diversificato le composizioni, rendendole forse più coinvolgenti e meno fredde. Per chi ama il genere questo album è assolutamente indispensabile, per gli altri consiglierei un ascolto anche se non è da trascurare il suo acquisto, dopotutto bisogna conoscere le band che rappresentano in maniera efficare un genere musicale, ed in questo caso i WatchTower sono dei maestri. La mia opinione personale sull'album non è totalmente positiva, lo trovo alla lunga stancante e ad un certo punto mi annoiano eccessivamente le perfomance strumentali del gruppo, sembra che dall'inizio alla fine stiano suonando sempre lo stesso brano. 
(metalchurch - Febbraio 2002)

Voto: 6



Questo è davvero un'album controverso. E' suonato con gli stra-contro-coglioni da una band iper preparata dal punto di vista tecnico, ma allo stesso tempo le canzoni sono quasi impossibili da ricordare! Non sembrano nemmeno canzoni! Immaginate di andare ad un clinic di batteria, uno di basso e uno di chitarra e che i musicisti vi facciano vedere tutto cio' che sanno fare! Bravi, bravissimi, ma quando tornate a casa che cosa vi è rimasto? Esatto, un cazzo!!!! Su quest'album ci sono alcuni dei passaggi piu' intricati che abbia mai ascoltato, ma la canzone non deve essere al servizio della tecnica, semmai il contrario!! Ascoltatelo 100, 1000, 10000 volte e poi vi ricorderete delle canzoni su quest'album! Non posseggo il precedente album del gruppo (teonzo, ma come cazzo fai a trovare pure le cose piu' impossibili? Io sono mille anni che lo cerco e tu ce l'hai!! - nd EvilEnry) (servono 5 cose: CULO, tempo, CULO, soldi, CULO - nd teonzo), ma mi fido di quanti mi dicono che è sicuramente piu' "musicale" di questo! Se amate le seghe mentali con gli strumenti, compratelo, se preferite l'impatto sonoro, andate a comprare qualcos'altro, che magari è anche piu' facile da trovare!
(EvilEnry - Febbraio 2002)

Voto: 7



Un delirio strumentale tecnicamente stordente, geometrie intricate fino all'estremo, il techno thrash del primo album superato (ma non in qualità) verso un qualcosa di totalmente elitario. E' un ottimo disco, ma in effetti gli manca qualcosa, forse una certa dose di potenza da una parte, forse una certa accessibilità dall'altra, più probabilmente manca l'intenzione di scrivere canzoni vere e proprie. Un capolavoro mancato, ma di poco.
(Orion - Febbraio 2002)

Voto: 8