WASTEFALL
Self Exile
Etichetta: Sensory Records / Intromental Promotion
Anno: 2006
Durata: 51 min
Genere: progressive metal
La sempre attenta Sensory Records ci regala un nuovo interessante
prodotto nell'ambito del progressive metal d'alta scuola, pubblicando
il terzo full-length dei greci Wastefall. La band, nata nel 2003, si
era già distinta con l'uscita del debut "Fallen Stars & Rising
Scars", seguito nel 2004 da "Soulrain 21", che vedeva l'ingresso in
formazione del violinista Matthew Dakoutros. Sfortunatamente il
sodalizio con il violinista non è riuscito a durare e, di conseguenza,
il gruppo ellenico ritorna con il nuovo "Self Exile" alla formazione a
cinque, ovvero Domenik Papaemmanouil (voce e chitarra), Alex
Katsiyannis (chitarra), Christos Kyrkilis (tastiere), Nick Valetzis
(basso) e Kostis Papaleksopoulos (batteria).
Terminato di presentare il gruppo, passiamo a dare un'occhiata da
vicino alle canzoni di "Self Exile": iniziamo subito dicendo che la
band si cimenta in un progressive metal fortemente influenzato dai Pain
Of Salvation, una band che sta davvero lasciando un'impronta non
indifferente nel panorama contemporaneo. Dopo una pregevole
introduzione affidata alla voce di Domenik, che si cimenta in una serie
di affascinanti vocalizzi dalle sonorità arabe, si passa alla vera
opener del disco: "Willow Man". Il brano è una bella mazzata metallica,
in cui le trame complesse di stampo progressive si fondono con
l'assalto sonoro di band come i Nevermore. Il quintetto di Seattle, in
effetti, è un'altra grossa fonte di ispirazione nella musica dei
Wastefall, soprattutto per quanto riguarda il riffing tagliente. Con
"The Muzzle Affection", invece, i ritmi si fanno meno serrati, pur
mantenendo una buona dose di aggressività: il brano è decisamente ben
fatto e presenta un ottimo duetto del cantante, la cui impostazione
ricorda da vicino lo stile di Daniel Gildenlow, con una voce femminile
(non saprei dirvi il nome, dato che non viene citata nella versione
promozionale).
Un innegabile pregio del quintetto ellenico, comunque, è la capacità di
differenziare gran parte dei brani, aggiungendo di volta in volta nuovi
elementi a dare sfumature diverse al sound. Un esempio perfetto è
"Dance Of Descent", una canzone che si sviluppa su una struttura
acustica, quasi spagnoleggiante, accompagnata da un buon lavoro di
pianoforte; oppure la malinconica "Sleepwalk", giocata su una ipnitica
batteria elettronica su cui si innestano nuovamente contaminazioni
arabe, ricami di pianoforte e la già citata voce femminile.
Naturalmente grande spazio viene concesso alla potenza metallica, che
si distingue negli episodi più tirati come la violenta "Another Empty
Haven" o la 'nevermoriana' "E.Y.E.", fino ad arrivare "Utopia
Fragmented", un altro assalto sonoro in cui la voce di Domenik si
avvicina a tonalità rauche e graffianti. Infine vale la pena di
nominare la bella "4 Minutes To Abandon", una delicata ballad acustica
che sfoggia il lato più intimista e delicato della band.
Bel lavoro davvero, quindi! L'unico appunto che mi sento di fare
ai Wastefall sta proprio nella sudditanza nei confronti dei Pain Of
Salvation, che rischia di frenare la personalità del gruppo, tanto più
che questi ragazzi, ormai, sono arrivati al terzo album. Bisogna dire,
comunque, che la band è ancora giovane e quindi avrà modo di crearsi
una strada originale, basta che abbia il coraggio di fare il salto di
qualità. Fino ad allora, comunque, potete gustarvi questo
piacevolissimo "Self Exile"
(Danny Boodman - Giugno 2006)
Voto: 8
Contatti:
Mail Wastefall: info@wastefall.com
Sito Wastefall: http://www.wastefall.com/
Sito Sensory Records: http://www.lasercd.com/
Sito Intromental: http://www.intromental.com/