W.A.S.P.
Dying For The World

Etichetta: Sanctuary
Anno: 2002
Durata: 50 min
Genere: heavy metal


Blackie Lawless ne ha sempre per tutti. Ogni volta che ha dentro qualcosa che lo agita, lo fa incazzare, lo sconvolge, lo fa indignare, scarica tutto quanto nei solchi o nelle tracce di un nuovo album. Ogni canzone e' uno schiaffo (quando va bene) o un pugno nello stomaco (come accade spesso in quest'album).
Le consuete due pagine d'introduzione al booklet vanno dritte al sodo, senza mezzi termini, senza ipocrisie o falsi buonismi. L'11 settembre ne e' la causa stavolta, e Blackie spiega chiaramente quale e' la sua posizione a riguardo, e si puo' essere d'accordo o meno (io lo sono in gran parte) ma sicuramente quello che abbiamo tra le mani e' ne' piu' ne' meno un puro album dei WASP. Sin dall'esordio con l'album omonimo e con il singolo ANIMAL, abbiamo capito che questo e' un artista uterino, animalesco e sincero e spesso brutale nei suoi giudizi e attacchi al vetriolo. Difficilmente assisteremo a un cambio di rotta in futuro, quindi conviene metterci il cuore in pace sin d'ora e accettare il fatto che questo artista o lo si rispetta o lo si odia. Niente mezze misure.
L'album e' ancora una volta orfano del ramingo Chris Holmes, sostituito da Darrell Roberts. Ancora una volta abbiamo il fedelissimo Frankie Banali seduto dietro le pelli, mentre al basso c'e' Mike Duda (come gia' nel precedente "Unholy Terror"). E poi c'e' Blackie. Un Blackie che come sempre, piu' che cantare, pare quasi che urli la sua rabbia e la sua disperazione, sue inseparabili compagne di viaggio.
Le sonorita' sono sempre quelle... Come con i Motorhead, anche con i WASP l'ascoltatore sa esattamente cosa aspettarsi a livello di sound. Niente innovazioni compositive qui, as usual, ma la musica e' vero e puro heavy metal, potente e sincerto. I testi sono crudeli nella loro schiettezza, sia nei momenti di dolore sia in quelli di furia omicida. Quindi si puo' dire che nel caso di questa band ascoltare la musica fregandosene dei contenuti non ha molto senso. Tanto varrebbe comprare un solo loro album allora, visto che la musica sempre quella e'. I WASP vanno presi per l'insieme inseparabile di musiche e parole, e' l'unico modo per sentire a fondo l'impatto di canzoni come la straziante 'Hallowed Ground', le violente 'Hell for Eternity' e 'Stone Cold Killers', la malinconica 'Trail of Tears' (composta sotto la pesante influenza dei Beatles di 'Tomorrow Never Knows': alcune strofe, come anche la base di batteria, sono prese da quella canzone). Tra le altre canzoni segnalo anche l'opener 'Shadow Men' e la spietata 'Revengeance' ("Oh your God's got you dying to be - Oh your martyr's in the sand - I'll hunt you down like the dogs that you be - Your Armageddon's in my hands").
Un album che sta facendo discutere, da un artista che vi chiedera' sempre di prendere posizione.
(Mork - Luglio 2002)

Voto: 7.5