WARRIOR
Fighting For The Earth
Etichetta: 10 Records (CD Metal Blade 1991)
Anno: 1985
Durata: 38 min
Genere: heavy-power (US) metal
Chi segue da tempo il vastissimo mondo del heavy metal e magari non si
è fermato ai soliti grandi nomi probabilmente prova un sussulto quando
sente nominare la parola WARRIOR. In effetti la sfortunata band
americana sarà ricordata per sempre per aver dato alle stampe alla metà
degli anni '80 un bellissimo disco d'esordio intitolato "Fighting For
The Earth"; stiamo parlando infatti di uno dei dischi più significativi
in campo US Metal usciti in quegli anni. Gli Warrior suonavano heavy
metal in modo molto particolare, preferendo puntare sull'atmosfera
delle canzoni piuttosto che sulla velocità o potenza a tutti i costi
(sebbene quest'ultima non facesse loro assolutamente difetto...). Un
heavy metal cadenzato, ritmato, epico ma allo stesso tempo quasi
"tecnologico", con riff taglienti e dal sapore quasi cromato. Nove
canzoni - considerando anche il breve interludio "PTM 1" - improntate
su un metal americano, influenzato dai Judas Priest, per dirne una, ma
comunque dotato sicuramente di una propria personalità. Un suono a
tratti vicino a gruppi come Queensryche, Metal Church e Vicious Rumors
e a tratti assolutamente personale
Gli Warrior riuscivano ad essere allo stesso tempo potenti e dinamici,
semplici ma comunque ricercati. Pregio dei grandi. Il disco è
musicalmente piuttosto vario, con le chitarre di Joe Floyd e del -
credo - giapponese Tommy Asakawa sugli scudi grazie a una serie di
ottimi riff e felici trovate; non da meno la prova dell'ottimo
Perramore McCarty, cantante potente e abilissimo negli acuti...
La partenza è di quelle con il botto, infatti per i cinque minuti
e mezzo della title-track possiamo tranquillamente usare l'appellativo
di "classico"... il riff, puntellato da potentissimi colpi di batteria,
è di quelli che segnano un'epoca, idem l'introduzione con la frase
effettata e sfumata ("face, to face, to face, to face... eye, to eye"):
il testo, l'enfasi, l'esecuzione cattiva ma comunque pulita e
l'incedere quasi marziale rappresentano uno dei vertici assoluti del
metal statunitense di sempre.
Anche il secondo pezzo in scaletta, "Only The Strong Survive",
aperto da una cavalcata di basso e batteria, si muove sulle stesso
coordinate e il chorus è di quelli che ti si stampa in testa e non se
ne va più via per tutta la vita.
Il disco scorre che è una meraviglia e regala comunque altri
momenti di grande heavy metal da antologia. Uno di questi è "Defenders
Of Creation", pacata all'inizio ma debordante nel proseguo;
l'alternanza tra "piano" e "forte" è una costante in questo disco e mi
sento di dire anche uno dei punti di forza della band. Sentire ad
esempio anche la bellissima "Cold Fire", bel pezzo lento, dove
Parramore McCarty sale sul pentagramma alla ricerca di Halford...
Un'altra bella canzone è la quarta "Mind Over Matter", ma io ci
trovo una incredibile somiglianza, nella struttura, con "Set Me Free"
degli Sweet, brano tra l'altro molto coverizzato in campo metal. Non
che questo sia un male, la canzone è valida, ma personalmente ogni
volta che riascolto questo pezzo non riesco a non pensare a "Set Me
Free"....
L'album si chiude con "Welcome Aboard" che rimarca ancora una
volta l'abilità del gruppo nel comporre veri e propri anthem,
incentrati principalmente su mid-tempo martellanti e potenti.
Dopo questo album, il buio. Il gruppo sparì e già qualche anno
dopo il loro nome era noto solo ai cultori del genere. Perramore
McCarty si fece notare cantando su "Atomic Playboys" di Steve Stevens
(1989). Joe Floyd si dedicò all'attività di produttore.
Gli Warrior si riformeranno poi verso fine anni '90 per produrre
altri dischi (alla voce in uno c'è Rob Rock, in uno Marc Storace...)
che ovviamente non hanno avuto nessuna risonanza, paragonata a quella
di "Fighting For The Earth".
Per gli amanti dell'heavy metal classico l'ascolto di questo disco è
sicuramente obbligato e invito quanti non lo conoscessero a provvedere
al più presto. I semi di tanto metal prodotto negli anni a venire sono
racchiusi anche in questo bellissimo album. Un piccolo classico
assolutamente da riscoprire.
Una curiosità: alcuni anni fa l'ottimo Morby (Domine, Sabotage e
tanti altri in passato) disse che il suo cantante preferito era proprio
Perramore McCarty. Beh, ascoltando pezzi come "Defenders Of Creation",
soprattutto il finale, e pensando al modo di cantare di Morby non sarà
difficile capire perché...
(Linho - Ottobre 2007)
Voto: 9