WARBRINGER
War Without End
Etichetta: Century Media
Anno: 2008
Durata: 40 min
Genere: thrash metal
Era da tempo che non rimanevo veramente soddisfatto da una band, così
come non riuscivo a trovare un album che racchiudesse l'essenza di ciò
che caratterizza la mia definizione di thrash. Non è bastato un
ascolto, e certo l'interesse da parte di una major come la Century
Media per un gruppo giovane come i Warbringer (che si dimostra anche
inesperto e tecnicamente mediocre in più di un'occasione, per dirla
proprio tutta...) che può non emozionare subito, inizialmente può
portare a ricavare un piccolo posto in un angolo per partito preso,
trascurando la band perché "pompata" dalla stampa del settore ma poco
incisiva e realmente capace di ritagliarsi uno spazio nel cuore di un
thrash maniac. Niente di più sbagliato! Ora, che l'ingenuità della
giovane età si faccia sentire, che le partiture soliste con le quali vi
potete deliziare in "War Without End" sono quanto di più lontano
dall'originalità si possa concepire, e che le ritmiche di batteria non
sempre risultano in timing perfetto e con una doppia cassa precisa ed
affidabile, è fuori discussione; certo è che il sapore dannatamente old
school e le melodie che i Warbringer creano riescono a rimanere
impresse in mente, e questo rende un gruppo veramente valido agli occhi
(o meglio alle orecchie) della gente, almeno per quanto riguarda il
sottoscritto. Ciò non toglie che alcune soluzioni sono scontate e poco
lineari nel complesso, ma di certo è qualcosa che si può affinare col
tempo.
11 brani per un totale di circa 40minuti di musica, ben prodotti
(di certo l'influenza di una grossa etichetta discografica con
distribuzione in ogni dove non permette produzioni sufficienti, che al
contrario dovranno puntare al massimo conseguibile riferito alla
situazione in atto) e comunque legati a sonorità classiche, in modo da
non sviare dall'impostazione che i Warbringer vogliono mostrare
all'ascoltatore. I gruppi ai quali potete fare riferimento per avere
una visione di fondo del sound dei Warbringer sono i capisaldi della
Bay Area, su tutti Testament, Metallica, Death Angel e Forbidden, senza
aggiungere come in più d'una occasione si possano assaporare soluzioni
artistiche fortemente legate alla sfera di metal classico made in USA.
Il tema ricorrente della "guerra senza fine" è introdotto sin da
subito con i consueti "rumori dalla battaglia", che potete trovare in
qualsiasi lavoro thrash metal con tematiche di questo genere (N.B. per
la precisione, non si sta parlando di musica guerrafondaia, ma
semplicemente una "descrizione" in alcuni casi, una visione in altri,
di scene di scontri a fuoco; preciso in seguito ad aver letto polemiche
legate all'utilizzo dell'immaginario bellico, con il risultato di
incomprensioni e nascita di antipatia per bands che volevano al
contrario narrare l'orrore della guerra); è proprio così che "Total
War" ci introduce nel fantastico mondo dei Warbringer, e di certo il
brano è posto come opener per scoprire sin da subito le carte in tavola
ed imprimere il concetto old school nella mente dell'ascoltatore, che
si lascia trascinare dalla furia del brano intervallato dagli
immancabili stop 'n go tanto cari al genere. Si passa quindi a
"Systematic Genocide", brano sviluppato in mid tempo, che non manca di
impennarsi durante il bridge per lasciare spazio in seguito a "Dread
Command", quasi un collage di quanto i Testament hanno lasciato nel
cuore del quintetto con i primi lavori. "Hell On Earth" viene
introdotta da un riff al limite dello speed, per ritornare
immediatamente sui classici stilemi thrash; l'incipit della successiva
"At The Crack Of Doom" è tipicamente legato alla scuola slayeriana, per
poi gettarsi nella mischia come hanno saputo fare i migliori Exodus.
"Beneath The Waves" è uno dei brani migliori del lotto, che sa
amalgamare melodia e rabbia producendo effetti decisamente esaltanti
dal punto di vista sonoro, e lo stesso vale per la conseguente
"Instruments of Torture", dall'incedere che costringe ad un headbanging
sfrenato. "Shot To Kill" e "Born of the Ruins" calcano ancora pesante
con sferzate di thrash metal senza compromessi, ed introducono al pezzo
forte dell'album, quella "Combat Shock" che oltretutto è il brano più
conosciuto dei cinque giovani musicisti; una summa di quanto detto
finora, con un refrain che non potrete non canticchiare ripetutamente
dopo l'ascolto. Chiude che questa prima fatica di lunga durata "A Dead
Current", una traccia strumentale che sottolinea la passione del combo
per la melodia, andando a svanire ma lasciando caldamente sorpresi la
prima volta, e sempre compiaciuti dopo l'ennesimo ascolto di "War
Without End".
La recensione non deve essere vista come una sviolinata: i
Warbringer sono decisamente famosi e non hanno di certo bisogno del mio
parere per attirare nuove orde di thrashers pronti a dar manforte al
folto gruppo di fans. Queste sono solo le impressioni di un
appassionato che rivede nei riff della band quanto non è più stato
scritto da troppi gruppi storici e non, interpretato con la dovuta dose
di personalità ed infarcito di soluzioni anche non prettamente in auge
per il genere... che dire d'altro? Promossi, non a pieni voti per le
"ingenuità" di cui sopra, ma decisamente promossi!!!
(PaulThrash - Ottobre 2008)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito internet: http://www.myspace.com/warbringer