WARBRINGER
Walking Into Nightmares

Etichetta: Century Media
Anno: 2009
Durata: 44 min
Genere: thrash metal


I californiani Warbringer (da non confondere con l'omonima epic metal band di casa nostra) sono cresciuti e maturati, non c'è che dire. Dal debutto "War Without End", edito da Century Media nel 2008, i passi in avanti sono stati decisamente numerosi, a partire dalla rinnovata sezione ritmica, con l'avvicendamento dietro alle pelli che ha visto il defezionario fondatore Ryan Bates sostituito da Nic Ritter (ex drummer dei Prototype, band di prog thrash con base in Usa, nei quali milita anche Kragen Lum, attuale ascia dei seminali Heathen, N.d.P.), che ha dato una scossa in termini di velocità, qualità e precisione, fattori limitanti che avevano fatto perdere quel quid al debutto ufficiale. Dopo le doverose sette camicie sudate per colmare le lacune, i nostri hanno pensato bene di "battere il ferro intanto che è caldo", come si suole dire, e forti della produzione perpetrata da un nume tutelare del thrash metal a stelle e strisce (meglio, del thrash metal in generale), tale Gary Holt, hanno licenziato nel maggio del successivo A.D. 2009 il secondo full length, questo "Waking Into Nightmares" oggetto di recensione, un concentrato di thrash/speed metal unito alla violenza del primo death americano.
La passione giovanile è stata sicuramente piallata dall'esperienza del produttore, ma di certo non manca quell'irruenza che aveva caratterizzato il debutto, e tutti i brani si risolvono in sferzate decise e dirette come il genere di riferimento, nella sua concezione primigenia, impone a chiare lettere. Sia chiaro, non c'è sforzo d'originalità, solo una personalità che è uscita allo scoperto con maggior prepotenza rispetto che in passato; un punto a sfavore della band risulta però la perdita di immediatezza, ed in parte anche un minor ricorso a linee melodiche com'era avvenuto con il debut album, per lasciare spazio ad un approccio più ricercato ma sempre teso al massacro sonoro. Per un incallito sostenitore del thrash anni '80 non sorgeranno problemi di sorta, mentre chi ricerca anche un ragionato coinvolgimento di altri fattori, ed aveva apprezzato la prima fatica del combo statunitense, potrebbe non digerire in toto "Waking Into Nightmares", seppur non vi siano differenze distinguibili al primo colpo o brani che potrebbero far storcere il naso per perdita di ispirazione. Quest'ultima di certo non manca, e la giovane età dei membri, unita alla volontà di emulare i propri idoli senza imbattersi in una mera copiatura, è una caratteristica che rende i Warbringer una band a 360 gradi.
Sono 11 i brani contenuti nel platter, per un minutaggio totale di 44 minuti; i ragazzi sanno dosare con sapienza quasi navigata la durata di ogni composizione, senza eccedere e limitandosi al giusto indispensabile (siamo su una media di 4 minuti cadauno). Le influenze rimangono inalterate, e la norma risulta udire riferimenti a Exodus, Slayer, Testament, Forbidden nei casi più tecnici (sempre scanditi dal drumming preciso ed interessante di Nic Ritter). Si passa dalla terremotante triade iniziale "Jackal"/"Living In A Whirlwind"/"Severed Reality", al quasi mid tempo di "Scorched Earth", che non manca di episodi più aggressivi, sulla scia dei migliori Exodus; "Abandoned By Time" e "Prey For Death" si accostano a soluzioni care ai primi Death Angel, mentre nella strumentale "Nightmare Anatomy" vi sono echi e rimandi agli accenni melodici che avevano garantito molti supporter alla band con il debut. Segue "Shadow From The Tomb", dove il death floridiano lascia il proprio segno, per chiudere in bellezza a testa bassa con "Senseless Life" e "Forgotten Dead", dove lo zampino dei Testament accenna a mostrarsi; la conclusiva "The Road Warrior", segnalata come bonus track, si diversifica un minimo dagli altri brani, emergendo al suo interno un feeling che ha molto da spartire con lo US Metal, chiudendo in bellezza il lotto.
Il fatto di aver ottenuto la possibilità d'esser prodotti da una major come la Century Media porta involontariamente a ritenere la band come sopravvalutata e pompata oltre ogni limite, in modo che essa si faccia "strumento di guadagno"
, come nella più classica tradizione delle multinazionali legate alla musica. Ora più di prima si può smentire questo pensiero falso e tendenzioso nei confronti del quintetto, che ha mostrato tutte le carte in regola per il seppur minimo successo che sta ottenendo a livello mondiale; ovviamente il supporto e la pubblicità sono decisamente superiori rispetto a quelle di cui possono godere gruppi anche migliori con etichette meno importanti, ma questo non deve in nessun modo sminuire un lavoro che si attesta ad alti livelli, grazie ad un songwriting vario e mai banale. Un applauso ai Warbringer, e speriamo che il passo futuro si attesti su livelli ancora più elevati! Support!
(PaulThrash - Dicembre 2010)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito Warbringer: http://www.myspace.com/warbringer