WALDHEIM
Fight Against Time

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2008
Durata: 49 min
Genere: death melodico / metal sinfonico


I Waldheim provengono dalla Spagna e con il loro primo album, "Fight Against Time", hanno deciso di inaugurare ufficialmente il loro stile personale, che si trova esattamente a metà strada tra il death metal melodico di matrice svedese, unito alla pomposità del metal sinfonico. Il risultato è un binomio che unisce ai due estremi una band come gli In Flames (periodo "The Jester Race" / "Whoracle") con i Nightwish, con in più un alone vagamente tamarro che mi ha ricordato i Dimmu Borgir più commerciali. Ascoltando le composizioni dei Waldheim, quindi, vi potrete sollazzare con i riff possenti e melodici di chitarra e una sezione ritmica incalzante, su cui si poggia una forte componente sinfonica data dalle tastiere. A chiudere il tutto, infine, ci sono i due cantanti, un uomo e una donna, che duettano secondo i classici dettami della 'bella e la bestia'.
A questo punto, anche solo leggendo questa breve descrizione, immagino che avrete capito quale potrebbe essere il tranello in cui potrebbe cadere un gruppo di questa natura. Se è vero che, teoricamente, una proposta di questo tipo dovrebbe risultare abbastanza originale e interessante, fondendo due stili diversi in maniera armonica, è anche vero che il rischio è quello di prendere tutti i luoghi comuni di un genere e dell'altro, unendoli in qualcosa che, a conti fatti, è una minestra riscaldata. E infatti i Waldheim ci sono caduti in pieno e senza possibilità di salvezza!
Durante l'ascolto di "Fight Against Time" vi ritroverete a riconoscere tutte le caratteristiche specifiche dei generi citati, composte e suonate perfettamente secondo il manuale: chitarre, basso e batteria si muovono su binari prevedibili e scontati, riuscendo a raggiungere la sufficienza solo grazie ad un approccio abbastanza aggressivo e alla buonissima produzione che solleva non poco il livello generale dell'album; allo stesso modo le tastiere si assestano su quella grandeur romantico-sinfonica decisamente posticcia, fatta di archi a manetta e pianoforte pseudo-virtuoso. Se poi a tutto questo aggiungete quello che ormai è il cliché più abusato del metal mondiale, ovvero growl maschile unito a voce eterea, be', non mi stupirei se intorno alla terza traccia vi ritrovaste a cambiare disco.
Onestamente non ci sono grandi spunti per parlare delle singole composizioni, dato che queste tendono ad assomigliarsi molto tra loro. Brani come la title-track, "Bridge Of Sand" e "Illuminati" sono facilmente inquadrabili nelle caratteristiche elencate finora; "Break The Silence" è una ballad per piano e voce abbastanza canonica; "Memories Of Fate" gioca la carta del brano strumentale, ma a parte l'assenza di voci il risultato resta comunque molto vicino alla media del CD; mentre "Valzer Infinito" inizia con semi plagio di "Chance", per poi ritornare sui binari già noti.
Detto questo, comunque, non è che tutto sia buttare: come già accennavo prima la band ci mette convinzione e, se non posso fare delle lodi a livello compositivo, perlomeno devo concedere ai Waldheim un plauso per l'esecuzione ineccepibile dei brani e per la cura del suono, che risulta sempre bilanciato e amalgamato. Se a questo, poi, aggiungete una bella copertina in stile Travis Smith (non so se sia lui o meno, perché sono in possesso solo della versione promozionale del CD) e una confezione di tutto rispetto, il risultato finale si solleva un po'.
A conti fatti, quindi, se siete dei fan sfegatati dei generi citati e non vi interessa il fatto di avere a che fare con una band che viaggia su binari già perfettamente noti, allora buttatevi pure su questo "Fight Against Time"; se invece non amate i dischi fatti con lo stampino, allora meglio lasciar perdere e puntare su qualcosa di più personale.
(Danny Boodman - Giugno 2008)

Voto: 6


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