VUVR
Pilgrimage

Etichetta: Shindy Productions
Anno: 2001
Durata: 38 min
Genere: jazz/death


Questo è il primo album dei cechi Vuvr, ed è un'opera piuttosto strana, visto che si tratta di un miscuglio tra jazz e death metal, in cui però la base e la componente principale è data dal jazz e non dal death metal. Troviamo quindi canzoni che seguono i canoni del jazz (i tempi, l'uso ossessivo delle scale, le improvvisazioni) e che incorporano un po' di elementi death metal (chitarre distorte, qualche riff incazzato e la voce in growl). Le parti in cui ci sono gli elementi death sono in minoranza nell'album (si trovano soprattutto all'inizio), visto che in molti punti non c'è il minimo uso della distorsione e lo stile si assesta sul jazz puro (non sono un grande esperto del genere e non posso lanciarmi in analisi più approfondite), e la voce in growl viene usata raramente (4 brani su 10 sono strumentali) e come contorno (il suo volume è mixato piuttosto basso).
Il risultato finale è piuttosto strano, soprattutto perché non mi ricorda nessun altro album che mescoli il jazz col death metal. Credo che questo sia dovuto al fatto che questo album ha come matrice di partenza il jazz, mentre gli altri album death-jazz che conosco (Atheist, Pestilence, Wayd, Coprofago e via dicendo) hanno come matrice il death metal. Sembra di sentire un gruppo jazz che improvvisamente ha perso l'autocontrollo e si è messo a sperimentare distorsioni e voce growl per "sporcare" la propria musica. Tecnicamente questi 4 ragazzi sono veramente in gamba, soprattutto per la loro ecletticità e pulizia esecutiva. Va fatto notare che sono presenti vari ospiti a suonare strumenti come il sax ed il flauto.
La produzione è molto buona, i suoni sono ben definiti e si segue tutto senza problemi. Il mixaggio è un po' strano, con la voce in secondo piano e le chitarre distorte senza molta potenza, ma credo sia tutto voluto per creare un proprio stile personale. La confezione è buona, nulla di clamoroso, nel libretto ci sono i testi e tanto per gradire alcuni è quasi impossibile leggerli... cazz, ma i grafici fanno le prove prima di mandare il libretto in stampa?
In conclusione "Pilgrimage" è un album molto strano, di metal non c'è molto qua dentro, quindi se non vi piace il jazz tenetevi alla larga da questo lavoro. A me il jazz piace abbastanza, ed adoro gli album che mescolano il death col jazz. Però questo non mi ha convinto in pieno, le parti death sembrano quasi messe lì tanto per cercare di creare il miscuglio tra questi due generi. Non lo considero un capolavoro, ma resta un album molto buono e dotato di una propria personalità. Se cercate qualcosa di strano ed adorate il jazz "sporcato" col metal allora fateci un bel pensierino, vi divertirete un po' con questo "Pilgrimage". Ormai l'ex Cecoslovacchia si sta dimostrando terra fertilissima di talenti, se vi piace il metal sperimentale vi consiglio di fare un bell'ordine da quelle parti.
(teonzo - Settembre 2002)

Voto: 8


Contatti:
Mail: vuvr@centrum.cz




Saranno capelloni borchiati dalle magliette logore, con il metal nel sangue e tanta voglia di sperimentazione, o ragazzi lindi e pinti con l'anima nel jazz e il death come valvola di sfogo? Sarebbe piacevole saperlo, ma ad ogni modo rimane il fatto che i Vuvr (dal solito semi-avanguardistico est europeo) hanno ricercato con forza uno stile personale, ma un retrogusto di sottile incompiutezza rimane tra i denti. Non siamo nel techno-death aromatizzato jazz di Pestilence o Atheist, non siamo nemmeno nel jazz-core in salsa death e pepato fusion dei Candiria, siamo nel terreno di nessuno, o meglio, nel panorama dai contorni poco definiti dei Vuvr. Un disco molto valido, sia chiaro, ma una doccia di carisma in più potrebbe concedergli quella personalità decisiva che scarseggia, let's go!
(Orion - Ottobre 2002)

Voto: 7.5