VULVATHRONE
Bukkake
Etichetta: On Parole Production
Anno: 2007
Durata: --
Genere: grindcore/brutal
I Vulvathrone si formano nel 2004 per opera del chitarrista-cantante
Hermanno e del cantante Temnovid, ispirati dall'immaginario
sadomachistico pornografico, come recita la bio.
Lo 'schema diabolico' prende definitivamente forma con l'ingresso
in formazione di Matko alla batteria, e con l'ingresso di Davor al
basso il gruppo è pronto a sfornare il demo "Proto-Bukkake Demo".
Musicalmente parlando ci troviamo al cospetto di un brutal-grind,a
parte alcuni pezzi puramente grindcore, mentre per quanto riguarda le
tematiche e i testi siamo sul porno grind, come insegnano Cock And Ball
Torture,Torsofuck o i vecchi Gut.
In particolare la prima canzone, con i suoi quatrro minuti di
durata, presenta una struttura più tipicamente brutal death, anche se
la matrice è grindcore; mentre nella seconda traccia siamo al cospetto
di una perfetta canzone per il genere: classico tupatupa di batteria,
cantata molto ritmata, quasi 'a filastrocca' stile Gut, tutto in meno
di trenta secondi.
La particolarità del disco è proprio l'alternarsi di parti tipiche
del porno grind a parti più tendenti al brutal-grind di scuola
Amputated-Sanatorium, in cui si fa presente anche una certa varietà nel
riffing e una buona tecnica strumentale: il perfetto esempio è la
traccia numero sette, "Plastered With Semen", in cui il brutal fa da
padrone, fino a quando la velocità rallenta e il groove prende il
comando. Ad accompagnare tutto questo la voce di Temnovid, abbastanza
naturale per il genere e esente dal classico pitch shifter., alternata
dagli urli lancinanti di Hermanno, urli in pieno stile
Gut-Mucupurulent.
Non manca nemmeno la classica traccia di 4 secondi, "Piss Bukkake", in pieno stile "You Suffer" di Napalm Deathiana memoria.
Tutto questo però porta, secondo me, a una certa disomogeneità
all'interno del disco, e non a caso alcune canzoni sembrano quasi
finite lì per caso. Se da una parte può essere però visto come un
difetto, in realtà può essere un arma vincente in un genere in cui la
monotonia di fondo è il suo marchio di fabbrica, resta da vedere se i
grinder più incalliti digeriranno alcuni riff e soluzioni troppo
intricate.
Per il resto il disco scorre davvero bene e si lascia ascoltare
che è un piacere, complice anche una produzione veramente buona,
potente e dal giusto tiro.
Ottima realtà quindi da tenere d'occhio nel calderone grindcore
moderno, e a quanto pare anche dal vivo fanno sfaceli, a quanto mi ha
detto chi li ha visti.
(DanieleDNR - Dicembre 2007)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Vulvathrone: vulvathrone@gmail.com
Sito Vulvathrone: http://www.vulvathrone.tk/
Sito On Parole Production: http://www.on-parole.com/