VUIST
MiStorMelancholy

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2003
Durata: 31 min
Genere: death / thrash metal


"MiStorMelancholy" è l'opera prima degli olandesi Vuist. Un esordio solido, senz'altro. Il death / thrash metal suonato da questa band è ben congegnato, a tratti ruffiano, l'ideale per un buon godimento dell'ascoltatore. I Vuist si sono formati quattro anni fa ma non sono ancora molto conosciuti. In Olanda si sono ritagliati il loro spazio, grazie all'instancabile presenza sul palco. I membri fondatori sono Rik (chitarra, anche nei Dark Remains), RobM (voce e basso) ed Edo (batteria). A questi tre si è unito quasi immediatamente il secondo chitarrista Erik (già nei Demalion). L'arrivo poi di un bassista ha permesso a RobM di dedicarsi totalmente alla parte vocale.
La prima pubblicazione del quintetto si intitola "Megaknuppelinfernø" (2002), uscito nelle versioni "Live" e "Unlive". Non è un'uscita ufficiale ma materiale promozionale registrato durante una delle numerose esibizioni dei Vuist. Bisogna aspettare sino all'aprile 2003 per vedere la band entrare nello studio AM di Gouda, con l'intenzione di registrare il primo album ufficiale. Nel gennaio del 2004 Jeff (ex-Mourning) entra nella band in qualità di nuovo bassista.
"MiStorMelancholy" si presenta in maniera semplice ma professionale. In copertina c'è la foto di una galassia, il cui colore dominante è il viola. Il libretto è di sole quattro pagine, contenente i testi ben leggibili e le varie informazioni attinenti al CD. La qualità di registrazione è decente ma poco potente.
Delle nove tracce presenti, otto sono canzoni ed una è uno strumentale, o meglio un breve intermezzo di chitarra acustica. Tutti i brani sono validi, abbastanza grintosi e senza dubbio coinvolgenti. I musicisti suonano con perizia e passione. In "MiStorMelancholy" provano a rendere il loro death/thrash il più eterogeneo possibile. Ci sono brani tipo l'opener "160" o "The Ultimate Melancholy" che sono legatissimi al death metal tradizionale. Altre tracce sono invece più melodiche. Si pensi alle epiche "Modern Age Icarus" e "Nomad Sundown (Seelenwanderung)", al death'n'roll mascherato di "Relentless" o ancora alle influenze heavy di "Images". In più, una canzone come la già citata "Modern Age Icarus" ha in sé un germe black e potrebbe farsi apprezzare anche dagli amanti di quel genere.
Da questa sintetica descrizione dei contenuti del CD, avrete capito perché ho definito "ruffiano" il death/thrash del gruppo olandese! Ce n'è per tutti i gusti. Credo che ogni ascoltatore potrà trovare all'intero di "MiStorMelancholy" una traccia di suo gradimento. I musicisti sono molto bravi a mutare di attitudine a seconda dell'atmosfera che vogliono creare. Il cantante è inoltre piuttosto duttile, con un ottimo strillo e un growling potente adattabili a qualunque necessità.
Il rovescio della medaglia sta nel fatto che non c'è un brano che risalti o che suggerisca qualche cambiamento futuro. Ho l'impressione che i Vuist non abbiano un ampio margine di miglioramento. Temo che si assesteranno su questo standard. Potrei sbagliarmi, naturalmente... Non ci sono dubbi invece sulla genuinità del gruppo e dei suoi componenti!
Vistate il sito ufficiale dei Vuist e scaricatevi qualche mp3. Supportateli perché suonano con passione e le canzoni sono tutto sommato buone. E in caso voleste comprare il loro CD fatelo pure. Vi godrete una mezz'oretta di sano death metal: l'ideale per ritemprarsi dopo una dura giornata di lavoro!
(Hellvis - Ottobre 2004)

Voto: 7


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