VRANKENVORDE
Schlachtensang

Etichetta: Blood Fire Death Productions
Anno: 2007
Durata: 50 min
Genere: pagan metal


Non so molto di questo quintetto tedesco proveniente da Francoforte e Brandeburgo. Si sono formati nel 1994 ma solo nel 2004 hanno pubblicato il loro primo album "Einst". Dopo qualche cambio di line-up la formazione ora vede: Robse alla voce, Knoppi alla batteria, Herr K. al basso, Tibollum e Meister Wangieri alle chitarre. Il libretto presenta in copertina il logo dei Vrankenvorde su sfondo nero con delle fiamme sul lato destro. All'interno sono presenti tutti i testi con le foto dei musicisti.
Quello che più mi ha colpito di questi tedeschi è la foto sul retro del libretto tutti abbracciati e sorridenti. Deve essere un gruppo che, nonostante il genere che suonano, non si prende molto sul serio, anche perché cercando un qualche tipo di biografia ho trovato la notizia della morte del cantante, cosa di cui non ho trovato riscontro da nessuna parte visto che è uno scherzo dei suoi compari. Altro fatto strano: si definiscono pagan rock n'roll, ma di rock c'è ben poco, anche se di carne al fuoco c'è ne sta molta: infatti si passa dal pagan a qualche spunto black/death passando per il viking e in qualche passaggio folk. Questo è un fatto positivo, perché questo loro atteggiamento un po' farsesco influenza molto il loro stile, il quale dà una boccata d'ossigeno ad un genere che ormai è stato abusato nei suoi stereotipi più comuni e ciò credo che sia un buon punto di forza dei Vrankenvorde, il che fa lievitare la valutazione per l'originalità nel campo .
La cosa che balza di più all'occhio però è il numero delle tracce: ben tredici con la media di quattro minuti a canzone. È un genere che perde molto con durate così basse perché non ci si riesce ad esprimere a fondo, soprattutto se manca un po' di fantasia. Ad essere bravi sono bravi e meritano supporto perché il lavoro è di qualità ma risulta il tutto un po' monotono. La produzione è abbastanza buona ma dalla Blood Fire Death ci si poteva aspettare meglio: i suoni sono un po' ovattati.
Tornando alle tracce ve ne sono alcune particolarmente potenti e ricche di giusti cambi di tempo come "Sturmvogel" , "Mutter Norden" e "Brandenburg" che sono degne di nota, ed altre un po' insipide come "Des Krieges Ungeheuer". Nota fuori dal coro è l'ultima traccia "Zu fruh Zu Jung", in un album abbastanza compatto e con tracce non uguali ma comunque simili la differenza si sente, soprattutto grazie alle tastiere e al ritmo leggermente meno sparato.
Che altro dire, forse non saranno eccezionali ma comunque fanno bene il loro lavoro. Apprezzabili sono gli sforzi nella prova vocale passando da growl a scream e viceversa. Nella norma le prove degli altri strumenti. A dir così sembrerebbe un album mediocre, ma non lo è perché c'è veramente di peggio: la buona volontà di questi ragazzi va assolutamente benché il disco non faccia gridare "miracolo!". Come in ogni cosa ci sono i pro e i contro, ma è un disco consigliato a chi si è stufato di ascoltare sempre le stesse cose, sempre i soliti canoni pagani e vuole evadere in un qualcosa di più leggero. Dovendo essere obiettivo non posso alzare più di tanto il voto, ma sono sicuro che molti non gli faranno prendere troppa polvere sullo scaffale.
(Kaiser Zar Luka - Gennaio 2009)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito Vrakenvorde: http://www.vrankenvorde.de/

Sito Blood Fire Death Productions: http://www.bloodfiredeath.org/

Sito Det Germanske Folket: http://www.det-germanske-folket.com/