VRANI VOLOSA
Where The Heart Bursn

Etichetta: Corvus Records
Anno: 2005
Durata: 37 min
Genere: black metal


Non avevo mai sentito parlare dei Vrani Volosa, gruppo bulgaro composto da Hristo (chitarra e voci pulite), Alexander (basso) e Atanas (voce). "Where The Heart Burns" è il loro primo album ed è stato registrato nel 2004. L'album in realtà contiene soltanto quattro canzoni, ma come durata siamo sopra alla media dei MCD, per cui possiamo considerarlo un full-length a tutti gli effetti.
Lo stile del gruppo è classificabile come un black metal generalmente lento, che unisce atmosfere mistiche ad alcuni passaggi epici. A tratti il gruppo accelera, ma non arriva mai a velocità eccessive, tutt'altro.
Nelle parti leggermente più sostenute abbiamo riff classici che richiamano i DarkThrone oppure le prime fatiche dei Behemoth, mentre quando i Vrani Volosa rallentano tendono a richiamare l'epicità che contraddistingueva Bathory e Hades. Ci sono però dei frangenti in cui i tempi mesti scandiscono melodie grigie, un po' malinconiche ma mai severe, in linea con i primi Dimmu Borgir. In ogni singolo passaggio, comunque, la band denota un approccio selvaggio, legato alla natura e in qualche caso alla musica popolare, tipico di molti gruppi dell'Est.
I brani sono molto lunghi, soltanto la conclusiva "Wreck" sta sotto i cinque minuti. Non si tratta di composizioni particolarmente complesse: l'arrangiamento è ridotto al minimo, le strutture si evolvono secondo schemi abbastanza naturali e i riff sono tutt'altro che elaborati.
Nel complesso si tratta di un album piacevole, che non pretende di sconvolgere o apportare innovazioni all'interno del genere black, ma che si lascia ascoltare senza problemi. Anche l'utilizzo del cantato in pulito aiuta molto in questo senso: la voce di Hristo è calda ed evocativa, e in brani come "Wreck" oppure la title-track riesce ad amalgamarsi alla perfezione, intrecciandosi con lo scream aspro di Atanas.
Il difetto principale di "Where The Heart Burns" è sicuramente la mancanza di frangenti veloci. Lo si sente in particolare quando il gruppo prova ad accelerare, ad esempio su "Sorrow" o "Remember", i primi due brani: i blastbeat sono tutto sommato lenti, troppo per potersi definire aggressivi. E, in un genere come il black, questo è un punto a sfavore. Di conseguenza le canzoni risultano meno grintose del dovuto nei momenti in cui invece dovrebbero esserlo.
In secondo luogo, ci sono delle parti troppo prolisse, nelle quali un singolo giro di chitarra è ripetuto in continuazione sempre uguale. Troviamo dunque dei momenti di stanca, soprattutto quando il giro di per sé non è il massimo. Prendiamo ad esempio il finale di "Sorrow": non c'era alcun motivo di ripetere il riff conclusivo per otto volte. Brani lunghi ma a volte un po' monotoni, dunque. Il fatto che la sezione ritmica sia piuttosto statica e poco creativa, inoltre, accentua ulteriormente questa lacuna.
"Where The Heart Burns" è un album di luci e ombre, nel quale coesistono spunti ottimi e qualche brutta ricaduta. Può appagare un ascoltatore non troppo esigente grazie a melodie avvolgenti e canzoni non troppo impegnative. I difetti emergono ad un ascolto più attento: è allora che si notano alcune soluzioni un po' banali, alcuni riff privi di corpo, alcuni passaggi troppo prolissi e ripetitivi, probabilmente dovuti all'inesperienza.
Il terzetto merita sicuramente una valutazione positiva, perché in genere riesce a comporre musica di qualità. Osando qualcosa in più, mettendoci più fantasia ed elaborando maggiormente alcune soluzioni, in futuro potrebbe essere in grado di stupirci. Per ora il divario con i grossi calibri (prendiamo ad esempio i Negură Bunget) è tutto qua.
(BRN - Ottobre 2007)

Voto: 7


Contatti:
Mail Vrani Volosa: vranivolosa@yahoo.com
Sito Vrani Volosa: http://www.vranivolosa.com/

Sito Corvus Records: http://www.corvusrecords.com/