VOTUM
Time Must Have A Stop

Etichetta: ProgRock Records
Anno: 2009
Durata: 57 min
Genere: prog metal


La Polonia è sempre un paese che regala grandi soddisfazioni in ambito metal. Se in principio era il metal estremo ad avere alcune punte di diamante in questa nazione, da un po' di tempo sta affiorando una notevole sensibilità verso il prog metal, come hanno dimostrato ampiamente i Riverside. Adesso invece tocca ai Votum, una interessante formazione che arriva al debutto con la ProgRock Records, dopo un primo demo del 2002 intitolato "Bow To The Sound".
Devo dire che, dopo aver ascoltato con attenzione questo CD, posso affermare con sicurezza che i Votum, pur non avendo ancora dato fondo alle loro migliori qualità, hanno sicuramente le carte in regola per diventare una band di punta del panorama polacco. Il loro prog metal, infatti, pur avendo diversi punti in comune con i connazionali Riverside, mostra diverse sfaccettature che danno un'anima se non originale, almeno personale al tutto. Come i Riverside, anche i Votum puntano ad un progressive dalle tinte cupe e malinconiche, come viene ben espresso dalla copertina giocata sulle ombre del marrone e su una immagine non certo solare. Allo stesso tempo, però, la loro musica ha un taglio più lineare e meno cervellotico: i musicisti ricamano trame complesse ma non forzatamente intellettuali, lasciando un po' in disparte le chitarre elettriche e lasciando spesso la parola a passaggi più delicati ed acustici, oppure alle tastiere.
Molto buona la prova dei singoli strumentisti che si rivelano abili sia a livello esecutivo che negli arrangiamenti, anche se devo dire che la prova al microfono di Maciej Kosinski non mi ha convinto del tutto, perché non ha né il talento naturale di un cantante eccelso e purtroppo nemmeno la carica emotiva ed interpretativa di un Mariusz Duda.
Le otto tracce dell'album sono tutte di discreta fattura e se all'inizio il primo impatto non è eccezionale con un brano come "Me In The Dark", che ha il difetto di restare sempre sospeso a metà strada tra l'energia e la carica metallica e una certa leggerezza di fondo nell'esecuzione, decisamente migliori si rivelano episodi come "The Pain" o "Passing Scars", che giocano su dei bei riff elettrici senza per questo rinunciare alla raffinatezza delle melodie più malinconiche.
Personalmente ho apprezzato molto anche gli episodi più leggeri ed acustici, che anzi mi sembrano i punti più alti dell'album: una ballad come "Train Back Home" non inventa niente di nuovo ma colpisce nel segno e culla l'ascoltatore con quella dolce tristezza che gli amanti di queste sonorità non faranno fatica ad apprezzare. Lo stesso si può dire per "Away", più cangiante e meno legata alla classica struttura del lento, ma altrettanto elegante e piena di pathos.
Certo, come dicevo i Votum non hanno ancora firmato un capolavoro e brani come "The Hunt Is On" o "Looking At Me Now", con il suo sporadico growling infilato un po' a forza nella composizione, mostrano ancora il carattere acerbo della band. Ma si parla di difetti perdonabili che, probabilmente, verranno smussati ed eliminati con la prossima fatica.
A chiudere il disco, infine, troviamo l'immancabile 'monster track': ovvero "Time Must Have A Stop" una suite di dieci minuti di durata che, come spesso accade, funge un po' da summa a quanto detto finora. Indubbiamente ben fatta e dotata di passaggi di grande spessore, sebbene il fatto di inserire una composizione come questa in un album prog metal stia diventando sempre di più un obbligo che fa perdere un po' di spontaneità al tutto.
Detto questo, comunque, il debutto dei Votum rimane un pregevole esempio di come sia possibile suonare progressive metal senza necessariamente fossilizzarsi su tutti i cliché del genere. Non ci resta che vedere se la band saprà trasformare questo primo passo in qualcosa di ancora più sorprendente e personale con la prossima uscita. Non sarei stupito se con il prossimo album questi ragazzi firmassero uno di quei lavori capaci di fare la differenza in un genere troppo spesso legato a standard e strutture preimpostate.
(Danny Boodman - Aprile 2009)

Voto: 7.5


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