VÖRGUS
Vörgusized

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2004
Durata: 27 min
Genere: thrash/death metal


Non perdiamo tempo. Questa non è roba per signorine.
Venom, Motörhead, Sodom, Impaled Nazarene. Qualcuno ha qualcosa da ridire su queste band? Allora andate oltre e non state a rompere i coglioni. Tutti gli altri si potranno godere fino in fondo questi Vörgus. I Vörgus sono tre metallari cattivi provenienti dalla Scandinavia (ancora non sono riuscito a capire se siano svedesi o finlandesi!... le ultime analisi li danno per nati in Finlandia ma aventi base in Svezia), che pestano di brutto e sono convinti che l'heavy metal sia rock'n'roll a tutto volume, doppia cassa a palla, cinturoni e headbanging abbestia. Fortunatamente c'è qualcuno che se lo ricorda. E a quanto pare i Vörgus portano avanti questo messaggio almeno dal 2000, da quando hanno iniziato a sfornare ciddì senza sosta: "Vörgus Is The Law", "The Evil Dominator", "Pure Perkele" ed infine queesto "Vörgusized". Un album prodotto dall'infaticabile lavoratore Mike Wead (chitarra di Hexenhaus, Memento Mori, Mercyful Fate, più qualche altro, e scusate se è poco), col quale i Vörgus hanno già lavorato in passato, e che qui si condede addirittura un solo nel brano "Hard, Loud & Fast".
La copertina già ci colpisce, con quella foto di un tipo avvolto in un sacco, cinto da nastro adesivo, cinturoni di proiettili e cinture a borchie piramidali, cosparso di sangue (o forse cioccolato fuso?) e poggiato su un muro. Sul retro una barbie-vibratore con face-painting ci chiarisce ulteriormente con chi abbiamo a che fare. Forse era già sufficiente il logo in verdino slime-horror-o-rama, colore che ricorre anche nella carta utilizzata per stampare la bio, e per il lettering nel loro sito!...
La sagra sonora viene inaugurata da una donnina che in lacrime grida ad ignoti "Go Fuck Yourself In Hell!!" (probabilmente tratto da un film che non mi sovviene), e subito parte il riffone sodom-iano di "Vörgusized", brano dedicato a quei poveretti che vanno a far casino ai concerti della band. La seguente "Why Serve In Heaven" è un pezzo più cadenzato ma carico di groove, e suona più o meno come se alla chitarra dei Mercyful Fate ci fosse stato quella buonanima di Euronymous... Ancora doppia cassa senza sosta per il metallosissimo "In Metal We Trust" (ohibò!), a dire il vero un po' cretino... Ma a dire il vero certo metal ci piace così, no? Un campionamento dal b-movie "The Dead Pit" (in Italia intitolato "Incubo in Corsia") ci introduce alla trascurabile "Thrash'em Dead" (ollè!), così come gli altri due pezzi che seguono. Pare che il meglio ci sia stato offerto nei primi tre pezzi. Il ciddì si conclude con tre cover: "(We Are) The Road Crew" dell'Equipe '84, nella quale il chitarrista Straight G si trasforma in Fast Eddie; "Metal In My Veins" dei cotonatissimi, coloratissimi, detroitianissimi e dimenticati da dio Madam X (scelta insolita!), eseguita come fosse un pezzo dei Sodom di "Better Off Dead"; e per finire "Total War - Winter War" degli Impaled Nazarene, che però a sua volta era già una semi-cover del trickster Non / Boyd Rice.
Un bel disco, grezzo e sudato, anche se poco peloso (sti nordici sono tutti sbarbatelli). Poco originale ma godibilissimo, per non-signorine naturalmente (anche di sesso femminile, sia chiaro). Certo, gli Impaled Nazarene esistono già, ed i Vörgus dovranno impegnarsi un po' di più se vogliono essere notati! Ma intanto, se quando dico Venom, Sodom, Motörhead ed Impaled Nazarene non vi mettete paura ma ordinate un'altra birra, allora i Vörgus fanno per voi!
(MoonFish - Febbraio 2005)

Voto: 7.5


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