VOODOOCULT
Voodoocult

Etichetta: Motor Music
Anno: 1995
Durata: 47 min
Genere: industrial post-thrash


La novità principale - e dalle conseguenze non irrilevanti - del secondo e ultimo disco dei Voodoocult è la formazione del gruppo, stabilizzata su cinque elementi e praticamente priva di sessionisti. Le coordinate sonore del disco sono parecchio simili a quelle di "Jesus Killing Machine", ma l'avere una formazione inquadrata, rigida e senza grossi nomi permette di focalizzare e centrare al meglio l'obiettivo già prefissato in precedenza.
Industrial thrash, con qualche vena cyber, dall'incedere meccanico e quadrato che ogni tanto si sposta verso sonorità quasi elettroniche per effetti e beat della sezione ritmica, imperniata su tempi rigorosi e basso molto profondo sono le coordinate, praticamente invariate se non per quelle inflessioni quasi techno che si presentano all'ascolto.
Credo siano le reminescenze techno del progetto Voodoo Club del mastermind Philip Boa, che qua riescono ad affiorare senza predere il sopravvento sulla particolare matrice thrash su cui gravita la band: alcune sezioni di "When You Live As Boy", "Violenca" e "Die Erotik Der Maschine" sono ben riuscite nel fondere le differenti concezioni musicali di Boa, espresse al meglio nel contenuto del disco per il riuscito inquadramento degli elementi del gruppo. Inoltre emergono certe radici hardcore/thrash capaci di ispirare in misura più o meno netta e violenta un paio di pezzi rispondenti al nome di "The Stranger" e "Electrified Scum".
Il tocco malato, quasi alieno, è preda dello stile vocale, portando l'atmosfera dominante verso lo scorcio metropolitano intriso dai neri fumi delle fabbriche, che nell'album precendente non contemplava interamente i brani. E' una visuale fredda, che non lascia spazio all'uomo, se non inteso come inespressivo elemento dell'insieme, piccolo ingranaggio capace sono di contribuire meccanicamente a far girare le ruote del gigantesco macchinario.
In generale "Voodoocult" riesce dove il precedente album fallisce, ma non può etichettarsi come espressione perfettamente riuscita di quella distorta osservazione musicale di cui si fa bandiera. Certo, pezzi come "Exorcized By A Kiss" sono veramente degni di nota, ma, come detto nella rece del precedente lavoro, talvolta ho l'impressione di un accontentarsi senza osare, ma sarebbe più utile porre l'attenzione sulle reali capacità compositive del progetto.
(Melix - Maggio 2004)

Voto: 7.5