VOIVOD
War And Pain

Etichetta: Metal Blade
Anno: 1984
Durata: 43 min
Genere: thrash metal


Se incomincio subito dicendo che il gruppo, in oltre quaranta minuti, cede solo in brevi momenti alla tentazione di suonare musica - e non di produrre un'accozzaglia di suoni - ho gia' spiegato molto del contenuto di "War And Pain". Il fatto e' che in quei "rari" istanti il prodotto e' di livelli davvero notevoli.
E' un concentrato di Venom, Motörhead e Black Sabbath (non si e' ancora riusciti a capire in che modo il tutto stia in piedi) a costituire l'ossatura dei Voivod degli esordi, quartetto del Canada francofono che dimostra di non saper ancora suonare, sporadici intuiti geniali della chitarra a parte. Le distorte visioni post-nucleari trovano buona accoglienza in certi riff sabbathiani e nelle spaziali distorsioni psichedeliche tipiche di Piggy, che costituiranno il marchio di fabbrica del suo stile.
Il resto lo fanno i testi: le inquietanti tematiche frutto delle influenze oscure e metalliche di Away si riversano nella saga del Voivod, alter-ego del batterista; d'altra parte titoli come la title-track (quasi un plagio a Black Sabbath), "Warriors Of Ice", "Iron Gang", "Black City" e "Nuclear War" (il pezzo migliore) non lasciano dubbi riguardo a cio' che circonda il nostro eroe. E, assai probabilmente, pure l'inascoltabile lamento glaciale ed alieno di Snake (difficile definirla "voce") contribuisce alla causa.
Seppur in maniera molto rozza, il gruppo riesce a gestire abbastanza bene le atmosfere terremotanti che definiscono l'ambiente violento e battagliero, anche se trovo la seconda parte del disco molto piu' redditizia. Sara' per la motorheadiana "Live For Violence" o per l'apocalisse di "Nuclear War", ma dalla title-track in poi i Voivod riescono a gestirsi meglio, senza dover partire ognuno per conto suo nel bel mezzo del brano.
In definitiva il disco, sotto il profilo musicale, tranne una manciata di brani si rivela di ben difficile digestione, ma e' comunque meritevole di interesse per delineare il punto di partenza di un gruppo che, per tematiche e approccio, dimostra di essere gia' qualche passo avanti e di guardare ancora piu' in alto.
(Melix - Agosto 2003)

Voto: 6.5



Un album marcio e grezzo come pochi altri, su tutti la voce sguaiatissima di Snake. A me piace abbastanza, di sicuro è sconsigliato a chi non sopporta il grezzume.
(teonzo - Agosto 2003)

Voto: 7



I Voivod sono una delle mie band preferite in assoluto, mi piacciono da morire tutti i loro periodi, anche questo degli albori. Ma proprio "War And Pain" è quello che gradisco di meno, pur ritenendolo un disco tutto sommato gradevole; è inferiore a "RRRÖÖÖAAARRR", per esempio. Ha ragione Melix ha dire che i Voivod in quest'album non sapevano suonare e che producono un incredibile casino, ma a mio parere senza esagerare, perché se confrontiamo "War And Pain" con altre uscite dell'anno mica sembra così male! Le mie canzoni preferite sono "Nuclear War" su tutte, poi "Voivod", "Warriors Of Ice" e "Suck Your Bone".
(Randolph Carter - Agosto 2003)

Voto: 6.5