VOIVOD
The Outer Limits
Etichetta: MCA
Anno: 1993
Durata: 54 min
Genere: progressive hard rock
"The Outer Limits" fin da principio si fa notare per la sua durata, portandosi in testa alla classifica con i 54 minuti distribuiti in 9 brani. Certo, il totale e' inflazionato dai 17 in cui si sviluppa "Jack Luminous", pero' la durata media delle canzoni si innalza rispetto al disco precedente. Qua i Voivod proseguono lungo il tracciato abbozzato da "Nothingface", puntando maggiormente sugli aspetti positivi del precedente "Angel Rat", ovvero ottimi arrangiamenti, strutture accessibili e una melodia generale gia' piu' trascinante ed orecchiabile rispetto agli accenni di groove dell'album passato.
L'ennesima maturazione acquisita dal gruppo si manifesta benissimo nella capacita' di creare atmosfera e di applicarla duttilmente nel songwriting, puntando l'attenzione verso l'obiettivo "canzone", prestando cura ai particolari, quali dissonanze, inserimenti di effetti tastierosi e richiami ad atmosfere differenti. Sotto questo profilo l'album si presenta ancora piu' articolato del precedente, come la presenza di influenze dark ("Le Pont Noir"), rock 'n roll anni '70 ("Wrong-Way Street"), accenni di speed ("We Are Not Alone") e svariati stacchi psichedelici dimostrano.
I richiami ai tardi Pink Floyd (non solo per la cover di "The Nile Song") e Rush (la suite "Jack Luminous" ne e' un esempio lampante), uniti alle caratteristiche di cui sopra permettono ai Voivod - qua definitivamente senza Blacky - di costruire una piu' variegata sequenza di brani nei quali sono il cantato, sempre piu' "presente", e lo stile di un ispiratissimo Piggy, qua davvero in primo piano, a far da padrone. Non e' piu' solo la sezione ritmica a costruire il brano e la maggior predominanza della chitarra nella stesura dei pezzi consente un ritorno a sonorita' piu' heavy, permettendo qualche richiamo a certi passaggi di "Dimension Hatröss", senza costituire un serio ritorno alle radici thrash.
"The Outer Limits" si rivela pero' piu' pesante e duro di "Angel Rat", anche per melodie oscure e una maggiore dedizione verso le tematiche del passato. Oltre ad ufologia (la copertina vuole essere quella di un fumetto sci-fi) e leggende popolari, i testi e l'incedere di "Lost Machine", "Time Warp" e la gia' citata suite non possono non portare alla mente ai concetti alieni e biomeccanici della prima fase del gruppo. Se a questo aggiungiamo l'associazione brani-disegni di Away il gioco e' fatto.
Sembrerebbe tutto perfetto, ma a limitare la riuscita dell'inseme - comunque buona - e' la mancanza di profondita', il non pigiare sull'acceleratore quando serve. A parte l'incedere e i picchi finali di "Le Pont Noir" e "Jack Luminous", i pezzi si assestano comodamente su ottimi livelli senza cercare la profondita' e il particolare in grado di far saltare sulla sedia. Insomma, se sotto l'aspetto della struttura si torna alla dinamica dei tempi d'oro, non riscontro un livello pari nel trasmettere qualcosa, lo ascolto con piacere ma nessuna corda mi vibra dentro. E la sensazione e' davvero di rammarico, viste le combinazioni e le soluzioni presenti in una suite lunga 17 minuti, dall'incedere e qualita' memorabili.
"The Outer Limits", nell'ottica dell'intera discografia, e' il disco piu' adatto per attaccare con i Voivod; non che questo sia sinonimo di facile accessibilita' o, peggio ancora, di eccessiva semplicita'. L'ispirazione del terzetto e' davvero ai massimi livelli, distribuita uniformemente nel disco, ma incapace di concretizzare appieno i picchi di intensita' cui eravamo abituati.
(Melix - Dicembre 2003)
Voto: 8
Anche "The Outer Limits" č un disco bellissimo, l'ennesimo dei canadesi. Lo considero appena inferiore ad "Angel Rat", perņ "Jack Luminous" e qualche altro pezzo sono impareggiabili! Da infarto la cover dei mitici Pink Floyd, mi fa impazzireeeeeeee!!!
(Randolph Carter - Gennaio 2004)
Voto: 9