VOIVOD
Negatron

Etichetta: Mausoleum
Anno: 1995
Durata: 56 min
Genere: industrial thrash


Parecchie novita' e non di poco conto. La fine del rapporto con la MCA coincide con la dipartita del cantante Snake, grossi problemi che riescono a limitare solo parzialmente la perseveranza del duo Denis d'Amour e Michael Langevin di creare musica. Reclutato un nuovo bassista/cantante nelle vesti di Eric Forrest i Voivod si apprestano a creare questo "Negatron" mutando di parecchio (e per forza) lo stile musicale. La poliedricita' delle proprie composizioni si arrichisce con questo capitolo industrial, dove sono le inflessioni tristi (la faccia dell'insetto in copertina e' emblematica), pur rabbiose, della musica e dello stile vocale di Forrest a caratterizzare la release.
La ricerca di pesantezza e di impatto porta a minimalizzare l'aspetto compositivo e stilistico del gruppo, presentando innanzitutto una produzione che sgrezza e distorce la chitarra, appesantisce i suoni di batteria e si carica di effetti elettronici a opera di D'Amour. Il suono e' malato, teso a disegnare e a sottolineare un ambiente post-nucleare, mentre il cantato, via di mezzo tra uno scream e le urla di un pazzo, si diletta in (nano) tecnologie, fisica nucleare, conflitti e tormenti interiori in ambienti desolati e martoriati. Diseased sarebbe il termine piu' adatto per definire in inglese le sonorita' del disco, frutto anche delle inflessioni psichedeliche che animano il songwriting; oltre alla produzione in questo influiscono le distorsioni acide che assume la chitarra, i gia' citati inserti elettronici e l'uso della voce effettata.
Dal punto di vista strettamente musicale il disco e' un mezzo passo falso. Le ritmiche troppo statiche, la mancanza di idee - oppure il ripetersi delle poche - e la poca dinamica non possono farlo decollare. L'uso dei tempi veloci, nei quali si cerca di pestare con furia, si e' sradicato dal DNA dei Voivod da quando e' stato abbandonato lo speed thrash degli esordi, come le accelerazioni prive di mordente della title-track dimostrano, mentre l'uso ad libitum di un paio di riff decenti come in "Bio-TV" sono il segno della mancanza di inventiva. Insomma, ero abituato a ben altre cose.
Viceversa e' nei tempi medi che il gruppo sale di tono, laddove lo schema ritmico permette di disegnare giri di chitarra efficaci e pezzi pesanti. Li riscontro qua e la' nell'album, ma ben concentrati in "Insect" e "Nanoman", che risultano i brani migliori del disco, mentre il resto e' una ricerca di effetto, di atmosfera e di assalto sonoro poco riuscita. Discorso a parte per la predominanza di elettronica in "D.N.A. (Don't No Anything)", pezzo interessante e capace di sollevare l'attenzione dopo 50 minuti, ma che deve meta' dei meriti al cantato dell'ospitato Thirwell.
In conclusione "Negatron" risente tantissimo della serie di problemi che hanno attaccato il gruppo nel biennio '94-'95, capaci di minare grossolanamente le qualita' compositive, l'ispirazione e l'efficacia sonora, caratteristiche che non avevano mai abbandonato i Voivod finora. Da segnalare anche la traccia ROM sul CD, della quale non garantisco la funzionalita', dato che il mio PC non riesce a leggerla.
(Melix - Dicembre 2003)

Voto: 6.5



Ecco, lo sapevo, anche i Voivod prima o poi dovevano scendere tra noi umani e fare un disco normale! Perché di certo "Negatron" non rispecchia la classe infinita di Piggy & co., anzi li fa scadere nel quasi anonimato. Buona la voce del nuovo acquisto Eric Forrest, incazzatissima ma simile in certi punti al tipico tono alienato del buon vecchio Snake. Che dire, qualche canzone figa c'è di sicuro, ma in complesso lo reputo un album poco più che sufficiente...
(Randolph Carter - Gennaio 2004)

Voto: 6.5