VOIVOD
Killing Technology
Etichetta: Noise
Anno: 1987
Durata: 48 min
Genere: Thrash
Lo sfondo nero che domina la copertina, l'atmosfera spaziale, meccanica ed opprimente (assieme al disegno piu' curato) definiscono perfettamente, per la classica regola non scritta del metal, il contenuto stilistico delle nove tracce di "Killing Technology".
Per maggiori capacita' strumentali, idee ben chiare e, soprattutto, una vena ispiratrice davvero prolifica, i Voivod si presentano con questo terzo disco davvero migliorati, sia per l'aspetto musicale, che per quello tematico. Ma andiamo con ordine.
La prima novita' riguarda la struttura dei brani: per ognuno sono previste due parti, ovvero l'architettura di ognuno viene tranciata, abbastanza nettamente, in pezzi che compositivamente parlando sono piuttosto differenti. Per ogni brano e' prevista un'iniziale approccio di qualche accordo che ne delinea abbastanza nettamente l'atmosfera, per poi passare alla classica forma canzone (strofa-ritornello) per un paio di giri. La seconda parte invece stravolge completamente quello proposto prima: qua le idee scorrono a fiumi, tra variazioni di tempo, stacchi ed inusuali inserimenti ritmici. Questo ha l'effetto di innalzare la durata media dei brani e di "vivacizzarli" rispetto alla pesantezza strutturale del disco precedente.
Nella prima di queste due parti i Voivod ricalcano le soluzioni stilistiche di quano proposto in passato, cercando di affinare la qualita', piuttosto che battere altre strade. C'e' da dire che l'insieme e' ancora piuttosto roareggiante, ovvero ancorato a tempi statici e quadrati, caratterizzato da linee di chitarra poco presenti, assenza di veri riff e da metrica lirica che va per conto suo. "Tornado" e "Forgotten In Space" mostrano invece il contrario, grazie a ritmiche piu' dilatate e al lavoro di Piggy, caratterizzato da riff thrasheggianti e una sorta di groove di fondo.
La seconda parte dei brani e' il risultato di molteplici idee, frutto di poliedriche soluzioni ritmiche e melodiche, talmente variegate che ne servirebbe un vero e proprio elenco schematico per riportarle in maniera ordinata. E' qua che il gruppo mette in risalto tutte le sue qualita', giocando molto sulle accelerazioni, dinamica e conseguenti variazioni di tensione, caratterizzando l'amosfera futuristica e visionaria delle tematiche.
E' interessante osservare a questo proposito l'andamento iniziale di "Tornado": come uno zoom cinematografico che passa lentamente da un'ampia inquadratura ad un particolare, l'incedere ritmico (e la relativa tensione) si accresce man mano all'oscurarsi del cielo, al saettare di fulmini e al formarsi di trombe d'aria, incrementando progressivamente l'insostenibilita' musicale (e quindi emotiva) di un vero e proprio Tornado messo sullo spartito.
Assieme all'insignificante "Cockroaches" l'unica significativa eccezione a quanto detto sopra e' "Ravenous Medicine". Non a caso. Brano strutturato nella piu' semplice delle forme e' anche l'unico canonicamente thrash in tutti i suoi aspetti, a cominciare dal groove di fondo e dalle linee vocali aggressive e trascinanti. E' l'unico pezzo da headbanging puro che i Voivod abbiano fatto finora e, sempre non a caso, e' stato prodotto anche il video, data la sua insusuale capacita' per il gruppo di entrare facilmente in testa.
Tutto questo popo' non basterebbe a giustificare la considerazione che circonda "Killing Technology" se non fosse per i testi. D'altra parte solo la copertina giustifica un paio di ore da passare a riflettere sopra gli aspetti visionari delle tematiche.
Il tema di fondo e' l'analisi dei comportamenti e delle reazioni dell'essere umano di fronte a quanto ci sia di piu' psicologicamente devastante nel "quotidiano". Il Voivod, freddamente e patologicamente sentenzia morti atroci nello spazio perduto, scatena uragani, provoca esplosioni nucleari ed osserva, analizza lucidamente gli effetti del progresso scientifico, dell'oltranzismo religioso sulla psiche umana. Quello che risalta alla fine e' la fascinazione dell'evoluzione (tecnologica certo, ma anche spirituale ed intellettuale), necessaria e continuo sviluppo, ma anche il prezzo da pagare, gli effetti e le conseguenze, spinte all'estremo, che coinvolgono ed affliggono l'essere umano.
(Melix - Ottobre 2003)
Voto: 7.5
A me sto album piace molto. E' quello che segna la svolta "colta" per i Voivod, ossia č l'album in cui cominciano ad adottare soluzioni cerebrali e ad abbandonare il casino fine a se stesso. Sono ancora violenti e pesanti, ma in maniera controllata. Il meglio deve ancora venire, ma questo album deve far parte della collezione di ogni thrasher, non ci sono storie.
(teonzo - Ottobre 2003)
Voto: 8.5
Bellissimo, meno barbarico dei primi 2 ma sempre ben rozzo!
I Voivod iniziano a ragionare un pochino, e ne vengono fuori
pezzi tipo "Tornado" o "Forgotten In Space"... minchia!
Odio ammetterlo (eheh!), ma ha ragione teonzo quando dice
che il meglio deve ancora venire; č cosė, ma io amo lo stesso
questo disco alla follia! Vedetevi il video di "Ravenous Medicine",
fa scassare!!!
(Randolph Carter - Ottobre 2003)
Voto: 8.5