VOIVOD
Katorz
Etichetta: Nuclear Blast
Anno: 2006
Durata: 45 min
Genere: thrash rock
I Voivod sono uno di quei gruppi per i quali provo un'ammirazione
sconfinata. Hanno sempre fatto la loro musica. Hanno inciso per major o
indie, hanno lasciato che la loro musica fluisse libera nel corso dei
dischi senza eccessivi condizionamenti compositivi, hanno rilasciato
interviste piene di spunti per riflettere, senza sterili polemiche:
tutta sostanza e pochi discorsi.
I Voivod hanno poi rappresentato la vera avanguardia del metal,
era il 1989, la fine del 1989.. "Nothingface" lasciò tutti a bocca
aperta... Quello non era heavy-metal, non era thrash, non era new wave
o prog (sic!): era un incredibile mix di varie influenze che lasciava
solo intravedere le rumorose origini dei primi dischi per dirigersi
verso l'impensabile, almeno fino a quel momento. Poi sono tornati sulla
terra, hanno inciso dischi più "convenzionali", ma sempre piuttosto
ispirati e dignitosi (in alcuni casi comunque eccellenti). Su Shapeless
trovate le recensioni di tutti gli album quindi evito di dilungarmi
ulteriormente.
Questo "Katorz" ci ricorda che siamo arrivati al quattordicesimo
album (compresi live e raccolta) ma francamente è un dato che ci
interessa poco. La scomparsa improvvisa di Piggy, lo scorso anno, ha
lasciato un vuoto incolmabile nel mondo del metal.
Pare che per realizzare questo disco Away e soci si siano fatti
consegnare la password del PC di Piggy e che in esso abbiano trovato
molte idee registrate così, alla buona, senza metronomo. "Katorz"
quindi sarebbe il primo di una serie di album (due? tre??) realizzati
così, a contrario.... Partendo dalle tracce di chitarra Away, Jasonic e
Snake hanno tirato fuori i dieci pezzi di "Katorz". Nutro molti dubbi
su tutto ciò, ma tant'è: sui Voivod non riesco a fare troppi discorsi;
il disco è entrato ben presto in casa mia e me lo sono ascoltato e
riascoltato più volte. Che dire, è un bel disco, sicuramente. Ma
altrettanto sicuramente non è un capolavoro come mi è capitato più
volte di leggere. Un disco forse più compatto del precedente "Voivod",
ma complessivamente ben al di sotto dei loro vertici. Un album che
comunque vale sicuramente i soldi spesi per l'acquisto, almeno per
quanto mi riguarda. I disegni del booklet poi sono frutto dei soliti
"viaggi" di Away, schizzi quasi minimalisti ma assolutamente deviati e
angoscianti.
Una veloce lettura ai testi, una scorsa del libretto, la lettura
delle note e eccolo, in ultima pagina lui, l'antidivo per eccellenza.
Potrebbe essere il fratello del nostro amico, l'inquilino della porta
accanto, l'edicolante, l'idraulico e invece quei capelli lisci e quel
viso paffutello appartengono a uno dei più grandi riff-maker di sempre,
almeno in campo metal. Un gigante, un visionario: accordi che a volte
solo lui poteva concepire, soluzioni che solo lui ha osato proporre.
Grazie di tutto, Denis.
L'album è aperto da"The Gateway", un brano rockeggiante a-la
"Gasmask Revival" o "Panorama": il riff è molto diretto, l'incedere
trascinante e compatto. E' al terzo giro, quando Piggy piazza quella
variazione dissonante, che capisco definitivamente perché stavo
aspettando il nuovo Voivod. I Voivod, nel bene e nel male, sono un
gruppo unico, nell'approccio e nei risultati. Li riconosceresti tra
mille. La loro mano è riconoscibilissima sia nei pezzi più leggeri di
"Angel Rat" che nelle furiose trame thrasheggianti di "Killing
Technology" o "Negatron".
Per il resto "Katorz" è un disco nervoso, oscuro, potente,
totalmente dipendente dai riff di Piggy. Non ci sono pezzi
sconvolgenti, ma i tre quarti d'ora filano lisci senza grosse cadute di
tono. Certo, magari qualche brano non è proprio il massimo ("Odds &
Frauds" ad esempio), altri sanno d'incompiuto, penso a "Silly Clouds"
che poggia su buone intuizioni non sviluppate però a dovere (per ovvi
motivi, ci mancherebbe) o alla cupa "No Angel", quasi angosciante nella
strofa ma un po' spompa nel proseguo.
L'oscura "After All" invece funziona, grazie a riff pesantissimi e
strofa di chiara derivazione motorheadiana. Buoni anche i giri ipnotici
di "Red My mind" e"Dognation" (aperta dal rantolante basso di Jason
Newsted). Piacevole anche l'immediata "The X-Stream", rock alla loro
maniera.
Il disco si chiude con un arpeggino di chitarra, delicato, quasi
insignificante. E' Denis "Piggy" D'Amour che se ne va in punta di
piedi, come prevedibile. Senza far rumore.
I Voivod per me sono un'istituzione e mi spiace, quindi, leggere
che a questo disco ne seguiranno altri. Li comprerò sicuramente, lo so,
però ho sempre visto in loro degli esempi di integrità artistica e
queste ultime mosse mi sanno un po' di raschiata al barile. Magari mi
sbaglio, lo spero.
Non credo comunque che tutte le parti di chitarra siano state tratte dal PC di Piggy....
Quel che è certo è che "Katorz" è un discreto album, che non
cambierà le sorti del metal ma che si lascia ascoltare con piacere. Un
discreto album, nulla di più ma neanche nulla di meno.
Un disco valido per un gruppo eccelso.
(Linho - Dicembre 2006)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito internet: http://www.voivod.com/